Theodore L. Thomas e Kate Wilhelm

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Kate Wilhelm.

Testi di Theodore L. Thomas e Kate Wilhelm.

Incipit di Dalle fogne di Chicago[modifica]

Ore 0,33.
La città brillava fiduciosa nella notte. La brezza notturna levatasi dalla estrema periferia soffiava verso il lago Michigan. La notte era limpida; nel cielo solo qualche nuvola copriva, qua e là, le stelle. Da ovest, ancora invisibile, avanzava il fronte di un temporale che recava con sé parecchi centimetri di pioggia.
Una grande città non dorme mai del tutto, e quella ferveva di attività notturna. I palazzi che ospitavano uffici erano vivacemente illuminati, mentre le donne delle pulizie spazzavano con metodo la sporcizia che si era accumulata durante il giorno. Macchine e autobus percorrevano le strade, e la gente affollava i marciapiedi illuminati al neon. Alcuni quartieri della città erano bui, perché in quelle zone l'attività si svolgeva solo di giorno e si arrestava durante la notte. Era una città come lo sono tante altre poco dopo la mezzanotte, e non c'erano previsioni di rovina, sospetti di disastro imminente. Niente, all'infuori della normale attività notturna. Il clone non era ancora nato.
Molto al di sotto della superficie stradale, correvano le vene, le arterie e le fibre nervose della città. Le tubazioni fornivano acqua a tutte le case, e i collettori di scarico portavano via i rifiuti. I cavi telefonici collegavano le diverse parti della città e la univano al resto del mondo. Condotti elettrici, tubi per il vapore, tubi per l'aria, condotti in disuso e tubi arrugginiti, strisciavano come vermi attraverso la roccia e il terriccio, alcuni pulsanti d'energia, altri appena attivi, taluni ancora inerti... Vene, arterie e fibre nervose, senza le quali la città non poteva vivere.
Il complesso di composti chimici trasportati dai collettori delle fogne di una città è incredibile. Cibi guasti di tutti i tipi possibili e immaginabili. Schiuma di saponi e detergenti, medicine gettate via, spezie, aromi, coloranti, inchiostri, cosmetici, sciacquature, candeggianti, resine ed enzimi, e tutti i rifiuti dei processi vitali. La mescolanza di questi materiali in una varietà pressoché infinita di concentrazione e alle temperature e pressioni più disparate, costituisce un crogiolo chimico da cui può scaturire qualunque cosa. C'è da stupirsi che la vita, sotto una qualsiasi forma, non si sprigioni più spesso da quel ricco brodo primordiale che scorre sotto le strade di una grande città.

Bibliografia[modifica]

  • Theodore L. Thomas & Kate Wilhelm, Dalle fogne di Chicago, traduzione di Beata della Frattina, Mondadori, 1985.

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