Tommaso Gherardi del Testa
Tommaso Gherardi del Testa (1818 – 1881), scrittore e drammaturgo italiano.
Gustavo era giovane, amabile e buono, ed amava Sofia. Sofia era buona, giovane ed amabile, ed adorava Gustavo.
Gustavo era di buona famiglia, ma con pochissimo patrimonio.
Sofia era di buona famiglia, ma povera.
Per poter prendere moglie, Gustavo aveva bisogno di un impiego.
Per farsi un po' di dotuccia e un po' di corredo, Sofia aveva bisogno di lavorare giorno e notte.
Gustavo si era già addottorato, e faceva le pratiche. Lo studio il giorno, la sera la sua ragazza, acquistare scienza e parlar d'amore e di speranze, erano le occupazioni della sua vita.
Cucir camicie, ricamare, far calze con un libro sotto gli occhi, ed aspettare con ansietà il suo Gustavo, erano le occupazioni materiali e mentali della fanciulla.
"Presto sarò impiegato, presto ci sposeremo, o Sofia."
"Il mio corredo é quasi all'ordine, ed ho cento scudi da parte. Gustavo mio."
Erano felici pel presente, più felici per la speranza di migliore avvenire.
Quanto durò cotesta felicità?
Citazioni su Tommaso Gherardi del Testa
[modifica]- Fecondo, agile e spigliato nel dialogo, Tommaso Gherardi del Testa dipinse al vivo, in una cinquantina di commedie, i costumi della Toscana del suo tempo. Se la comicità di alcune sue macchiette può sembrare oggi un po' sbiadita, se alquanto superficiale ei può apparire nel disegno dei personaggi, pur, nella gustosa caricatura di alcuni difetti della società, nelle intenzioni altamente morali della sua satira, il Gherardi del Testa va considerato come uno dei migliori commediografi del suo tempo. (Cesare Levi)
- Dissero che il Gherardi fosse un continuatore del Goldoni, autore ch'egli leggeva e prediligeva fin da giovinetto. Fino un certo punto, è vero. Come il Goldoni, egli vedeva le cose di questo mondo senza aggrottare le ciglia, senza stringere i pugni, senza disperarsi. Era un pittore, un po' a guazzo, ma non tradiva le realtà, trovando gusto nel ritrarre piccoli vizi, piccole virtù, piccoli amori, piccoli interessi: in una parola un piccolo mondo, qual'era appunto quello della sua Toscana a' suoi tempi.
- Pur di far ridere, il Gherardi non si faceva scrupolo di ricorrere a qualche volgarità davanti alla quale la dea del pudore (stile dei moralisti) si vela... Sì; anch'egli, come i vecchi commediografi italiani, le metteva qualche volta un po' grasse in bocca a' suoi personaggi, ma senza malizia, prorio come un buon campagnuolo che della città non conosce le corruzioni raffinate.
- Tommaso Gherardi Del Testa fu l'ultimo commediografo della sana risata. L'arte non fa più ridere di gusto: la vera commedia, la commedia non adulterata, non isnaturata dal dramma, la commedia senza convulsioni, senza sfide, senza strimpellate di pianoforte, senza agonizzanti, senza necrofori, morì con Tommaso Gherardi Del Testa.
Bibliografia
[modifica]- Tommaso Gherardi del Testa, La povera e la ricca, Barbera, Bianchi e Comp. Firenze, 1858.
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