Un'altra donna

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Un'altra donna

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Titolo originale

Another Woman

Lingua originale inglese
Paese Stati Uniti d'America
Anno 1988
Genere drammatico
Regia Woody Allen
Sceneggiatura Woody Allen
Produttore Robert Greenhut
Interpreti e personaggi

Un'altra donna, film drammatico del 1988 diretto dal regista Woody Allen.

Incipit[modifica]

Quando ho compiuto i cinquant'anni, a chi mi avesse chiesto di fare un bilancio della mia vita, avrei detto di aver raggiunto un accettabile grado di soddisfazione, e come persona e come professionista. Di più avrei preferito non approfondire. Non che avessi paura di scoprire qualche lato oscuro del mio carattere... ma ho sempre pensato: "Se qualcosa sembra che funzioni, lasciala stare". (Marion)

Frasi[modifica]

  • Non so esattamente com'era cominciato. Io so solo... che mi sono svegliata nel cuore della notte. E il tempo passava e c'erano strane ombre. E ho cominciato a fare tormentosi pensieri sulla mia vita, come se... Come se in essa ci fosse qualcosa di irreale. Piena di inganni. Alla fine quegli inganni erano diventati così... così tanti, e talmente parti di me, che io neanche sapevo più chi fossi chiaramente. E improvvisamente ho cominciato a sudare. E sono balzata a sedere sul letto col cuore che mi martellava! E ho guardato mio marito accanto a me, ed era come se lui... se lui fosse... un estraneo! Quando ho acceso la luce si è svegliato e gli ho chiesto di abbracciarmi. E solo dopo un bel po'ho finalmente ritrovato me stessa. Ma per un momento, prima, era stato come se si fosse aperto un sipario e avessi potuto vedermi chiaramente. E avevo paura di quello che avevo visto... e... e di quello che dovevo aspettarmi... E mi sono chiesta... mi sono chiesta se non dovessi farla finita. (Hope)
  • Mi dispiace tanto. Se ho sbagliato in qualcosa, perdonami. Accetto ogni tua condanna. (Ken)
  • Cinquanta. Non mi fece alcun effetto toccare i trenta. Tutti avevano detto "Vedrai". Poi mi dicevano "È tragico toccare i quaranta". Ma si sbagliavano, io non ci detti il minimo peso. Poi dicevano che sarebbe stato un trauma quando si arriva ai cinquanta. Era vero... A dirti la verità, non credo di avere più ripreso il mio equilibrio da quando ne ho cinquanta. (Marion)

Dialoghi[modifica]

  • Psicanalista: Lei di che cosa direbbe che soffre?
    Marion: Sta ingannando se stessa.
    Psicanalista: Bene, è un po' generico.
    Marion: Non credo possa separarsi dalle sue bugie.
    Psicanalista: No? Peccato.
    Marion: E non è che lei non lo vorrebbe.
    Psicanalista: È precisamente quello che non vuole fare. Quando vorrà farlo lo farà.
    Marion: Accade tutto così in fretta...
    Psicanalista: Io mi devo sbrigare: sto cercando di impedirle di togliersi la vita.
    Marion: Sa che non lo farebbe.
    Psicanalista: Oh, ha già cominciato.
    Marion: Davvero?
    Psicanalista: Beh, non molto drammaticamente, non è nel suo stile. Lo fa lentamente e metodicamente. Lo sta facendo da quando era giovanissima.
  • Marion: Mi dispiace per te, Ken, perché, a modo tuo, forse sei stato solo quanto me.
    Ken: Siamo stati soli?
    Marion: Almeno io sono arrivata a riconoscerlo.

Explicit[modifica]

Chiusi il libro e provai uno strano miscuglio di malinconia e di speranza. E mi chiesi se un ricordo è qualcosa che hai o qualcosa che hai perduto. Per la prima volta dopo tanto tempo, mi sentii placata. (Marion)

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