Valeria Messalina

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Messalina in un dipinto di Toulouse-Lautrec (1900 circa)

Valeria Messalina (25 – 48), imperatrice consorte dell'imperatore Claudio.

Citazioni su Valeria Messalina[modifica]

  • Aveva Messalina ricevuta dalla natura una inclinazione così violenta pel libertinaggio, che le riusciva molto difficile il rinserrarsi tra i legittimi confini del matrimonio, troppo angusti per un cuore infiammato da mille vizi. Era bastantemente bella, ed aveva molto credito per farsi correr dietro gli amanti, e troppo scarsa virtù per lasciarli lungamente penare.(Jacques Roergas de Serviez)
  • Il nome di Messalina è rimasto come il più vituperoso attributo di scostumatezza e d'impudicizia, di sfrenata lascivia e di laida prostituzione. Questa donna, affine alla progenie dei Cesari, maritata a un Imperatore, sorpassò la trista fama delle due Giulie di Augusto e recò nel palazzo imperiale, insieme al vizio più turpe, la rabbia del sangue e delle rapine. (Umberto Silvagni)
  • In Messalina cupidità di denaro, ambizione di dominio e bestiale libidine si congiungevano; ond'ella, d'accordo co' liberti, le prefetture degli eserciti e delle provincie e i più alti uffici dell'imperio sfacciatamente vendea, e le sue medesime lascivie, ne' lupanari, all'insaputa del marito, i più nobili e belli de' due sessi stimolando, favorendoli se cedeano, spegnendoli se ripugnavano: lo che tutta Roma sapeva, meno Claudio. (Giuseppe La Farina)
  • Tutta la sua vita fu una continuata serie di colpe, e si bruttò coi più vergognosi e screditati sregolamenti. Le sue prostituzioni furono delle più infami, eccessivi i suoi disordini, e le dissolutezze pubbliche e detestabili. Quelli, che più degli altri le andarono a genio, furono i piaceri bestiali; e le più orribili iniquità si presentarono agli occhi suoi sotto piacevoli immagini; e solamente mirò con occhio bieco la virtù; ed il suo onore fu quello, di cui non si prese verun pensiero. (Jacques Roergas de Serviez)

Georges Roux[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Più che la sua bellezza ella ha lasciato nella storia il ricordo della sua immoralità. Questa è talmente celebre che il suo solo nome, se oso dirlo, è divenuto tutto un programma. È vero che la sua impudicizia è spaventosa. I medici di oggi assicurerebbero che essa è colpita dal male che chiamano «ninfomania» cioè a dire da una «esacerbazione degli istinti sessuali».
  • Quando cade la notte, la sovrana, mascherata, si reca nei sobborghi malfamati della Suburra. Ivi, nei lupanari più sordidi, si offre ai facchini. Se il suo augusto sposo [l'imperatore Claudio], nello stesso momento, avrà avuto il ghiribizzo di assistere ad una seduta di tortura, il palazzo imperiale dei Cesari sarà vuoto: l'imperatore è alla prigione, l'imperatrice al bordello.
  • Messalina si dimostra di una cupidigia che non la cede né la suo erotismo né alla sua cattiveria. Ottiene la condanna a morte di diversi grandi proprietari adducendo pretesti diversi, in realtà per il solo scopo d'impadronirsi delle loro proprietà.

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