Vallemaggia
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Citazioni sulla Vallemaggia, chiamata anche Valmaggia o Valle Maggia.
- A Ponte Brolla, abbiamo svoltato. Ho indicato a Elena la gola, detta Orrido, scavata dal fiume Maggia nella roccia. Iniziava la valle. E all'inizio della valle s'è presentata l'ombra, la grande ombra che occupa la valle nell'inverno. Immediatamente ho pensato alla grande malinconia di mia madre, ai lunghi inverni in cui deve aver pianto sulla sua vita e sul suo destino. E ho sentito l'enorme silenzio che grava su quelle eternità delle montagne. Però: se la Svizzera mi è estranea e odiosa, la Valle è al riparo. Più di ogni altra volta ho sentito che sono nato lì; e che quell'ombra è mia, e quel silenzio mio, e che sono entrambi qualche cosa di benefico e di rivelativo; nonché un senso del tempo e dell'importanza unica della nostra vita. Ho anche pensato, ma senza angoscia, all'inabissamento del tempo: ho rivisto il padre nel trenino che non c'è più, ho risentito l'odore di sigaro, così odioso che forse per causa sua fumo tutte queste tremende sigarette (come per cacciarlo via), ho rivisto la casuccia della nonna, ora ridipinta di giallo-arancione, ho rivisto le cave: nulla era perduto. (Enrico Filippini)
- C'era più pietra che legno nella regione, o comunque le pietre dovevano essere rimosse o cavate fuori dalla terra prima di poter fare qualsiasi cosa, perciò le case erano di pietra, non di legno. Lastre di granito tagliate a mano messe una sull'altra formavano le pareti, i tetti erano eretti su travi di castagno tenute assieme da incastri, a volte da pioli, quasi mai da chiodi. Altre lastre di granito venivano poggiate sopra; il tetto doveva essere a punta per lasciar scendere l'acqua e la neve. (Patricia Highsmith)
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