Vasilij Andreevič Žukovskij

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Vasilij Andreevič Žukovskij

Vasilij Andreevič Žukovskij, in russo Василий Андреевич Жуковский (1783 – 1852), librettista, poeta e traduttore russo.

Citato in Bruno Osimo, Žukovskij traduttore e teorico della traduzione

in La nascita del concetto moderno di traduzione, a cura di Gabriella Catalano e Fabio Scotto, Armando Editore, Roma, 2001

  • Le traduzioni arricchiscono la lingua. La differenza di governi e costumi necessariamente produce una differenza anche nelle lingue: le traduzioni, facendoci conoscere le concezioni di altri popoli, ci fanno conoscere nel contempo anche i segni mediante i quali essi esprimono le proprie concezioni; impercettibilmente per loro tramite passa nella lingua una moltitudine di costrutti, forme, espressioni appena decenti, poi sopportabili, che poi si trasformano in pecularietà. (p. 52)
  • Finché la lingua è ricca di sole opere originali, gli scrittori usano i costrutti e le espressioni già accettati, e plasmano i propri pensieri in una forma nota e spesso del tutto appiattita dall'uso. (p. 53)
  • Per la lingua le traduzioni sono lo stesso che i viaggi per la formazione dell'intelligenza. (p. 53)
  • I poeti devono, secondo me, tradurre in versi; la traduzione dei versi in prosa è sempre infedelissima e lontana dall'originale. (p. 53)
  • L'orecchio ama l'armonia, e l'armonia dei versi è senza nessun paragone più gradevole di quella della prosa. (p. 54)
  • Ciò che in poesia è strabiliante diventa brusco in prosa, la forza diventa brutalità, la vivacità ardore e l'audacia sfacciataggine. (p. 54)

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