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Vicente Requeno

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Vicente Requeno y Vives (1743 – 1811), gesuita, archeologo, musicologo, numismatico e storico dell'arte spagnolo.

Saggi sul ristabilimento dell'antica arte de' greci e romani pittori

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  • D'Agatarco parlano Suida[1], e Plutarco come d'un rivale di Zeusi: nella storia viene rappresentato come un genio sublime nell'invenzione. Ciò si fece palese allor ch'Eschilo incominciò a mettere in iscena le sue Tragedie. Agatarco comprendendo intimamente il carattere delle composizioni d'un tale Poeta, rivolse in mente di preparare, e dipingere le scene in un'aria più propria e più magnifica di quello, che fin allora erasi costumato nella Grecia. Egli dopo avere affaticato, e studiato moltissimo, finalmente s'accorse, che poteva soggettarsi a regole determinate, molto diverse da quelle adoperate fin all'età sua, di copiare per la scena i prospetti de' pubblici edifizj; e innalzandosi oltre i limiti della servíle imitazione de' più chiari Pittori dell'età sua, acquistò la gloria d'aver ritrovato la maniera di pittura più atta a sedurre deliziosamente l'animo degli spettatori nelle rappresentazioni teatrali. (cap. IX, p. 40)
  • Il metodo dello stiletto [nella pittura], [...] era stato l'unico fino all'età di Apollodoro usato dagli artefici. [...]. Or dunque Apollodoro mise in credito i pennelli, e fu il primo, che incominciando a presentare alla Nazione bellezze ideali, ritrovando varie tinte, secondo Plutarco agli anteriori maestri sconosciute, e adoperando quante da sé potevano dare i colori. Per quanto viva e brillante apparisse la Natura ne' quadri degli altri Pittori, sembrava senza leggiadría e vaghezza quando venivasi al paragone con quelli di Apollodoro. (cap. X, pp. 45-46)
  • Tutti accorrevano all'officina di Zeusi, e pagavano i quadri a discrezione dell'artefice. Onde egli in brieve accumulò tante ricchezze, che poté presentarsi ne' primi giuochi Olimpici con un abito di sommo valore, tessuti d'oro in tanti quadretti all'intorno i caratteri del suo nome, secondo l'idea, che ci danno di simili tessiture i chiari autori Gronovio, Flavio Vopisco, e Anastasio. (cap. X, p. 47)
  • Eupompo nacque fatto a posta per coltivare l'arte del pennello. Fu uno di que' grandi genj, i quali, provveduti d'uno straordinario criterio per le operazioni d'un'arte particolare, non consultano le ordinarie pratiche degli artefici, e cercano di secondare la loro natura, che ne richiede altre migliori. Dopo avere imparata correttissimamente la Pittura lineare intraprese la nuova carriera, e in brieve spiccò talmente nel colorito, che questo lo distinse più di ogn'altro suo pregio tra' Greci. (cap. XII, p. 62)
  • La coltura di Melanzio fu tale, che gli avrebbe meritato un luogo distinto tra' greci Scrittori, bench'esso non l'avesse ottenuto tra' più insigni Pittori. (cap. XIII, p. 73)
  • Pausia sicionio [...] rendette ancora celebre l'Olimpiade CIII con un nuovo carattere di pittura. L'uso delle cere a pennello, incominciato a' tempi d'Apollodoro, fu con gran lode applicato da Pausia alle pitture delle soffitte: introdusse egli primo in Grecia la moda di dipingere divisioni or quadre, or rotonde, or fatte di legni ripuliti, or di molto ben lavorati stucchi, con cui gli antichi Greci ornavano le soffitte de' nobili appartamenti; ornati detti da' Romani Laquearia. (cap. XIV, pp. 74-75)
  • Fin a Pausia s'era veduto, che tutti i più celebri Pittori, volendo eglino fare spiccare ne' quadri le parti luminose delle loro figure, s'erano serviti della biacca, e degli altri colori rimescolati con essa, contornandoli d'ombra e di mezze-tinte scure, e che in oltre i medesimi artefici evitavano i totali scorcj delle vittime condotte al macello degli antichi sacrifizj. Pausia però, intelligentissimo della prospettiva e della degradazione di qualunque colore, con solo un nero cupo dipinse accanto all'ara un bue di pelo nero, collocato dirimpetto agli spettatori del quadro, con tale intelligenza in oltre, che l'animale presentava tutta la sua naturale grandezza, e distintissime le parti eminenti della sorprendente corporatura. (cap. XIV, pp. 77-79)

Note

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  1. Suida o Suda, lessico ed enciclopedia d'epoca bizantina, creduto, un tempo, nome di un autore.

Bibliografia

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Altri progetti

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