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Vittorio Amedeo III di Savoia

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Vittorio Amedeo III in un ritratto di Giuseppe Bonito

Vittorio Amedeo III di Savoia (1726 – 1796), re di Sardegna e duca di Savoia.

Citazioni su Vittorio Amedeo III di Savoia

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  • Il buon Vittorio Amedeo III, principe di specchiata illibatezza di costumi, e più facile al perdono che alla severità nelle cose di governo, veniva pennelleggiato dai Deputati savoiardi, andati a Parigi a sollecitare l'atto dell'annessione, qual libertino senza pudore, sbrigliato scialacquatore del pubblico danaro, avido di sangue peggio che una tigre. Volesse la Convenzione, essi chiedevano e supplicavano, salvare la Savoia dal ricadere sotto le regie zanne, ammettendola a far parte per sempre della grande famiglia francese. (Nicomede Bianchi)
  • Re di timorata coscienza, com'ebbe in cospetto i vescovi venuti a fargli omaggio, disse loro, che gli uomini religiosi lo avevano sempre servito a dovere, e che quelli che gli davano maggior fastidio erano coloro che non temevano Dio. Manifestò la sua clemenza accordando una larga amnistia ai condannati per delitti che non importavano le maggiori pene. Si mostrò principe liberale svincolando i vassalli dall'obbligo di prestargli il giuramento, che avrebbe costato loro circa due milioni; condonando alla Sardegna il tributo di cento mila scudi, che essa doveva pagare ad ogni successione di corona; largheggiando in pensioni vitalizie; donando una croce di brillanti del valore di mille doppie d'oro all'arcivescovo di Torino per l'orazione funebre di Carlo Emanuele III. Questo re aveva ricevuto l'eredità de' suoi avi gloriosa e florida, e la lasciava del pari fiorente ed ampliata al figlio. Armi, fortezze, erario, in condizioni ottime; riputazione somma; devozione dei popoli inalterata.
    Regnante Vittorio Amedeo III, tutto muterà in peggio. Dalla monarchia andranno divelte due provincie; le armi cadranno prostrate ne' campi di guerra; sulle fortezze sventolerà signora la bandiera straniera; l'erario rimarrà esausto; andrà perduta l'antica riputazione di senno politico; verrà meno l'antica devozione dei popoli, dissanguati dalle pubbliche imposte, oppressi dai mali di una sconsigliata guerra, alienatisi da un re e da un Governo testerecci nel non voler riconoscere la necessità d'innovazioni. (Nicomede Bianchi)

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