Vittorio Fiorini

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Vittorio Fiorini (1860 – 1925), accademico italiano.

  • [Sugli scout] Noi vorremmo che dalle nostre sezioni uscissero giovani dal cuore aperto, di carattere leale e sincero, corretti nel parlare e negli atteggiamenti, disposti ad una vita ordinata e regolata da una disciplina volontariamente accettata, giovani pronti ad operare perché coscienti delle loro forze e sicuri della loro volontà, perché provati continuamente in un'attività libera, ma misurata ed equilibrata; giovani convinti di saper riconoscere la buona vita e di sapervisi mantenere, perché ammaestrati ed avvezzi ad osservare tutto intorno a sé e a riflettere prima di muoversi e agire; giovani, insomma, preparati ad essere cittadini quali li vuole l'Italia.[1]

Incipit de I Francesi in Italia (1796-1815)[modifica]

Signore, signori.
Saranno cento anni compiuti fra pochi giorni.
Il 27 di questo medesimo mese di marzo, il cittadino generale Bonaparte, prendendo il comando di quell'esercito d'Italia che per tre anni continui aveva tentato indarno di rompere la cerchia delle Alpi occidentali, a' suoi soldati “mal nutriti e quasi ignudi„ additava, novello Annibale — e ne aveva l'età ed il precoce genio guerresco — “le fertili pianure, le ricche provincie, le grandi città della penisola„ e prometteva che laggiù li avrebbe tratti a trovarvi “onore, gloria, ricchezze„.

Note[modifica]

  1. Citato in Antonio Viezzoli, Dieci lustri di vita G.E.I., ristampato ed aggiornato al 1976 a cura del Centro Studi Scout del CNGEI "Eletta e Franco Olivo", supplemento a Scautismo, 18 (1977), 4-6, p. 20.

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