Zenobia Settimia
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Zenobia Settimia o Julia Aurelia Zenobia (240 – 275), prima ed unica regina di Palmira.
Citazioni su Zenobia Settimia
[modifica]- Era ella una principessa illustre, originaria di Siria, ebrea di nazione, se debbesi prestar fede agli autori ecclesiastici, e discendeva da Cleopatra, regina di Egitto, tanto famosa per la bellezza quanto per le disgrazie di Marc'Antonio suo amante. Con le bellezze però non aveva ereditate le debolezze di quella regina; e correva in concetto d'essere la più bella donna di tutto l'oriente, ma in quella sua bellezza aveva un non so che di maschile, da cui si comprendeva il di lei coraggio. (Jacques Roergas de Serviez)
- Era di color bruno, ed aveva grandi gli occhi e neri, da' quali uscivano guardature, per così dire, di fuoco. Ogni parte di sé medesima la costituiva superiore ad ogni altra; né meno pregevoli erano le doti del cuore e dell'animo. Dotata di grande intendimento, aveva una giusta politica, ed un coraggio incapace di avvilirsi, o di cedere alle difficoltà. Nessuna impresa era sì grande, che non riuscisse alle sue forze inferiore. (Jacques Roergas de Serviez)
- Nel suo modo di abbigliarsi accoppiava al lusso d'una femmina l'equipaggio di un guerriero. Dopo la morte di Odenato[1], portò col diadema il sajo ornato di gemme in tutto il contorno. Parlava a' suoi soldati coll'elmo in capo, e col braccio ignudo. Accostumata, del pari che suo marito, alle fatiche della caccia, non sapeva cosa fosse dilicatezza. (Charles Rollin)
- Per le qualità del cuore e dell'animo Zenobia si rendeva superiore al suo sesso. Ella aveva tutte le virtù, e tutti i vizj degli Eroi: ambizione, audacia, passione di far conquiste, coraggio ne' pericoli , costanza nel travaglio, vanità di disegni, dignità e autorità del comando. (Charles Rollin)
Citazioni in ordine temporale.
- Zenobia, regina di Palmira, quanto nobile fu descritta dai Persiani, altrettanto fu in armi ardente e valorosa, sì che uomo nessuno la superò in ardimento e in lignaggio o in lacuna altra degnità.
- Sì nobile creatura, e saggia ancora e misuratamente generosa, sì diligente in guerra ed anco cortese, tale era che nessuno in guerra più di lei poteva durare per quanto alcuno ne cercasse nel mondo intero.
- Claudio imperatore di Roma, né il romano Galieno prima di lui, mai avrebbero osato esser così arditi, e né alcun Armeno od Egiziano, né Siriano od Arabo avrebbe osato combattere con lei in campo, per tema ch'ella con sue mani li trucidasse o che non sua masnada li cacciasse in fuga.
- Ahi, fortuna! Colei che un tempo era stata a re paurosa e ad imperatori, ora dalle genti è con stupore mirata, ahimè! Colei che con l'elmo era stata in duri assalti e con la forza aveva conquistato forti torri e città, ora è costretta a portare una cuffia di vetro; colei che scettro aveva portato pieno di fiori, la rocca dovrà reggere per guadagnarsi la vita.
Note
[modifica]- ↑ Settimio Odenato (III secolo – 267/268), sovrano del Regno di Palmira e marito di Zenobia.