Adolf Loos

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Adolf Loos

Adolf Loos (1870 – 1933), architetto austriaco.


Ornamento e delitto[modifica]

  • L'architettura non è un'arte, poiché qualsiasi cosa serva a uno scopo va esclusa dalla sfera dell'arte.
  • L'evoluzione della civiltà è sinonimo dell'eliminazione dell'ornamento dall'oggetto d'uso.
  • Ogni arte è erotica.

Parole nel vuoto[modifica]

  • Quando però un tedesco prende in mano la penna, non sa più scrivere come pensa e come parla. Chi scrive non sa parlare, chi parla non sa scrivere. E, per concludere, un tedesco non sa fare né l'una né l'altra cosa. (dall'Introduzione, Parigi 1931)
  • Non temere di essere giudicato non moderno. Le modifiche al modo di costruire tradizionale sono consentite soltanto se rappresentano un miglioramento, in caso contrario attieniti alla tradizione. Perché la verità, anche se vecchia di secoli, ha con noi un legame più stretto della menzogna che ci cammina al fianco.
  • L'uomo ama tutto ciò che serve alla sua comodità e odia tutto ciò che lo infastidisce e vuole strapparlo dalla posizione sicura che ha raggiunto. È per questo che ama la casa e odia l'arte.
  • Se in un bosco troviamo un tumulo, lungo sei piedi e largo tre, disposto con la pala a forma di piramide, ci facciamo seri e qualcosa dice dentro di noi: qui è sepolto qualcuno. Questa è architettura. (1910)
  • Sull'architettura viennese di questo secolo aleggia lo spirito di Potëmkin. (luglio 1989)
  • No, l'uomo non è una bestia. La bestia ama, ama in modo semplice come la natura ha stabilito. Ma l'uomo fa violenza alla propria natura e quindi all'eros che è in lui. Noi siamo bestie che sono state rinchiuse in stalle, bestie a cui viene negato il nutrimento naturale, bestie che devono amare a comando. Noi siamo animali domestici. Se l'uomo fosse rimasto una bestia, l'amore si sarebbe risvegliato nel suo cuore una volta all'anno. Ma la sensualità faticosamente repressa ci rende disponibili all'amore in qualsiasi momento. Ci è stata rubata la primavera. E la nostra sensualità non è semplice, ma complicata, non è naturale, ma contro natura. (21 agosto 1898)
  • Ma comunque sia: il marchese de Sade, che rappresenta il vertice della sensualità del suo tempo, una mente che ha saputo escogitare le torture più grandiose di cui la nostra fantasia sia capace, e la dolce, pallida fanciulla che si sente finalmente sollevata dopo essere riuscita a schiacciare la pulce, appartengono alla medesima famiglia. (21 agosto 1898)
  • La natura nobile che è nella donna la spinge a desiderare una cosa soltanto: affermarsi accanto all'uomo forte e grande. Questo oggi è possibile solo se la donna conquista l'amore dell'uomo. Ma noi andiamo incontro ad un'epoca nuova, migliore. Non sarà più il richiamo alla sensualità, ma l'indipendenza economica della donna che determinerà la parità con l'uomo. Il valore di una donna non dipenderà più dalle trasformazioni della sensualità. Assisteremo perciò alla definitiva sconfitta dei velluti e delle sete, dei fiori e dei nastri, delle piume e dei colori. Scompariranno. (21 agosto 1898)
  • Perché la critica della ragion pura non poteva essere opera di un uomo che aveva cinque penne di struzzo sulla berretta, la Nona sinfonia non è stata creata da un uomo che portava attorno al collo una patacca grande come un piatto e la stanza dove è morto Goethe è molto più bella della bottega da ciabattino di Hans Sachs, anche se in quest'ultima ogni singolo elemento poteva essere stato disegnato dalla mano di Dürer. (1908)
  • Ma un uomo che vuol dare disposizioni a una donna, dimostra con questo che egli considera la donna come una schiava del sesso. Farebbe meglio ad occuparsi del proprio abbigliamento. Le donne sapranno ben cavarsela con il loro. (1928)

Bibliografia[modifica]

  • Adolf Loos, "Parole nel vuoto", traduzione di Sonia Gessner, Adelphi, 1982, Milano.

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