Alfred de Musset

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Alfred de Musset

Alfred Louis Charles de Musset (1810 – 1857), poeta e scrittore francese.

Citazioni di Alfred de Musset[modifica]

  • Armonia, armonia, linguaggio inventato dal genio umano per uso dell'amore, ci venisti dall'Italia, dove eri venuto dal cielo. (da Le Saule, fragment, I, nelle "Premières Poésies", e anche in Lucie, élégie, nelle "Poésies nouvelles").
Harmonie! Harmonie! | Langage que pour l'amour inventa le génie! | Qui nous vins d'Italie et qui lui vins des cieux!
  • Con l'amore non si scherza.[1]
On ne badine pas avec l'amour.
  • I grandi artisti non hanno patria. (da Lorenzaccio)
  • I più disperati sono i canti più belli | e ne so d'immortali che sono puri singhiozzi. (da La notte di maggio, in Poesie nuove)
I più disperati sono i canti più belli. Ne conosco di immortali che sono dei veri singhiozzi.
Mon verre n'est pas grand, mais je bois dans mon verre.
Nous l'avons eu, votre Rhin allemand.
  • Mi manca il riposo, la dolce spensieratezza che fa della vita uno specchio dove tutti gli oggetti si dipingono un istante e sul quale tutto scivola. (citato nel film Les amants réguliers)
  • Niente ci rende così grandi, quanto un grande dolore.
Rien ne nous rend si grands qu'une grande douleur. (da La Nuit de mai)
  • [in una lettera a George Sand] Non eri che mia madre.
Tu t'es cru ma maîtresse, tu n'étais que ma mére. (citato in Nino Salvaneschi, Il tormento di Chopin, dall'Oglio Editore, 1943)
  • Non posso farci niente: mio malgrado, l'infinito mi tormenta. (da Premières poésies, "L'Espoir en Dieu")
Malgré moi, l'infini me tourmente.

Incipit de La confessione di un figlio del secolo[modifica]

Per scrivere la storia della propria vita, bisogna prima aver vissuto; perciò non scrivo la mia.
Colpito, ancor giovane, da un'abbominevole malattia morale, racconterò quello che m'è successo durante tre anni. Se fossi malato io solo, non ne farei parola; ma poiché molti altri soffrono dello stesso male, scrivo per loro, pur non sapendo bene se vi faranno attenzione. Anche se così fosse, dalle mie parole avrò tuttavia tratto il vantaggio di guarir meglio e, come la volpe presa in trappola, d'aver morso la mia zampa prigioniera.

Note[modifica]

  1. Titolo dell'omonima opera del 1834 (Rizzoli, 1954); anche «Non si scherza con l'amore» (Fabbri, 1969).

Bibliografia[modifica]

  • Alfred de Musset, La confessione di un figlio del secolo (La Confession d'un enfant du siècle), traduzione di Raffaello Franchi, Vallecchi editore, Firenze, 1971.

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