Billie Jean King

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Billie Jean King nel 2007

Billie Jean King (1943 – vivente), ex-tennista statunitense.

Citazioni di Billie Jean King[modifica]

  • A Kramer semplicemente non piace il tennis femminile.[1]
  • Chiedete a Nureyev di smettere di danzare, chiedete a Sinatra di smettere di cantare – allora potete chiedermi di smettere di giocare a tennis.[2]
  • [Rivolta a Serena Williams] Dio ti ha benedetto. Lo sai quanto? Pensaci. Ogni generazione dovrebbe essere migliore della precedente. Tu dovresti essere la più grande di sempre. Tu dovresti definire gli standard. Tu decidi.[3]
  • [Rispondendo alle dichiarazioni contro l'omosessualità della Court] Dobbiamo tutti impegnarci per eliminare l'omofobia, che ancora oggi impedisce la pari opportunità di esercitare diritti e doveri che sono la base della democrazia.[4]
  • [Su Margaret Osborne duPont] È stata una delle mie eroine e ha avuto una grande influenza su di me sia dentro che fuori dal campo. Spero che i ragazzi e le ragazze che vogliano iniziare una carriera tennistica leggano di lei, perché la sua vita non è stata dedicata soltanto a vincere partite, ma anche ad aiutare e consigliare gli altri.[5]
  • [Sul tennis] Giocatelo tutti, perché è uno sport per bambini e anziani, donne e uomini, super atleti e disabili. E, soprattutto, perché è uno sport dove ci si diverte da matti.[6]
  • [Riferita a Margaret Smith Court] Ho pensato che il campo centrale dovesse essere intitolato a Laver e a lei insieme. Sono i due più grandi campioni del nostro sport, e lei vanta ancora più Slam. Per lei avere il campo 3 è terribile. Ero furiosa. Mi sono recata dai capi australiani, non gli ho nascosto il mio dissenso. Non è possibile, non le si può dare il campo 3, merita molto di più. È una vergogna per le donne. Ha vinto 62 titoli del Grande Slam, come le si può assegnare il campo 3. È stato diabolico.[7]
  • I migliori giocatori sono sempre quelli che ricordano le sconfitte, perché in questo modo ricordano il dolore e lo odiano.[8]
  • Il circuito professionistico ha creato una grande opportunità per tutti noi: vincere soldi e distruggere i nostri corpi allo stesso tempo.[2]
  • Jimmy Connors non si ritroverà mai all'età di cinquant'anni seduto in una sala d'attesa all'aeroporto a domandarsi: "E se...?"[9]
  • [Dopo la partita con Riggs[10]] La gente mi tirava dietro le monetine o mi eleggeva sul momento leader del movimento femminista. Non capivo più dov'ero. Era tutto così complicato, e un giorno mi svegliai, e mi ritrovai nel letto di un'altra donna.[6]
  • [Dopo la partita con Riggs[10]] Le donne mi ringraziano ancora oggi per aver aumentato la loro autostima. Molte trovarono il coraggio di chiedere quello che non avevano mai chiesto prima. Nel '73 una donna negli States non poteva neppure avere una carta di credito senza la firma del marito o del padre.[11]
  • Montepremi diversi? Un'assurdità, e a Wimbledon non l'hanno ancora capito. Quanto all'idea di Simon, io abolirei del tutto i match a cinque set: mettono alla prova il fisico e sacrificano il divertimento, si chiede troppo ai giocatori. Le donne poi, per poter giocare, incontrano molte più difficoltà. E c'è un impegno di cui non puoi disinteressarti, ed è quello della famiglia: vediamo i casi di Justine Henin e Kim Clijsters, il loro ritiro è coinciso anche con una gravidanza, in tutto o in parte. È chiaro quindi che le carriere delle ragazze durino meno, molto meno. Non ci sono le stesse opportunità.[12]
  • Non mi sono mai sentita a mio agio fra la gente "normalmente sposata". Ma neanche quando la gente ha iniziato a considerarmi una omosessuale: è solo un'altra etichetta.[6]
  • [Dopo la finale del Pacific Southwest Open del 1971] Non potevamo nemmeno lamentarci troppo con lei perché i giudici di linea sono volontari. Dovrebbero essere pagati. Così se sbagliano si possono mandar via. È incredibile che uno sport professionistico abbia arbitri dilettanti: è così poco professionale.[1]
  • Ogni volta che mi dicono che non posso fare qualcosa, io sento di doverlo fare![13]
  • Quello che volevo era che tutte le donne potessero godere dei loro diritti. Ma ci sono cose, dentro al femminismo, che mi ricordano l'intolleranza delle religioni.[6]
  • Questi uomini ricchi non capiscono quanto abbiamo bisogno dei soldi noi tenniste.[1]
  • Ricordo un pomeriggio con mia madre, nella cucina della nostra casa di Long Beach. Avrò avuto cinque anni. Urlai che da grande sarei diventata la migliore di tutti in qualcosa, non importa cosa. Lei sorrise e continuò a pelare le patate. Certo, cara, mi disse, adesso però mangiati una mela.[6]
  • Se avessi perso anch'io come Margaret[10] la gran massa dell'opinione pubblica ne sarebbe rimasta influenzata assai negativamente. Non era formata da esperti di tennis. Così invece il boom di popolarità e… dei montepremi cominciò negli anni immediatamente successivi.[11]
  • Tutte le ere hanno i loro grandi giocatori, ma Martina sta a cavallo di varie ere come la più grande.[14]

Citazioni in lingua originale[modifica]

Il volto della King su una maglia, insieme al punteggio con cui sconfisse Riggs[10]
  • [Riferita a Martina Navrátilová] È la più grande giocatrice di singolo, doppio e doppio misto che sia mai vissuta.
She's the greatest singles, doubles and mixed doubles player who's ever lived.[15]
  • Il tennis è una combinazione perfetta di gesti violenti inseriti in un contesto di totale tranquillità.
Tennis is a perfect combination of violent action taking place in an atmosphere of total tranquillity.[6]
  • La vittoria è passeggera. La sconfitta è per sempre.
Victory is fleeting. Losing is forever.[6]
He didn't pay the price![16]
  • Non possiamo andare avanti se non capiamo ed apprezziamo il nostro passato.
We can't move forward if we don't understand and appreciate our past.[17]
  • Un campione ha paura di perdere, tutti gli altri hanno paura di vincere.
A champion is afraid of losing. Everyone else is afraid of winning.[6]

Note[modifica]

  1. a b c Citata in Alessandro Mastroluca, Uomini e donne sono uguali, Ubitennis.com, 6 febbraio 2012.
  2. a b Citata in Piero Pardini, Citazioni a bordo campo, Ubitennis.com, agosto 2008.
  3. Citato in Alessandro Mastroluca, Billie Jean King: "Federer dovrebbe supportarci di più", Ubitennis.com, 29 settembre 2012.
  4. Citata in Davide Uccella, Margaret Smith Court e le dichiarazioni sull'omosessualità, Ubitennis.com, 15 dicembre 2011.
  5. Citata in Enos Mantoani, Margaret duPont, campionessa di un altro tennis, Ubitennis.com, 27 ottobre 2012.
  6. a b c d e f g h Citata in Stefano Semeraro, Billie Jean, femminista e rompiscatole, La Stampa, agosto 2008.
  7. Citata in Stefano Semeraro, Billie Jean corre in soccorso della Margaret Court... Arena!, Ubitennis.com, 19 gennaio 2012.
  8. Citata in Piero Pardini, Citazioni a bordo campo, Ubitennis.com, 30 agosto 2006.
  9. Citata in Joel Drucker, Jimmy Connors mi ha salvato la vita. Una doppia biografia, Effepi Libri, 2006, p. 29, ISBN 88-6002-005-0.
  10. a b c d King accettò di sfidare Riggs, 55enne, ex-stella del tennis, dopo che questo aveva battuto clamorosamente 6-2, 6-1 Margaret Smith Court, una delle più grandi tenniste dell'epoca. Il match tra i due passò alla storia come la Battaglia dei Sessi e il punteggio con cui la King si impose, 6-4, 6-3, 6-4, finì sulle maglie delle femministe.
  11. a b Citato in Ubaldo Scanagatta, Billie Jean King, con lei il tennis diventò donna, Ubitennis.com, 22 settembre 2012.
  12. Citato in Davide Uccella, Billie Jean King: "Montepremi diversi uomini-donne? Un'assurdità!", Ubitennis.com, 25 settembre 2012.
  13. Citata in Emanuela Audisio, Citazioni a La lezione della MacArthur più brava di tutti gli uomini, la Repubblica, 9 febbraio 2005.
  14. Citata in Martina Navratilova, leggenda senza tempo, Ubitennis.com, 18 ottobre 2012.
  15. Citata in Daniele Camoni, Martina-Pam: simply the best, Ubitennis.com, 23 settembre 2011.
  16. Frase ripetuta dalla King alludendo alla disarmante naturalezza con la quale McEnroe giocava e, soprattutto, vinceva a tennis, senza bisogno di spaccarsi la schiena dopo estenuanti sedute d'allenamento. (Citata in Fleming-McEnroe, braccio e mente, Ubitennis.com, 16 settembre 2011)
  17. Citata in Daniele Camoni, Brough-Osborne: dolci assassine, Ubitennis.com, 4 novembre 2011.

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