Frank Sinatra

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Premi Oscar vinti:

Da qui all'eternità

  • Miglior attore non protagonista (1954)
Oscar Premio umanitario Jean Hersholt (1971)
Frank Sinatra nel 1960

Francis Albert Sinatra (1915 – 1998), cantante e attore statunitense.

Citazioni di Frank Sinatra[modifica]

  • Ammiro Bill Bradley, grande giocatore e senatore degli Stati Uniti. Ho trovato le uniche due professioni dove bisogna lavorare al massimo un paio d'ore al giorno.[1]
  • Il meglio deve ancora venire. (epitaffio; citato in Portala al cinema)
  • Quel fottuto inglese è un fannullone. [parlando di Peter Lawford] (citato in Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo)
  • Progresso vuol dire che per tutto occorre sempre meno tempo e sempre più denaro.  Fonte? Fonte?
  • La sua musica è fatta da deficienti che cantano testi maliziosi, lascivi, per parlare chiaramente: sporchi. Ha finito con il diventare la marcetta di ogni furfante sulla faccia della terra. È la più brutale, brutta, disperata, perversa forma di espressione che io abbia avuto la sfortuna di ascoltare. [parlando di Elvis Presley]  Fonte? Fonte?
  • Qualunque cosa si dica di me non ha importanza. Quando canto, credo di essere sincero... il pubblico è come una donna-se sei indifferente, è la fine. (citato in Deborah Holder, Frank Sinatra The voice)
  • Devi amare la vita, perché la morte è una scocciatura. (citato in Frank Sinatra-Movie Icons)
  • Quello che più mi ha influenzato è stato il modo in cui Tommy Dorsey suonava il trombone. Volevo assolutamente che la mia voce funzionasse proprio come un trombone o un violino; non volevo che il suono fosse lo stesso, ma volevo "suonare" la voce come quegli strumenti.
  • Secondo tutti sono un grande esperto di donne, ma a dire il vero ho avuto molto meno successo di quello che si potrebbe credere. Adoro le donne, le ammiro, ma come qualsiasi altro uomo, non riesco a capirle. (citato in Frank Sinatra-Movie Icons)
  • Un vagabondo è un vagabondo ovunque vada. (citato in Frank Sinatra-Movie Icons)

Guida completa a Frank Sinatra[modifica]

  • Un giorno, là sopra ci sarò io. [dopo aver visto Bing Crosby nel 1935]
  • Cantare in una band era... fondamentale per la mia carriera, per imparare, una sorta di scuola di corsa campestre dove imparavi tutto sulla collaborazione, sull'amicizia e su come condividere i momenti difficili.
  • Puoi mettere tra virgolette che Frank dice che non è giusto che qualcuno possieda un pezzo di Sinatra e ne raccolga i frutti senza muovere un dito per lui. [intervista al New York Herald-Tribune, 1943]
  • Gli psicologi hanno cercato di analizzare i motivi con ogni sorta di teoria. Avrei potuto spiegarglieli io. Erano gli anni della guerra e c'era tanta solitudine, e io ero il ragazzo del negozio dietro l'angolo, il ragazzo partito per la guerra. Ecco tutto. [parlando del "sinatrismo"]
  • Credetemi, ne so qualcosa di intolleranza razziale. A undici anni fui chiamato "sporco italiano" a casa mia, nel New Jersey. L'abbiamo fatto tutti. Tutti abbiamo usato la parola negro, ebreo, giallo e così via. Basta, ragazzi. Tornate a scuola. [agli studenti in sciopero del liceo di Gary, Indiana 1945]
  • La prossima volta che ti vedo ti ammazzo, degenerato. [Sinatra a Lee Mortimer, Hollywood 1947]
  • Niente a che fare. Solo "ciao" e "arrivederci". [parlando delle sue presunte implicazioni con la mafia, 1951]
  • Tu continua a scrivere bugie su di me e sul mio carattere e vedrai che ti prendi un pugno in quella stupida e viscida bocca. [telegramma a Erskine Johnson, cronista che lo aveva criticato, 1946]
  • Voi, miei fan e amici, siete accorsi a difendermi come una grande armata vendicatrice... Il solo modo per ricambiare è vivere, sia come artista che come essere umano, in modo da meritare la vostra fiducia, il vostro rispetto e il vostro affetto. [lettera di ringraziamento ai fan per il sostegno durante le diffamazioni, 1947]
  • È tutta colpa mia. Sono il mio peggior nemico. Il mio modo di cantare era precipitato e io con lui... È successo perché non facevo attenzione a come cantavo. [parlando degli anni tra il '48 e il '52]
  • Mi resi conto che ero vicino alla quarantina, così un giorno decisi di alzarmi e andare a lavorare.
  • Non capiamo cosa diavolo ci facciamo qui sopra. Ma, ragazzi, è divertente! [sul palco del Sands, 1960]
  • Sono quello che sono e non mi pongo domande. Quando inizi a parlare con te stesso significa che sei infelice, che vuoi cambiare. Io non voglio cambiare. Sono soddisfatto di quello che sono.
  • Non ignoro il bisogno di fede dell'uomo; sono per qualunque cosa ti permetta di passare bene la notte, siano preghiere, tranquillanti o una bottiglia di Jack Daniels. [intervista su Playboy, 1963]
  • Più invecchi, più diventi conservatore.
  • Si è prostituito per inventarsi questa storia. [parlando di Mario Puzo e del Padrino]
  • Non sono capace di fermarmi. Devo fare sempre qualcosa.
  • Sai, adoro incidere dischi. Preferisco fare questo più di qualsiasi altra cosa.
  • Sai, non conosco le basi della conduzione, ma conosco questa musica e mi piace, e se tu lavori con me, penso che riusciremo a trasciverla. [parlando con il compositore Alec Wilder]
  • In Nancy ho trovato bellezza, calore e comprensione; stare con lei era la mia sola via di fuga da un mondo orribile. [parlando della prima moglie Nancy Barbato]
  • Certo, è facile dire di lasciarla se non sei innamorato di lei. [parlando di Ava Gardner]

Citazioni su Frank Sinatra[modifica]

  • Con lui ogni giorno è Natale. (Barbara Marx Sinatra) [2]
  • Da cosa nasca il successo di quest'uomo capriccioso nemmeno gli psicanalisti riescono a dirlo. È gracile, già mezzo calvo, sembra gobbo: una cicatrice profonda gli deturpa la mascella sinistra restando visibile nonostante il cerone. Nessuno negherebbe a cuor leggero che è brutto. (Oriana Fallaci)
  • Diciamo semplicemente che i Kennedy sono interessati alle arti vive e che Sinatra è la più vivente delle arti. (Peter Lawford) [parlando delle relazioni tra i Kennedy e Sinatra] [2]
  • Dopo Bogey, anzi con Bogey, è l'uomo più attraente che abbia conosciuto. E, mi creda, in campo maschile, i miei gusti sono difficili. Sul piano di Frankie metterei solo Adlai Stevenson, il regista John Huston e il commediografo Sherwood. (Lauren Bacall)
  • È un dannato individuo che cerca di vivere a modo suo. Mi piace il suo stile. (Humphrey Bogart) [2]
  • È uno spettacolo un po' sgradevole assistere alle urla quasi sincronizzate del pubblico quando chiude gli occhi o ondeggia leggermente. (da The New York Herald-Tribune (1943)) [2]
  • Frank è il capo dei cattivi ragazzi. I cantanti di rock n roll sono stati dei duri, ma quest'uomo è il capo. Il capo dei capi. Non ho intenzione di averci a che fare. (Bono) [alla presentazione di Sinatra ai Grammy del 1994] [2]
  • Pensava sempre ai testi. La melodia veniva in secondo luogo... La sua sensibilità per le parole è semplicemente bellissima. (Harry James) [2]
  • Quando le cose andavano bene, era fantastico... ma quando Frank ti tagliava fuori, era per sempre. (Dean Martin)[2]
  • Riesce in qualche modo a tirarti fuori tutto quello che hai dentro... Non è uno che ti fa tanti complimenti. Si aspetta solo il meglio da te, semplicemente.  Personaggio? Personaggio? [2]
  • Sa cosa cercare. Riesce a dare un'occhiata alla band e a dire se è una buona band o se sta facendo qualche stronzata. (Billy May) [2]
  • Sapevo che Frank avrebbe scelto con cura le sue canzoni, e che sapeva quello che voleva fare. (Alan W. Livingston) [vicepresidente della Capitol] [2]
  • Se dici a Frank, "Ho un problema", diventa un suo problema. (Burt Lancaster)[2]
  • So che abbiamo tutti un debito con il nostro grande amico Frank Sinatra. Prima ancora di cantare, raccoglieva voti per i democratici in un distretto elettorale del New Jersey. Quel distretto è cresciuto fino a diventare una nazione... e quando smetterà di cantare, continuerà a parlare in favore del partito democratico, e io lo ringrazio a nome di tutti i presenti. (John Fitzgerald Kennedy) [2]
  • Vianello... Byrds... Beatles... In fin dei conti, quello che mi dà più libidine è sempre The Voice, il vecchio caro Frank. "When somebody loves you..." (Sapore di mare)
  • Il seduttore per antonomasia che corteggiava e conquistava tutte le bellezze del mondo, aveva concluso la sua vita in una relazione insoddisfacente; una relazione che sopportava, a dire del suo road manager, perché sentiva di meritare una punizione. Il suo vecchio amico Jerry Lewis, che gli telefonava spesso nei suoi ultimi anni, è d'accordo: "Si, sì. Il vecchio Frank era bravissimo a fustigarsi". (Peter Bogdanovich)
  • Ho sempre trovato sorprendente l'aria sperduta che aveva spesso Sinatra quando non cantava, o non interpretava un ruolo. Per esempio, quando si metteva a scherzare con Dean Martin non aveva mai la presenza di spirito e la disinvoltura di altri membri del Rat Pack; non era svelto a improvvisare, non era un battutista, eppure gli piaceva ridere a quei rapidi scambi di battute Una delle cose che ricordo meglio di lui è lo sguardo: il distacco, e la tristezza dietro il distacco. (Peter Bogdanovich)
  • Questa è un'altra delle cose che ricordo di lui: era di scorza dura, ma sempre gentile. (Peter Bogdanovich)
  • Quel che Lauren Bacall chiamava "la maledetta personalità mercuriale" di Frank, con i suoi alti e i suoi bassi. (Peter Bogdanovich)
  • Lauren Bacall mi disse che aveva "adorato" i suoi periodi buoni con Frank, ma che poteva diventare "freddo come il ghiaccio"; e ammise che restare vittima di quella freddezza poteva essere "proprio terrificante". (Peter Bogdanovich)

Note[modifica]

  1. Citato in Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, Palla lunga e pedalare, Dalai Editore, 1992, p. 60, ISBN 88-8598-826-2.
  2. a b c d e f g h i j k l citato in Guida completa a Frank Sinatra

Bibliografia[modifica]

  • Chris Ingham, Guida completa a Frank Sinatra, traduzione di Barbara Ponti e Vanna Lovato, Antonio Vallardi Editore, 2006. ISBN 9788878870161
  • Dizionario degli attori: Gli attori del nostro tempo, a cura di Gabriele Rifilato, Rai-Eri, 2005, Roma. ISBN 8839712895
  • Portala al cinema (The Moviegoer's Companion, Think Publishing, Londra, 2004), a cura di Rhiannon Guy, traduzione di Luigi Giacone, Einaudi, Torino, 2006. ISBN 8806183044

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