Martin Amis

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Martin Amis

Martin Louis Amis (1949 – vivente), scrittore britannico.

Citazioni di Martin Amis[modifica]

  • La matematica degli scacchi è molto interessante, perché dopo 4 mosse da entrambe le parti le possibilità si contano già a miliardi. È il gioco da tavolo per eccellenza. In qualche rara occasione si intravede una combinazione che un grande maestro coglierebbe a prima vista, e improvvisamente la scacchiera sembra tremendamente ricca – sembra che brulichi di possibilità. E tutti i grandi giocatori sono animati dalla volontà di combattere: hanno tutti l'istinto del killer.[1]
  • Non è affatto chiaro come l'idea del paradiso-via-inferno [cioè il comunismo] abbia potuto sopravvivere a un solo istante di riflessione. Proviamo a immaginare che il "paradiso" promesso da Trockij sorgesse improvvisamente dal mucchio di macerie del 1921. Sapendo che per crearlo erano state sacrificate milioni di vite, chi avrebbe voluto abitarlo? Un paradiso a quel prezzo non è un paradiso. I mezzi determinano i fini, è stato detto, ma in Urss i mezzi sono stati l'unica cosa che si sia stati in grado di raggiungere. Esiste una contraddizione dentro la contraddizione: l'utopista militante, il perfettibilizzatore, nutre già in partenza una risentita rabbia verso l'evidenza della imperfettibilità umana. Nadezda Mandel'stam parla della "satanica" arroganza dei bolscevichi. La loro è anche un'infernale insicurezza e ostilità, un'infernale disperazione. (da Koba il Terribile, Einaudi; citato in Stenio Solinas, Che vergogna l'Europa: i crimini staliniani pesano meno della Shoah, il Giornale, 24 dicembre 2010)
  • La legge del 7 aprile 1935[2] era la cristallizzazione dello stalinismo "maturo". Cercate di immaginare la massa del guantone con cui Stalin vi colpiva in faccia, immaginate la massa. (citato ibidem)
  • Le armi sono come i soldi; nessuno ne ha mai abbastanza. (da I mostri di Einstein)
  • Le pallottole non possono essere chieste indietro. Non potevano non essere inventate. Ma possono essere tolte dai fucili. (da I mostri di Einstein)
  • Qualcuno ci sorveglia mentre scriviamo. La madre. Il maestro. Shakespeare. Dio. (da London Fields, Vintage Books, 1991, p. 397)
  • Quando arriva il successo per uno scrittore inglese, questi si procura una nuova macchina da scrivere. Quando il successo arriva per uno scrittore americano, si procura una nuova moglie. (da The Moronic Inferno and Other Visits to America)

Incipit di alcune opere[modifica]

Il secondo aereo[modifica]

È stato l'avvento del secondo aereo, uno squalo che avanzava basso sopra la Statua della Libertà: quello, il momento determinante. Fino ad allora l'America era stata convinta di assistere a un fatto non più grave del peggior disastro aereo della storia; ora cominciava a farsi un'idea dell'inverosimile violenza schierata contro di lei.
Non ho mai visto un oggetto che di norma risulta familiare trasformato così radicalmente dall'affetto («emozione e desiderio che influenzano il comportamento»). Quel secondo aereo sembrava fremente di vita, galvanizzato dalla malvagità e totalmente alieno. Per le migliaia di persone nella Torre Sud, il secondo aereo ha significato la fine di tutto. Per noi, il suo bagliore era il flash di agenzia di un prossimo futuro.

London Fields[modifica]

Questa è una storia vera, ma non riesco a credere che stia veramente accadendo.
È anche una storia di morte. Non riesco a credere alla mia fortuna.
E una storia d'amore (credo), la cosa più singolare che si possa verificare, sul finire del secolo, sul finire di questo giorno maledetto.
Questa è la storia di un assassinio. Non è ancora accaduto. Ma accadrà. Meglio così. So chi è l'assassino. So chi è la vittima. So quando accadrà. E dove. So qual è il movente (il movente di lei) e quali mezzi saranno impiegati. Conosco la pista, la posta, l'antagonista, il pazzo, il capro espiatorio, anche lui distrutto. E non potrei fermarli, penso, neanche se lo volessi. La ragazza morirà. Lo ha sempre voluto. Non si può fermare la gente, quando si mette in moto. Non si può fermare la gente, quando si mette in moto e comincia a creare. Verso rapide lacrime di gratitudine su questa pagina. Non tutti i giorni, vero, i narratori hanno la fortuna che accada qualcosa di reale (qualcosa di compiuto, di sensazionale e piuttosto vendibile) e a loro non resta che raccontarlo?

Citazioni su Martin Amis[modifica]

  • È intelligente, vedi, ma è anche un fottutissimo idiota, anzi peggio, molto peggio, perché lo è diventato tardi nella vita. (Kingsley Amis)

Note[modifica]

  1. Citato in Neil MacGregor, Civiltà degli scacchi, la Repubblica, 4 settembre 2012.
  2. Legge con cui furono estese ai maggiori di dodici anni tutte le pene, compresa quella capitale. Fonte: André Brissaud, Le "grandi purghe" di Mosca, Ginevra, Edizioni Ferni, 1973, p. 76.

Bibliografia[modifica]

  • Martin Amis, Il secondo aereo. 11 settembre: 2001-2007, traduzione di Giovanna Granato, Einaudi, 2009. ISBN 9788806177942
  • Martin Amis, London Fields, traduzione di Ranieri Carano, Einaudi, 2009. ISBN 9788806192020

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