Stalin

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Stalin

Stalin, pseudonimo di Iosif Vissarionovič Džugašvili (1878 – 1953), politico sovietico.

Citazioni di Stalin[modifica]

  • È noto ad ogni leninista, purché sia un vero leninista, che il livellamento nel campo dei bisogni e delle condizioni di vita private è un'assurdità reazionaria da piccoli borghesi, degna di una qualche setta primitiva di asceti, ma non di una società socialistica organizzata marxisticamente, poiché non si può esigere che tutti gli uomini abbiano bisogni e gusti perfettamente uguali, che tutti gli uomini quanto al loro tenore di vita privata vivano secondo un unico modello. (dal rapporto al XVII Congresso del Partito bolscevico, 26-1-1934, in Opere scelte, p. 863)
  • Gli scioperi, il boicottaggio, il parlamentarismo, la manifestazione, la dimostrazione: tutte queste forme di lotta sono buone come mezzi che preparano e organizzano il proletariato. Ma nessuno di questi mezzi è atto a distruggere l'ineguaglianza esistente. È necessario concentrare tutti questi mezzi in un mezzo principale e decisivo, è necessario che il proletariato insorga e conduca un attacco decisivo contro la borghesia, per distruggere dalle fondamenta il capitalismo. Questo mezzo principale e decisivo è precisamente la rivoluzione socialista. (da Anarchia o socialismo Opere complete, vol. 1, pp. 387-388)
  • [Dopo la presa del potere di Hitler in Germania] Il fascismo è la dittatura terroristica aperta degli elementi più reazionari, più sciovinisti e più imperialisti del capitale finanziario. (dalla XIII sessione plenaria del Comitato Esecutivo dell'Internazionale Comunista)
  • Il papa? Quante divisioni ha?[1]
Cfr. la frase di Federico II di Prussia su «un suddito tendenzialmente critico»: «Ha centomila uomini? Se no, cosa volete che me ne preoccupi!».
  • Il Partito non è un circolo di discussioni. (citato in Anna Louise Strong, L'era di Stalin, La città del sole)
  • Per eliminare i kulaki come classe non è sufficiente la politica di limitazione e di eliminazione di singoli gruppi di kulaki [...] è necessario spezzare con una lotta aperta la resistenza di questa classe e privarla delle fonti economiche della sua esistenza e del suo sviluppo[2].
  • Indicatemi un paese dove il governo non appoggi i capitalisti, i grandi proprietari fondiari, i kulak e gli altri ricconi, ma i contadini lavoratori. Un paese simile non c'è e non c'è mai stato al mondo. Solo da noi, nel paese dei Soviet, esiste un governo che difende a spada tratta gli operai e i contadini colcosiani, che difende tutti i lavoratori della città e della campagna contro tutti i ricconi e gli sfruttatori. (dal discorso al 1° Congresso dei Colcosiani Udarniki dell'URSS, 19-2-1933, in Opere scelte)
  • L'umanità è divisa in ricchi e poveri, in proprietari e sfruttati, ed astrarre noi stessi da questa divisione fondamentale; e dall'antagonismo tra poveri e ricchi significa astrarsi da fatti fondamentali.
But first of all mankind is divided into. rich and poor, into property owners and exploited; and to abstract oneself from this fundamental division and from the antagonism between poor and rich means abstracting oneself from the fundamental fact. (da una intervista con H. G. Wells del settembre 1937; citato in (EN) rationalrevolution.net)
  • La bandiera della indipendenza nazionale e della sovranità nazionale è stata gettata a mare: non vi è dubbio che questa bandiera toccherà a voi di risollevarla e portarla in avanti, a voi rappresentanti dei partiti comunisti e democratici, se volete essere i patrioti del vostro paese, se volete essere la forza dirigente della nazione. Non vi è nessun altro che la possa levare in alto. (da Problemi della pace, discorso al XIX Congresso del PCUS pronunciato il 14 ottobre 1952, ed. Cultura Sociale, 1953, p. 151)
  • La modestia è l'ornamento del bolscevico. (citato in Enzo Biagi, La geografia di Enzo Biagi-Russia, Rizzoli)
  • Lo sciovinismo nazionale e razziale è un residuato dei costumi misantropici del periodo del cannibalismo. (da Werke, vol. 13, 26)
  • Lo scrittore è un ingegnere dell'anima umana. (detto da Stalin ad un meeting dei cinque maggiori scrittori sovietici a casa di Maksim Gor'kij il 26 October 1932, da Stalin: The Court of the Red Tsar, di Simon Sebag Montefiore, p. 85, in Stalin, di Edvard Radzinsky, pp. 259-263, ed in Stalin and the Literary Intelligentsia (1991) di А. Kemp-Welch, Basingstoke and London, pp. 12-31.)
  • Nel regime socialista, che, per il momento, esiste solo in URSS, la proprietà sociale dei mezzi di produzione costituisce la base dei rapporti di produzione. Qui non esistono più né sfruttatori né sfruttati. I prodotti vengono ripartiti secondo il lavoro compiuto e secondo il principio: "Chi non lavora non mangia". (da Materialismo dialettico e materialismo storico, in Questioni del leninismo)
  • Non è il censo, né l'origine nazionale, né il sesso, né la carica o il grado, ma sono le capacità personali di ogni cittadino che determinano la sua posizione nella società. (da Sul progetto di Costituzione dell'U.R.S.S., 25-11-1936, in Opere scelte)
  • Non si può fare una rivoluzione portando i guanti di seta. (citato in John Gunther, Soviet Russia Today)
  • Penso, compagni, che l'autocritica ci è necessaria come l'aria, come l'acqua. (dal rapporto all'Assemblea dell'attivo dell'organizzazione di Mosca del 13 aprile 1928)
  • Per distruggere l'inevitabilità delle guerre è necessario distruggere l'imperialismo. (da Problemi economici del socialismo dell'URSS, pp. 322-323)
  • Questa guerra non è come nel passato; chi occupa un territorio impone anche il proprio sistema sociale. Ognuno impone il proprio sistema nella misura in cui il suo esercito ha il potere di farlo. Non può essere altrimenti. Se ora non c'è un governo comunista a Parigi, questo è solamente dovuto al fatto che la Russia non ha un esercito in grado di raggiungere Parigi nel 1945. (detto a Tito nell'aprile del 1945, come citato da M. Gilas, Conversazioni con Stalin, Feltrinelli, Milano, 1962)
  • So che dopo la mia morte sulla mia tomba sarà deposta molta immondizia. Ma il vento della storia la disperderà senza pietà. (frase detta da Stalin a Vjačeslav Michajlovič Molotov nel 1943 e citata in Conversazioni con Molotov. 140 incontri con il braccio destro di Stalin di Felix Cuev, Mosca, 1991, p. 37 della edizione in inglese: 140 Conversations with Molotov).
  • So quanto la nazione tedesca ami il proprio Führer, [Adolf Hitler] pertanto è mio dovere brindare alla salute di questo grande uomo.[3]
  • Vi furono un tempo dei «marxisti», nel nostro Paese, i quali asserivano che le ferrovie rimasteci dopo la Rivoluzione d'Ottobre erano ferrovie borghesi, che sarebbe stato sconveniente per noi marxisti utilizzarle, che avrebbero dovuto essere divelte e che occorreva costruire delle ferrovie nuove, «proletarie». Per questo essi furono soprannominati «trogloditi». (da Il marxismo e la linguistica, Ed. Rinascita, 1952, p. 26)

Attribuite[modifica]

  • La morte risolve tutti i problemi: niente uomini, niente problemi.
[Citazione errata] Questa citazione in realtà deriva dal romanzo I bambini di Arbat (1987) di Anatoly Rybakov. L'autore stesso ha poi ammesso di essersela inventata nel suo successivo romanzo: «Роман-воспоминания» (inglese: The Novel of Memories; italiano: Romanzo-ricordo) pubblicato nel 1997.
  • Una morte è una tragedia, un milione di morti è statistica.
[Citazione errata] Questa citazione viene classicamente attribuita a Stalin. Nel 1958 in un articolo del New York Times la massima «A single death is a tragedy, a million deaths is a statistic.» viene attribuita a Stalin. Nel 1965 John le Carré cita nel romanzo The Spy Who Came in from the Cold la frase «Half a million liquidated is a statistic, but one man killed in a traffic accident is a national tragedy.», attribuendola a Stalin. Tuttavia in questi ed altri casi simili, non viene mai indicata una fonte. Inoltre la citazione non è presente in alcuna biografia credibile di Stalin, né tanto meno nelle sue lettere. Per questo si può concludere con ragionevole sicurezza che tali parole siano state messe in bocca a Stalin.[4]

Citazioni su Stalin[modifica]

  • Churchill diceva che «i panni dei servizi segreti si possono, anzi si devono lavare più spesso degli altri; ma, a differenza degli altri, non si possono mettere ad asciugare alla finestra». Dello stesso parere era Stalin che regolarmente, ogni tre o quattro anni, il lavaggio lo praticava facendo accoppare al buio i capi della sua polizia, nel presupposto – probabilmente fondato – che a far quel mestiere non potevano essere che arnesi da forca, e quindi era giusto che ci finissero. (Indro Montanelli)
  • Ci interessa sapere come il culto della persona di Stalin sia andato continuamente crescendo e sia divenuto, a un dato momento, fonte di tutta una serie di gravissime deviazioni dai principi del partito, dalla democrazia del partito e dalla legalità rivoluzionaria. (Nikita Kruscev al XX Congresso del PCUS)
  • Come dissi scherzando a Nilde Iotti quando venne a trovarmi al Giornale, tenevo una vecchia icona di Stalin perché è il comunista che ammiro di più: quello che ha fatto fuori più comunisti. (Indro Montanelli)
  • È il padre di cui i comunisti non si sono mai liberati. (Giorgio Forattini)
  • Il fatto che Stalin [...] ha abbandonato il punto di vista di Marx e si è lasciato sedurre dal sistema capitalista nella sua forma più perfetta, dimostra che l'URSS è ancora ben lungi dal possedere una cultura operaia. (Simone Weil)
  • L'allocco più gabbato della seconda guerra mondiale. (Winston Churchill)
  • L'atomizzazione della società sovietica venne ottenuta con l'abile uso di ripetute epurazioni, che invariabilmente precedevano l'effettiva liquidazione di un gruppo. Per distruggere tutti i legami sociali e familiari, le epurazioni venivano condotte in modo da minacciare della stessa sorte l'accusato e tutta la sua cerchia, dai semplici conoscenti agli amici e ai parenti più stretti. La conseguenza dell'ingegnoso criterio della "colpa per associazione" era che, appena un uomo veniva accusato, i suoi vecchi amici si trasformavano di colpo nei suoi nemici più accaniti... In ultima analisi, fu con l'impiego radicale di questi metodi polizieschi che il regime staliniano riuscì a instaurare una società atomizzata quale non si era mai vista prima, e a creare intorno a ciascun individuo un'imponente solitudine quale neppure una catastrofe da sola avrebbe potuto causare. (Hannah Arendt)
  • La realtà dell'attività di Stalin spesso non veniva creduta proprio perché appariva incredibile. Il suo stile si fondava sul fare ciò che in precedenza era stato considerato moralmente o fisicamente inconcepibile. (Robert Conquest)
  • Le sue tozze dita come vermi sono grasse | e sono esatte le sue parole come i pesi d'un ginnasta. | Se la ridono i suoi occhiacci da blatta | e i suoi gambali scoccano neri lampi. (Osip Ėmil'evič Mandel'štam)
  • Max Weber distingueva tre tipi di capo carismatico. Il profeta religioso, il grande demagogo e il capo militare. Mussolini è stato soprattutto un gran demagogo. Stalin è stato soprattutto il capo militare, o almeno amava presentarsi come tale. Appariva sempre in divisa, e faceva bella mostra delle sue medaglie. Quanto al profeta religioso, lo era, in parte, Mao. (Norberto Bobbio)
  • Nei suoi ultimi anni di vita Stalin era psicopatico, PSI-CO-PA-TI-CO, te lo dico io. Un pazzo sul trono. Riesci ad immaginarlo? [...] E pensi fosse facile? I nostri nervi erano tesi allo spasimo, e dovevamo bere vodka tutto il tempo. E dovevamo essere sempre sul chi vive. (Nikita Kruscev)
  • Nella gara al più furbo era stato Stalin il vincitore, perché la polizia segreta non si era accorta che il pericolo era in quella pattuglia di estremisti e non nel grande partito socialista. (Oreste Gregorio)
  • Non contento di aver preso in mano le funzioni di Segretario generale, il compagno Stalin si è attribuito un potere immenso e non sono affatto sicuro che egli sia in ogni occasione capace di farne uso con la necessaria prudenza. (Lenin)
  • Questa conferenza [Le concezioni Hegeliane tenuta da Kojève il 4 dicembre 1937 al Collège de Sociologie] ci sconvolse, non solo per il vigore intellettuale di Kojève, ma per le sue stesse conclusioni. Lei [Lapouge] ricorderà che Hegel parla dell'uomo a cavallo che segna la fine della storia e della filosofia. Per Hegel, quell'uomo era Napoleone. Ebbene! Kojeve ci svelò quel giorno che Hegel, pur avendo avuto una giusta intuizione, si era sbagliato di un secolo: l'uomo della fine della storia non era Napoleone, ma Stalin. (Roger Caillois)
  • [...] se ingrandissi alcune migliaia di volte una comune pulce vedresti l'animale più spaventoso della terra, che nessuno sarebbe abbastanza forte da dominare [...] Ma le smorfie più mostruose della storia producono simili ingrandimenti anche nel mondo reale. Stalin è una pulce che la propaganda bolscevica e l'ipnosi della paura hanno ingrandito fino a dimensioni impensabili. (Maksim Gor'kij)
  • Stalin è troppo arrogante e questo difetto, che può essere tollerato tra di noi e nei rapporti tra comunisti, non è tollerabile in chi occupa il posto di Segretario generale. Perciò propongo che i compagni esaminino la possibilità di allontanare Stalin da tale carica e di sostituirlo con un altro uomo che, prima di tutto, si differenzi da Stalin per una sola dote, cioè una maggiore tolleranza, una maggiore lealtà, una maggiore gentilezza, una maggiore considerazione per i compagni, un temperamento meno capriccioso. (Lenin)
  • Stalin, Hitler, Mao, McCarthy. Queste persone sono state vilipese già abbastanza nel tempo. Stalin ha invece completamente un'altra storia. Non ho intenzione di dipingerlo come un eroe ma vorrei raccontarlo basandomi sui fatti. Lui ha combattuto la macchina da guerra tedesca più di ogni singola persona. Non possiamo giudicare la gente considerandola solo 'buona' o 'cattiva'. (Oliver Stone)
  • Stalin spia della polizia segreta zarista, negli anni giovanili, quando la sua coscienza rivoluzionaria era ancora in formazione. Non ci sono documenti in proposito, naturalmente, ma soltanto una conclusione, bisogna dunque seguire il metodo dei processi indiziari e affidare la sentenza, appunto come nei processi indiziari, alla libera convinzione del giudice, cioè del lettore. (Oreste Gregorio)
  • Sulla porta dell'edificio, quando egli divenne dittatore, fu murata una lapide: «Il grande Stalin – leader del VKP e del proletariato di tutto il mondo – visse e lavorò qui nell'osservatorio geofisico di Tiflis dal 28 dicembre 1899 al 21 marzo 1901 dirigendo circoli socialdemocratici clandestini di operai di Tiflis». (Oreste Gregorio)
  • Una sola volta, allorché io cominciavo ad essere conosciuto, ha dichiarato con una certa soddisfazione: Bulgakov vuol diventare lo scrittore satirico della nostra epoca (Komsomolskaia Pravda, n. 6, 1925). Olé! il verbo volere è usato al presente quando avrebbe dovuto essere usato al passato. Mikail Bulgakov è diventato scrittore satirico in un momento in cui tutto ciò che sfiora i tabù non è assolutamente tollerato. (Michail Afanas'evič Bulgakov)

Note[modifica]

  1. Questo ironico quesito fu posto da Stalin al primo ministro francese Pierre Laval, in visita a Mosca nel maggio del 1935, allorché questi gli chiese di intervenire a favore dei cattolici russi, sostenendo che un tale provvedimento avrebbe accreditato al politico francese molto merito preso il papa (allora Pio XI). Citato da Winston Churchill nella sua monumentale opera: The second world war (La seconda guerra mondiale), volume I The gathering storm (Il temporale incipiente), cap. 8 Challenge and response (Sfida e risposta), Cassel & Company, Londra, ed. 1964.
  2. J.Stalin, Questioni di leninismo, Roma, 1945.
  3. Brindisi levato da Stalin in onore di Adolf Hitler nel corso del banchetto offerto dalle massime autorità sovietiche alla delegazione diplomatica tedesca, guidata da Joachim von Ribbentrop, subito dopo la conclusione del Patto di non aggressione fra Germania ed Unione Sovietica, firmato a Mosca il 23 agosto 1939; Vedi: John Lukacs, L'attacco alla Russia, Edizioni Corbaccio S.r.L., Luino, 2008 ISBN 978-88-7972-873-7, pag. 64.
  4. (EN) Citato in Ralph Keyes, The Quote Verifier: Who Said What, Where, and When, Macmillan, 2007, p. 41. ISBN 1429906170

Bibliografia[modifica]

  • Iosif Vissarionovic Stalin, Problemi economici del socialismo dell'URSS, Editori Riuniti, Roma 1953.
  • John Lukacs, L'attacco alla Russia, traduzione di Marco Sartori, Edizioni Corbaccio S.r.L., Luino, 2008 ISBN 978-88-7972-873-7
  • Stalin, Opere scelte, Ed. Movimento Studentesco, 1973.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]