Stalin
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Stalin, pseudonimo di Josif Vissarionovič Džugašvili (1878 – 1953), rivoluzionario e politico russo.
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[modifica] Citazioni di Stalin
- Chiunque occupi un territorio impone anche il suo sistema sociale. (da M. Gilas, Conversazioni con Stalin, Feltrinelli, Milano, 1962)
- È noto ad ogni leninista, purché sia un vero leninista, che il livellamento nel campo dei bisogni e delle condizioni di vita private è un'assurdità reazionaria da piccoli borghesi, degna di una qualche setta primitiva di asceti, ma non di una società socialistica organizzata marxisticamente, poiché non si può esigere che tutti gli uomini abbiano bisogni e gusti perfettamente uguali, che tutti gli uomini quanto al loro tenore di vita privata vivano secondo un unico modello. (dal rapporto al XVII Congresso del Partito bolscevico, 26-1-1934, in Opere scelte, p. 863)
- Gli scioperi, il boicottaggio, il parlamentarismo, la manifestazione, la dimostrazione: tutte queste forme di lotta sono buone come mezzi che preparano e organizzano il proletariato. Ma nessuno di questi mezzi è atto a distruggere l'ineguaglianza esistente. È necessario concentrare tutti questi mezzi in un mezzo principale e decisivo, è necessario che il proletariato insorga e conduca un attacco decisivo contro la borghesia, per distruggere dalle fondamenta il capitalismo. Questo mezzo principale e decisivo è precisamente la rivoluzione socialista. (da Anarchia o socialismo Opere complete, vol. 1, pp. 387-388)
- [Dopo la presa del potere di Hitler in Germania] Il fascismo è la dittatura terroristica aperta degli elementi più reazionari, più sciovinisti e più imperialisti del capitale finanziario. (dalla XIII sessione plenaria del Comitato Esecutivo dell'Internazionale Comunista)
- Il papa? Quante divisioni ha?[1]
- Il Partito non è un circolo di discussioni. (citato in Anna Louise Strong, L'era di Stalin, La città del sole)
- Indicatemi un paese dove il governo non appoggi i capitalisti, i grandi proprietari fondiari, i kulak e gli altri ricconi, ma i contadini lavoratori. Un paese simile non c'è e non c'è mai stato al mondo. Solo da noi, nel paese dei Soviet, esiste un governo che difende a spada tratta gli operai e i contadini colcosiani, che difende tutti i lavoratori della città e della campagna contro tutti i ricconi e gli sfruttatori. (dal discorso al 1° Congresso dei Colcosiani Udarniki dell'URSS, 19-2-1933, in Opere scelte)
- La bandiera della indipendenza nazionale e della sovranità nazionale è stata gettata a mare: non vi è dubbio che questa bandiera toccherà a voi di risollevarla e portarla in avanti, a voi rappresentanti dei partiti comunisti e democratici, se volete essere i patrioti del vostro paese, se volete essere la forza dirigente della nazione. Non vi è nessun altro che la possa levare in alto. (da Problemi della pace, discorso al XIX Congresso del PCUS pronunciato il 14 ottobre 1952, ed. Cultura Sociale, 1953, p. 151)
- La modestia è l'ornamento del bolscevico. (citato in Enzo Biagi, La geografia di Enzo Biagi-Russia, Rizzoli)
- Lo sciovinismo nazionale e razziale è un residuato dei costumi misantropici del periodo del cannibalismo. (da Werke, vol. 13, 26)
- Nel regime socialista, che, per il momento, esiste solo in URSS, la proprietà sociale dei mezzi di produzione costituisce la base dei rapporti di produzione. Qui non esistono più né sfruttatori né sfruttati. I prodotti vengono ripartiti secondo il lavoro compiuto e secondo il principio: "Chi non lavora non mangia". (da Materialismo dialettico e materialismo storico, in Questioni del leninismo)
- Nell'esercito sovietico ci vuole più coraggio a ritirarsi piuttosto che attaccare. (citato in Call of Duty 2)
- Non è il censo, né l'origine nazionale, né il sesso, né la carica o il grado, ma sono le capacità personali di ogni cittadino che determinano la sua posizione nella società. (da Sul progetto di Costituzione dell'U.R.S.S., 25-11-1936, in Opere scelte)
- Non si può fare una rivoluzione portando i guanti di seta. (citato in John Gunther, Soviet Russia Today)
- Penso, compagni, che l'autocritica ci è necessaria come l'aria, come l'acqua. (dal rapporto all'Assemblea dell'attivo dell'organizzazione di Mosca del 13 aprile 1928)
- Per distruggere l'inevitabilità delle guerre è necessario distruggere l'imperialismo. (da Problemi economici del socialismo dell'URSS, pp. 322-323)
- So quanto la nazione tedesca ami il proprio Führer, [Adolf Hitler] pertanto è mio dovere brindare alla salute di questo grande uomo. [2]
- Vi furono un tempo dei «marxisti», nel nostro Paese, i quali asserivano che le ferrovie rimasteci dopo la Rivoluzione d'Ottobre erano ferrovie borghesi, che sarebbe stato sconveniente per noi marxisti utilizzarle, che avrebbero dovuto essere divelte e che occorreva costruire delle ferrovie nuove, «proletarie». Per questo essi furono soprannominati «trogloditi». (da Il marxismo e la linguistica, Ed. Rinascita, 1952, p. 26)
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- Con la morte di Mussolini scompare uno dei più grandi uomini politici cui si deve rimproverare solamente di non aver messo al muro i suoi avversari politici.
- Cfr. la frase di Federico II di Prussia su «un suddito tendenzialmente critico»: «Ha centomila uomini? Se no, cosa volete che me ne preoccupi!».
- La morte risolve tutti i problemi: niente uomini, niente problemi.
- Lo scrittore è un ingegnere dell'anima umana.
- Nell'esercito sovietico ci vuole più coraggio a ritirarsi che ad avanzare.
- So che dopo la mia morte sulla mia tomba sarà deposta molta immondizia. Ma il vento della storia la disperderà senza pietà.
- Solo perché sei paranoico non vuol dire che tu abbia torto.
- [Alla Conferenza di Teheran] Una morte è una tragedia, un milione di morti è statistica.
[modifica] Citazioni su Stalin
- Churchill diceva che «i panni dei servizi segreti si possono, anzi di devono lavare più spesso degli altri; ma, a differenza degli altri, non si possono mettere ad asciugare alla finestra». Dello stesso parere era Stalin che regolarmente, ogni tre o quattro anni, il lavaggio lo praticava facendo accoppare al buio i capi della sua polizia, nel presupposto – probabilmente fondato – che a far quel mestiere non potevano essere che arnesi da forca, e quindi era giusto che ci finissero. (Indro Montanelli)
- Ci interessa sapere come il culto della persona di Stalin sia andato continuamente crescendo e sia divenuto, a un dato momento, fonte di tutta una serie di gravissime deviazioni dai principi del partito, dalla democrazia del partito e dalla legalità rivoluzionaria. (Nikita Kruscev al XX Congresso del PCUS)
- Come dissi scherzando a Nilde Iotti quando venne a trovarmi al Giornale, tenevo una vecchia icona di Stalin perché è il comunista che ammiro di più: quello che ha fatto fuori più comunisti. (Indro Montanelli)
- L'allocco più gabbato della seconda guerra mondiale. (Winston Churchill)
- L'atomizzazione della società sovietica venne ottenuta con l'abile uso di ripetute epurazioni, che invariabilmente precedevano l'effettiva liquidazione di un gruppo. Per distruggere tutti i legami sociali e familiari, le epurazioni venivano condotte in modo da minacciare della stessa sorte l'accusato e tutta la sua cerchia, dai semplici conoscenti agli amici e ai parenti più stretti. La conseguenza dell'ingegnoso criterio della "colpa per associazione" era che, appena un uomo veniva accusato, i suoi vecchi amici si trasformavano di colpo nei suoi nemici più accaniti... In ultima analisi, fu con l'impiego radicale di questi metodi polizieschi che il regime staliniano riuscì a instaurare una società atomizzata quale non si era mai vista prima, e a creare intorno a ciascun individuo un'imponente solitudine quale neppure una catastrofe da sola avrebbe potuto causare. (Hannah Arendt)
- Nei suoi ultimi anni di vita Stalin era psicopatico, PSI-CO-PA-TI-CO, te lo dico io. Un pazzo sul trono. Riesci ad immaginarlo? [...] E pensi fosse facile? I nostri nervi erano tesi allo spasimo, e dovevamo bere vodka tutto il tempo. E dovevamo essere sempre sul chi vive. (Nikita Kruscev)
- Nella gara al più furbo era stato Stalin il vincitore, perché la polizia segreta non si era accorta che il pericolo era in quella pattuglia di estremisti e non nel grande partito socialista. (Oreste Gregorio)
- Non contento di aver preso in mano le funzioni di Segretario generale, il compagno Stalin si è attribuito un potere immenso e non sono affatto sicuro che egli sia in ogni occasione capace di farne uso con la necessaria prudenza. (Lenin)
- "Stalin è troppo arrogante e questo difetto, che può essere tollerato tra di noi e nei rapporti tra comunisti, non è tollerabile in chi occupa il posto di Segretario generale. Perciò propongo che i compagni esaminino la possibilità di allontanare Stalin da tale carica e di sostituirlo con un altro uomo che, prima di tutto, si differenzi da Stalin per una sola dote, cioè una maggiore tolleranza, una maggiore lealtà, una maggiore gentilezza, una maggiore considerazione per i compagni, un temperamento meno capriccioso. (Lenin)
- Stalin spia della polizia segreta zarista, negli anni giovanili, quando la sua coscienza rivoluzionaria era ancora in formazione. Non ci sono documenti in proposito, naturalmente, ma soltanto una conclusione, bisogna dunque seguire il metodo dei processi indiziari e affidare la sentenza, appunto come nei processi indiziari, alla libera convinzione del giudice, cioè del lettore. (Oreste Gregorio)
- Sulla porta dell'edificio, quando egli divenne dittatore, fu murata una lapide: «Il grande Stalin – leader del VKP e del proletariato di tutto il mondo – visse e lavorò qui nell'osservatorio geofisico di Tiflis dal 28 dicembre 1899 al 21 marzo 1901 dirigendo circoli socialdemocratici clandestini di operai di Tiflis». (Oreste Gregorio)
- Una sola volta, allorché io cominciavo ad essere conosciuto, ha dichiarato con una certa soddisfazione: Bulgakov vuol diventare lo scrittore satirico della nostra epoca (Komsomolskaia Pravda, n. 6, 1925). Olé! il verbo volere è usato al presente quando avrebbe dovuto essere usato al passato. Mikail Bulgakov è diventato scrittore satirico in un momento in cui tutto ciò che sfiora i tabù non è assolutamente tollerato. (Michail Afanas'evič Bulgakov)
[modifica] Note
- ↑ Questo ironico quesito fu posto da Stalin al primo ministro francese Pierre Laval, in visita a Mosca nel maggio del 1935, allorché questi gli chiese di intervenire a favore dei cattolici russi, sostenendo che un tale provvedimento avrebbe accreditato al politico francese molto merito preso il papa (allora Pio XI). Citato da Winston Churchill nella sua monumentale opera: The second world war (La seconda guerra mondiale), volume I The gatering storm (Il temporale incipiente), cap. 8 Challenge and response (Sfida e risposta), Cassel & Company, Londra, ed. 1964
- ↑ Brindisi levato da Stalin in onore di Adolf Hitler nel corso del banchetto offerto dalle massime autorità sovietiche alla delegazione diplomatica tedesca, guidata da Joachim von Ribbentrop, subito dopo la conclusione del Patto di non aggressione fra Germania ed Unione Sovietica, firmato a Mosca il 23 agosto 1939; Vedi: John Lukacs, L'attacco alla Russia, Edizioni Corbaccio S.r.L., Luino, 2008 ISBN 978-88-7972-873-7, pag. 64
[modifica] Bibliografia
- Iosif Vissarionovic Stalin, Problemi economici del socialismo dell'URSS, Editori Riuniti, Roma 1953.
- John Lukacs, L'attacco alla Russia, traduzione di Marco Sartori, Edizioni Corbaccio S.r.L., Luino, 2008 ISBN 978-88-7972-873-7
- Stalin, Opere scelte, Ed. Movimento Studentesco, 1973.