Miles Davis

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Monumento a Miles Davies, Kielce (Polonia)

Miles Davis (1926 – 1991), trombettista e polistrumentista statunitense.


Indice

[modifica] Citazioni di Miles Davis

  • [A Keith Jarrett] Lo sai perché non suono più ballads? Perché mi piace moltissimo suonare ballads! (citato in Ian Carr, Keith Jarrett: l'uomo, la musica, Arcana Editrice, 1992)
  • [Giornalista: C'è qualcosa di misterioso nella tua voce e nel modo in cui suoni sopra gli altri...] [...] Burt Bacharach mi disse la stessa cosa... [...] mi disse 'mi piace quando suoni una contro-melodia su una melodia'. Ma io dico ai miei musicisti che è sempre una melodia dentro un'altra melodia. Tu non fai altro che continuarla. (dal DVD Miles in Paris – 1989)
  • Alla gente piace ascoltare musica e pensare a quello che vogliono. Quando suoni come suoniamo noi puoi pensare a quello che ti pare... oppure rilassarti e basta. (dal DVD Miles in Paris – 1989)
  • I media ci hanno rimbecillito tutti, sai? Non si può più far niente. Non si fanno più jam sessions, non si condividono più idee musicali. A meno che non suoni in un gruppo, come il mio, e cerchi di suonare quello che pensi e di tenerlo con te in modo che lo puoi toccare ogni volta. Almeno un poco. (dal DVD Miles in Paris – 1989)

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  • Chi è quel bastardo? Non sa suonare un cazzo! [su Cecil Taylor]
  • È stato sempre un mio dono quello di saper ascoltare la musica. Non so da dove viene. C'è e non mi faccio domande.
  • Io ho cambiato la musica quattro o cinque volte. Lei cosa ha fatto di così importante, oltre ad essere bianca? [Rispondendo ad una ragazza della società borghese di Washington, seduta accanto a lui, che gli chiedeva cosa avesse fatto per essere invitato durante un ricevimento in onore di Ray Charles alla Casa Bianca del presidente Ronald Reagan, nel 1987]
  • La musica è diventata densa. La gente mi dà dei pezzi e sono pieni d'accordi e io non li so suonare. Penso che nel jazz stia prendendo piede una tendenza ad allontanarsi dal giro convenzionale degli accordi, e una rinnovata enfasi delle varizioni melodiche, piuttosto che armoniche. Ci saranno meno accordi ma infinite possibilità su cosa farne. [ intervista a "The Jazz Review", 1958]
  • Non è possibile suonare qualcosa su una tromba che Louis non abbia già suonato [su Louis Armstrong]
  • Perché suonare tutte queste note quando possiamo suonare solo le migliori?
  • Suona come se qualcuno gli stesse pestando un piede. [Su Eric Dolphy]
  • Non ci sono note sbagliate.
  • Non suonare quello che c'è. Suona quello che non c'è.
  • Non temere gli errori. Non ce ne sono.
  • Potresti provare a toglierti il fottuto sax dalla bocca. [A John Coltrane che, verso la fine della loro collaborazione, suonava assolo sempre più lunghi e, alla richiesta di Davis di accorciarli, rispose "Non riesco, Miles, non so come fare a smettere"].
  • Prima lascia che io lo suoni, poi più tardi te lo spiegherò.
  • Un mito è un vecchio col bastone che viene ricordato per quello che faceva una volta. Io lo sto ancora facendo.

[modifica] Miles: l'autobiografia di un mito del jazz

  • Per me la musica e la vita sono una questione di stile.
  • Bird è stato lo spirito del movimento bebop, ma Dizzy ne era la testa e le mani, era lui che teneva insieme tutto.
  • [riferito a Billie Holiday] Era una donna molto dolce, molto calda [...] aveva un aspetto da indiana con la pelle vellutata, marrone chiaro [...] Billie era una donna splendida prima che l'alcool e la droga la distruggessero. [...] Ogni volta che mi capitava di incontrarla le chiedevo di cantare "I Loves you, Porgy", perché ogni volta che lei cantava "non lasciare che mi tocchi con le sue mani calde" potevi praticamente sentire quello che sentiva lei. Il modo in cui la cantava era magnifico e triste. Tutti quanti amavano Billie.

[modifica] Citazioni su Miles Davis

  • È con Miles Davis che ho capito l'importanza di avere un leader. Senza Miles la band non avrebbe avuto alcuna ragione d'esistere, e molti dei suoi gruppi senza di lui sarebbero stati solamente l'ombra di qualcosa [...] lui conosceva il proprio valore e questo è una delle cose più importanti nell'arte. (Keith Jarrett)
  • In lui, nel bene e nel male, prevaleva l'elemento infantile. Anche nella musica. Cercava la novità perché inseguiva lo stupore; e sentiva l'esigenza inderogabile di cambiare e trasformarsi perché si trovava in continuo divenire, sempre in stato larvale. Quando la musica assumeva le ali magnifiche della farfalla, la lasciava cadere per ricominciare da capo. È stato anche osservato che il suono era quello di quando si suona una tromba per la prima volta, il suono innocente di un bambino. E spesso, suonando, si avvolgeva su se stesso, quasi accovacciandosi, in posizione fetale. (Gianfranco Salvatore)

[modifica] Bibliografia

  • Miles Davis, Miles: l'autobiografia di un mito del jazz, Rizzoli, 1990.

[modifica] Voci correlate

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