Richard Matheson
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Richard Burton Matheson (1926 – vivente), scrittore e sceneggiatore statunitense.
- Tempo, fammi un ultimo favore. Fermati su questo momento sublime, in maniera che io possa viverlo per sempre. (da Appuntamento nel tempo, traduzione di Vittorio Curtoni, Mondadori)
[modifica] Io sono leggenda
[modifica] Incipit
Nei giorni di cielo coperto Robert Neville non era mai sicuro del tramonto del sole e capitava che loro uscissero in strada prima del suo rientro.
Se fosse stato più analitico, avrebbe saputo prevedere il loro arrivo con una certa approssimazione; ma si ostinava a mantenere l'abitudine di tutta una vita di calcolare il calar delle tenebre guardando il cielo, un metodo che nelle giornate nuvolose non funzionava. Ecco perché in quelle occasioni non si allontanava mai troppo.
[modifica] Citazioni
- L'erba era talmente alta che si era curvata sotto il suo stesso peso e, mentre camminava, gli scricchiolava sotto le scarpe pesanti. Non si udiva altro che il suono dei suoi passi e il canto degli uccelli. «Un tempo pensavo che cantassero perché tutto andava bene nel mondo», pensò Robert Neville. «Ora so che mi sbagliavo. Cantano perché sono stupidi».
- Morire, senza conoscere la gioia intensa e il relativo conforto dell'abbraccio di chi si ama. Affondare in quel coma orrendo, poi nella morte, e forse tornare per compiere vagabondaggi sterili, spaventosi. Senza sapere cosa significasse amare ed essere amati. Una tragedia che superava quella di trasformarsi in vampiro.
- Qualche volta aveva indugiato nel sogno a occhi aperti di incontrare qualcuno. Più spesso, però, aveva cercato di adattarsi a ciò che gli pareva sinceramente inevitabile: l'idea di essere rimasto solo al mondo. Almeno nella porzione di mondo che poteva sapere di conoscere.
- Il tempo aveva perso la sua qualità pluridimensionale. Per Robert Neville esisteva soltanto il presente; un presente basato sulla sopravvivenza quotidiana, scandito dall'assenza di picchi di gioia o abissi di disperazione. Sono a un passo dallo stato vegetale, pensava spesso.
[modifica] Explicit
In un baleno, quella consapevolezza si fuse con ciò leggeva sui loro volti – stupore, paura, orrore e ribrezzo – e seppe di terrorizzarli. Ai loro occhi lui era un flagello spaventoso, sconosciuto, persino peggiore della malattia con cui avevano imparato a convivere. Era uno spettro invisibile che per provare la propria esistenza si era lasciato dietro i corpi esangui dei loro cari. Capì quel che provavano e non li odiò. La mano destra strinse la bustina di pillole. Purché la fine non fosse violenta, purché non si trasformasse in un massacro sotto i loro occhi...
Robert Neville posò lo sguardo sui nuovi abitanti della Terra. Sapeva di non essere uno di loro; sapeva di essere un anatema, un orrore nero da distruggere, come i vampiri. E quell'idea lo colpì come un fulmine, divertendolo perfino nel dolore.
Un risolino strozzato gli riempì la gola. Si girò e si appoggiò alla parete mentre ingoiava le pillole. «Il cerchio è completo», pensò mentre il letargo definitivo gli strisciava nelle membra. «Il cerchio è completo. Un nuovo terrore prende forma dalla morte, una nuova superstizione penetra la fortezza inattaccabile dell'infinito.
Io sono leggenda».
[modifica] Citazioni su Richard Matheson
- Penso che Richard Matheson sia fantastico. Quando è al meglio, non c'è nessuno che stia al suo livello. Alcune delle sue storie sono diventate dei classici. (Stephen King)
[modifica] Bibliografia
- Richard Matheson, Io sono leggenda, traduzione di Valentino De Carlo, Mondadori, 1996. ISBN 88-04-42249-1
[modifica] Voci correlate
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