Roald Dahl

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Roald Dahl

Roald Dahl (1916 – 1990), scrittore e aviatore britannico.

  • Al giorno d'oggi, Mr Bohlen, l'articolo artigianale non ha speranze. Non può assolutamente competere coi prodotti fatti in serie, specie in questo paese... lo sa bene. Tappeti... sedie... scarpe... mattoni... terrecotte... qualunque cosa le venga in mente... ormai è tutto fatto a macchina. Forse la qualità sarà inferiore, ma non importa. Sono i costi di produzione che contano. E in quanto ai racconti... sono un prodotto come tutti gli altri, come tappeti e sedie, e di come vengono realizzati non gliene importa a nessuno, purché si consegni la merce. E noi li venderemo all'ingrosso, Mr Bohlen! Manderemo a gambe all'aria tutti gli scrittori del paese! Soffocheremo il mercato! (da Lo scrittore automatico, in Il libraio che imbrogliò l'Inghilterra)

Danny il campione del mondo[modifica]

Incipit[modifica]

Quando avevo quattro mesi, mia madre morì all'improvviso, e mio padre dovette occuparsi di me tutto da solo. Ecco com'ero a quell'epoca.
Non ho né fratelli né sorelle. Così per tutta la mia infanzia, dall'età di quattro mesi in poi, fummo solo noi due, mio padre e io.

Citazioni[modifica]

  • La caccia di frodo è un'arte. Un grande cacciatore di frodo è un grande artista. (p. 25)

La fabbrica di cioccolato[modifica]

Incipit[modifica]

Queste due persone molto anziane sono il padre e la madre del signor Bucket. Si chiamano Nonno Joe e Nonna Josephine.
Invece queste altre due persone molto anziane sono il padre e la madre della signora Bucket. Si chiamano Nonno George e Nonna Georgina.
Questo è il signor Bucket. E questa è la signora Bucket.
Il signor Bucket e sua moglie hanno un figlio che si chiama Charlie Bucket.
Questo qui è Charlie. Piacere. Molto piacere. Molto, molto piacere. È molto lieto di conoscervi. Tutta la famiglia – i sei adulti (contateli pure) e il piccolo Charlie Bucket – viveva in una casetta di legno alla periferia di una grande città.

Citazioni[modifica]

  • [Alla signora Salt] Cara la mia vecchia triglia, perché non va a farsi friggere? (il signor Wonka: XXIII; p. 140)
  • «Faccia fermare quest'arnese infernale!» ordinò il signor Tivù.
    «Non posso» disse il signor Wonka. «Non si fermerà finché non avrà raggiunto la sua destinazione. Spero solo che qualcuno non stia usando l'altro ascensore in questo momento!»
    «Quale altro ascensore?» gridò la signora Tivù.
    «Quello che va dalla parte opposta, sullo stesso binario».
    «Santo cielo!» esclamò il signor Tivù. «Vuol dire che potremmo andare a sbatterci contro?»
    «Be', finora mi è sempre andata bene» disse il signor Wonka. (XXV; p. 160)

Incipit di alcune opere[modifica]

Agura Trat[modifica]

Il signor Hoppy abitava in un appartamentino all'ultimo piano di un casermone di cemento. Viveva da solo. Era sempre stato un uomo solitario e, ora che era in pensione, viveva più solitario che mai.
C'erano due amori nella vita del signor Hoppy. Uno erano i fiori del suo balcone. Crescevano in vasi e in mastelli e in cestini, e d'estate il piccolo balcone diventava un'orgia di colori.
Il secondo amore del signor Hoppy era un segreto che teneva solo per sé.

Gli sporcelli[modifica]

Quanti uomini con la faccia pelosa ci sono in giro al giorno d'oggi!
Quando un uomo si fa crescere i peli su tutto il viso, non si riesce più a capire che aspetto abbia in realtà.
Forse lo fa proprio per questo: preferisce che nessuno lo sappia.

Il GGG[modifica]

Sofia non riusciva a prender sonno.
Un raggio di luna che filtrava tra le tende andava a cadere obliquamente proprio sul suo cuscino.
Nel dormitorio gli altri bambini sognavagno già da tempo. Sofia chiuse gli occhi e rimase immobile tentando con tutte le sue forze di addormentarsi. Ma niente da fare. Il raggio della luna fendeva l'oscurità come una lama d'argento e andava a ferirla in piena faccia.

L'uomo del Sud[modifica]

Erano quasi le sei. Pensai di ordinare una birra, uscire a sedermi su una sdraio lungo la piscina, e godermi un po' il sole del tramonto.
Andai al bar, presi la birra, la portai fuori e mi misi a camminare nel giardino, verso la piscina.
Era un bel giardino, con prati, aiuole di azalee e palme alte. Il vento soffiava gagliardo fra le chiome delle palme, facendo sibilare e crepitare le foglie come se bruciassero. Si vedevano i grappoli di grossi cocchi color marrone che pendevano tra le foglie.

La macchina del suono[modifica]

Era una calda sera d'estate. Klausner oltrepassò il cancello d'ingresso, procedette sul fianco dell'edificio e raggiunse il cortile posteriore. Traversò il cortile fino a che arrivò a un capannone di legno. Aprì la porta, entrò, chiuse la porta dietro di sé.
L'interno del capannone era costituito da un vano non intonacato. Contro una parete, a sinistra, c'era un lungo tavolo da lavoro e su di esso, in mezzo a una confusione di fili elettrici, batterie e attrezzi vari, era appoggiata una cassetta nera di una novantina di centimetri.
Klausner si diresse verso la cassetta. Il coperchio era aperto.

Le streghe[modifica]

Nelle fiabe le streghe portano sempre ridicoli cappelli neri e neri mantelli, e volano a cavallo delle scope.
Ma questa non è una fiaba: è delle STREGHE VERE che parleremo.
Ci sono alcune cose importanti che dovete sapere, sul loro conto; perciò aprite bene le orecchie e cercate di non dimenticare quel che vi dirò.
Le vere streghe sembrano donne qualunque, vivono in case qualunque, indossano abiti qualunque e fanno mestieri qualunque.
Per questo è così difficile scoprirle.

Matilde[modifica]

I padri e le madri sono tipi strani: anche se il figlio è il più orribile moccioso che si possa immaginare, sono convinti che si tratti di un bambino stupendo.
Niente di male: il mondo è fatto così. Ma quando dei genitori cominciano a spiegarci che il loro orrendo pargolo è un autentico genio, viene proprio da urlare: — Presto, una bacinella! Ho una nausea tremenda!

Mrs Bixby and the Colonel's Coat[modifica]

L'America è la terra delle opportunità per le donne. Già esse posseggono circa l'ottantacinque per cento della ricchezza della nazione; presto l'avranno tutta. Il divorzio è diventato un processo lucrativo, semplice da ottenere e facile da dimenticare; e femmine ambiziose possono ripeterlo quanto loro piaccia e far crescere le proprie vincite a cifre astronomiche. Anche la morte del marito porta guadagni soddisfacenti, e alcune signore preferiscono basarsi su tale metodo; sanno che il periodo di attesa non si protrarrà troppo a lungo, perché il troppo lavoro e la tensione si rivarranno necessariamente sul poveretto piuttosto in fretta, e alla fine morirà alla scrivania con una bottiglietta di benzedrina in una mano e una confezione di tranquillanti nell'altra.

Bibliografia[modifica]

  • Roald Dahl, Agura Trat, traduzione di Augusto Rotunno, Salani, 1990. ISBN 8877821787
  • Roald Dahl, Gli sporcelli, traduzione di Paola Forti, Salani, 1988. ISBN 887782025X
  • Roald Dahl, Il GGG, traduzione di Donatella Ziliotto, Salani.
  • Roald Dahl, Il libraio che imbrogliò l'Inghilterra, traduzione di Massimo Bocchiola, TEA, 1999.
  • Roald Dahl, L'uomo del Sud, traduzione di Inisero Cremaschi e Claretta Fumagalli, in "Alfred Hitchcock presenta I maghi del brivido", Amica, 1990.
  • Roald Dahl, La fabbrica di cioccolato, traduzione di Riccardo Duranti, Salani, Milano, 2005. ISBN 8884515807
  • Roald Dahl, La macchina del suono, traduzione di Luca Pavolini, in "Hallucination Orbit. La psicologia nella fantascienza", Editori Riuniti, 1985.
  • Roald Dahl, Le streghe, traduzione di Francesca Lazzarato e Lorenza Manzi, Salani, 2007. ISBN 9788877820051
  • Roald Dahl, Matilde, traduzione di Francesca Lazzarato e Lorenza Manzi, Salani, 1995. ISBN 8877824476

Film[modifica]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]