Tom Antongini

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Tom Antongini (1877 – 1967), segretario di Gabriele D'Annunzio e scrittore italiano.

  • Due ragioni mi hanno sempre reso simpatica la cremazione: la prima, che adoro il caldo; la seconda, la prospettiva di fregare i vermi. (da L'immorale testamento di mio zio Gustavo, Mondadori, 1948)

Vita segreta di G. D'Annunzio[modifica]

  • I monarchici, convinti della fondamentale aristocrazia di tutti i suoi gesti e i suoi scritti passati, non ammettevano che il creatore di Guido Cantelmo potesse nutrire nel suo cuore ideali repubblicani. I repubblicani pensavano che il suo gesto di ribellione alle autorità costituite fosse per preludere a un futuro mutamento di regime... Quelli di tinta socialista vedevano nella presenza di Alceste De Ambris la miglior prova di evoluzione del poeta. (p. 763)
  • I neutralisti... avevano intuito il pericolo ed erano ricorsi ai ripari. Urgeva per essi che la voce di D'Annunzio fosse al più presto bloccata: essa minacciava non più di trascinare (alla guerra) un governo, ma un intero popolo... Il vecchio Giolitti... realista fino al midollo, aveva capito che i valori ideali avevano pure il loro peso nei destini di una nazione. (p. 682)
  • Il comandante non ha a che dare ordini: non ne abusa mai, bisogna riconoscerlo, ma quel che gli occorre può sempre avere. Deve offrire un pranzo di cento coperti? Ordina che si proceda, e il pranzo ha luogo. Gli occorre un cavallo da sella? Non ha che da manifestare quel desiderio, e i suoi arditi, la mattina dopo, si presentano all'alba sotto la sua finestra con venti puledri rapiti la notte... Vuol fare una gita all'isola di Veglia o Arbe? Fa telefonare al comando marittimo, e gli viene approntata immediatamente una torpediniera. (p. 166)

Bibliografia[modifica]

  • Tom Antongini, Vita segreta di G. D'Annunzio; citato in Leo Longanesi, In piedi e seduti, Longanesi e C., 1968.