Tommaso Buscetta

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Tommaso Buscetta (1928 – 2000), mafioso e pentito italiano.

Cose di Cosa Nostra[modifica]

  • [Dagli interrogatori con Giovanni Falcone] «Non sono un infame. Non sono un pentito. Sono stato mafioso e mi sono macchiato di delitti per i quali sono pronto a pagare il mio debito con la giustizia».
  • «Le dirò quanto basta perché lei possa ottenere alcuni risultati positivi, senza tuttavia che io debba subire un processo inutile. Ho fiducia in lei giudice Falcone, come ho fiducia nel vicequestore Gianni De Gennaro. Ma non mi fido di nessun altro. Non credo che lo Stato italiano abbia veramente l'intenzione di combattere la mafia».
  • «L'avverto, signor giudice. Dopo questo interrogatorio lei diventerà una celebrità. Ma cercheranno di distruggerla fisicamente e professionalmente. E con me faranno lo stesso. Non dimentichi che il conto che ha aperto con Cosa Nostra non si chiuderà mai. È sempre del parere di interrogarmi?»
  • «Nessuno troverà mai un elenco degli appartenenti a Cosa Nostra né alcuna ricevuta dei versamenti delle quote. Il che non impedisce che le regole dell'organizzazione siano ferree e universalmente riconosciute».
  • «Ho accettato ieri le sue sigarette perché era un pacchetto già aperto. Ma una stecca o anche qualche pacchetto intero non li avrei accettati perché avrebbero significato che lei intendeva umiliarmi».
  • «La camorra, non voglio neanche parlarne, non mi occupo di buffoni capaci perfino di arruolare guardie municipali. Quanto alla 'ndrangheta, ma è sicuro, signor giudice, che esista veramente?».

Senza fonte[modifica]

  • Noi, in Cosa Nostra, avevamo un medico che era proprietario di due cliniche ben avviate. Ma avevamo anche il ragazzo che vendeva i fiori nelle latte di conserva di pomodoro, agli angoli delle strade e vicino ai cimiteri. E avevamo i fornai, i direttori di banca, ma anche i ragazzi alle pompe di benzina, gli "gnurri", i cocchieri, e i garzoni di macelleria, che ci segnalavano tutto ciò che accadeva sul territorio. La mafia che io ho conosciuto non tornerà più. Non farà più parte di Cosa Nostra l'uomo che vendeva i fiori e si vedeva riconosciuto lo stesso rispetto che aveva il dottore. Di Cosa Nostra faranno parte uomini con grandi uffici e centinaia di impiegati. Sotto sotto, anche loro agiranno come Cosa Nostra. Saranno molto rispettati e riveriti. E salterà per sempre il giuramento, l'iniziazione, almeno come io l'ho conosciuta. La nuova mafia sarà composta da persone molto più intelligenti di quanto lo eravamo noi, sicuramente dotate di un altro spirito. Capaci di adottare nuovi accorgimenti. Il vecchio modo di riconoscerci sarà superato. Ma ne sarà inventato un altro. (Intervista rilasciata negli Stati Uniti, 1999)
  • Non passa giorno, che in Italia non si parli politicamente della giustizia; che non si dica che l'articolo 513 del Codice non è sufficientemente garantista e va rivisto; che gli avvocati non facciano sciopero. I giudici e gli uomini delle forze dell'ordine sono presi di mira, sbeffeggiati, accusati di essere dei persecutori, espressione di un potere incontrollato, quando non addirittura assassini. In America una simile situazione sarebbe inconcepibile per l'opinione pubblica; in Italia, invece, digeriamo tutto. (Intervista rilasciata negli Stati Uniti, 1999)
  • Il fenomeno mafioso non è comune. Non è il brigatismo, non è la solita criminalità- perché il brigatismo e la criminalità lo Stato Italiano li combatte, e bene. È qualcosa di ben diverso: è la criminalità, più l'intelligenza, più l'omertà. (Dall'interrogatorio al Maxiprocesso di Palermo, 1985)
  • La verità si ricorda sempre facilmente, sono le bugie che è molto difficile ricordare.
  • Ritengo che siano ancora molti i soldi mafiosi sotto terra. Nascosti. È impossibile che gli uomini di Cosa Nostra siano riusciti a mettere alla luce del sole tutte le ricchezze costruite con il traffico di droga negli Usa. Impossibile. Credo ci siano enormi ricchezze convertite in lingotti d'oro. E credo che lo Stato non sappia bene in che direzione cercare.
  • Non mi chiedete chi sono i politici compromessi con la mafia perché se rispondessi, potrei destabilizzare lo Stato. [Rivolgendosi a Giovanni Falcone.]
  • Veramente il danaro ha corrotto tutto e tutti. [Avendo saputo che la mafia faceva affari con Gaetano Badalamenti, formalmente espulso da Cosa Nostra.]

Citazioni su Tommaso Buscetta[modifica]

  • Buscetta ha detto di essere ossessivamente un tifoso della Juventus? Se lo incontrate ditegli che è la sola cosa di cui non potrà pentirsi. (Gianni Agnelli)
  • Sembra strano, ma ho perso un amico. Probabilmente non mi ha detto tutto, ma sono anche sicuro che non mi ha mai mentito. Adesso gli sia concessa la pace. (Enzo Biagi)

Bibliografia[modifica]

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