Óscar Arias Sánchez

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Arias Sánchez nel 2018

Óscar Rafael de Jesús Arias Sánchez (1940), politico costaricano.

Medaglia del Premio Nobel
Per la pace (1987)

Citazioni di Óscar Arias Sánchez[modifica]

Da Intervista con il presidente Oscar Arias dopo l'incontro con il Papa: d'accordo sulla priorità del disarmo per la lotta alla povertà

Intervista di Luís Badilla, archivioradiovaticana.va, 17 giugno 2006.

  • Basta con l’acquisto smisurato di armi e basta con il mantenimento di soldati e apparati militari non necessari! Molti Paesi oggi sprecano le loro poche risorse poiché spendono molto di più per i loro apparati militari che per l’educazione dei giovani. Ma c’è di più e lo dobbiamo dire con forza: molti di questi Paesi che spendono tanto denaro nell’acquisto di strumenti di morte violano i diritti umani apertamente, non sono democratici, non sono trasparenti e spesso sono preda della corruzione. A volte, in questi Paesi, le armi vengono utilizzate per muovere guerra contro le nazioni confinanti oppure per opprimere e reprimere i propri popoli.
  • Siamo riusciti a pacificare l’America Centrale con lo sforzo e il valore non solo nostro ma di tanti. Oggi, per fortuna, non è più come nel passato quando nelle nostre terre si sparavano tutti contro tutti. Siamo riusciti a dimostrare al mondo intero che la pace era possibile, e raggiungibile, sul tavolo del negoziato e non sulle montagne centroamericane.
  • [Sul Cile] È la nazione che più cresce in tutta l’America Latina e ciò è possibile perché è il Paese più globalizzato della regione dal punto di vista commerciale avendo firmato trattati di libero commercio con numerosi Paesi. Noi lavoriamo per una prospettiva simile.

Da Ucraina, l’appello del premio Nobel ed ex presidente della Costa Rica Arias Sanchez: "Subito il cessate il fuoco"

Intervista di Alessandro Ferri sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022, lastampa.it, 7 aprile 2022.

  • Presto o tardi dovrà arrivare necessariamente un cessate il fuoco, dunque perché continuare con la morte degli innocenti? Meglio utilizzare la diplomazia ora, meglio tardi che mai.
  • Non so cosa succederà dopo la negoziazione: l’Ucraina potrebbe diventare uno stato neutrale, ma non conosco le intenzioni di Putin, né le sue richieste. Per questo, più tardi si sederanno a trattare, più morti ci saranno.
  • Non c’è mai stata un’invenzione più perversa delle armi. Le persone non hanno bisogno di fucili, hanno bisogno di cultura, infrastrutture, educazione.
  • Dobbiamo ammettere che purtroppo può capitare che il comitato del Nobel lo conferisca alla persona sbagliata. Riguardo Putin, i nominati sono 300 o 400 ogni anno, l’importante non è chi viene nominato, ma la persona a cui viene assegnato. Potrebbero aver nominato anche Al Capone in passato, l’importante è che non l’abbia vinto.
  • Vediamo tutto il giorno questa guerra in TV e sul web, perché è in Ucraina. Però ci sono conflitti in zone lontane del mondo che non sono seguite altrettanto bene. Per questo dovremmo sfruttare questa attenzione mediatica per dimostrare che possiamo fare un passo avanti e trattare per la pace e terminarla immediatamente.

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