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Achille Torelli

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Achille Torelli (1841[1] – 1922), drammaturgo italiano.

Incipit de I mariti[modifica]

Felice dalla comune, poi Teodoro.

Felice (con un vassoio pieno di biglietti di visita, rimescolandoli) Al Capodanno del 1859 ce ne furono seicentocinquanta... Sono scemati d'anno in anno, e stavolta non supereranno i trecento; di morti ce ne mancheranno una ventina anche stavolta...
Teodoro (entrando con una cardenia in mano, urta Felice e gli fa cadere il vassoio coi biglietti) (Una cardenia? Che cosa significa una cardenia?)
Felice (raccogliendo i biglietti) (Siamo alle solite!)
Teodoro Una cardenia sulla sua toletta; ed ho girato, frugato il giardino senza trovare la piú piccola pianta di cardenia! – Dunque è venuta da fuori? – Che cosa può significare una cardenia nel linguaggio dei fiori?... La duchessa aveva un dizionario del linguaggio dei fiori... Andiamo a riscontrare... Sono un uomo io! Non me la fanno! (Urta di nuovo Felice) E toglietevi davanti... (va via per la porta a sinistra che mette nel quartiere della duchessa).

Note[modifica]

  1. Secondo alcune fonti, 1844

Bibliografia[modifica]

  • Achille Torelli, I mariti, in "Il teatro Italiano", volume V, tomo secondo, a cura di Siro Ferrone, Einaudi editore, Torino, 1979. ISBN 8806464031

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