Alexandros Panagulis

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Alexandros Panagulis, noto anche con il diminutivo di Alekos (1939 – 1976), poeta e politico greco.

In Oriana Fallaci, Intervista con la storia

Rizzoli, Milano 1974.

  • Amo tanto l'amore e sono pieno di odio per chi uccide la libertà, per chi l'ha uccisa in Grecia ad esempio. Accidenti, è difficile dire queste cose senza apparire retorici ma... C'è una frase che ricorre spesso nella letteratura greca: «Felice di essere libero e libero di essere felice». Sicché quando un tiranno muore di morte naturale nel suo letto, io... Che vuoi farci? Mi sento travolto dalla rabbia. Travolto dall'odio. Secondo me è un onore per gli italiani che Mussolini abbia fatto la fine che ha fatto ed è una vergogna per i portoghesi che Salazar sia morto nel suo letto. Così come sarà una vergogna, per gli spagnoli, che Franco muoia di vecchiaia. Accidenti! Non si può accettare che un'intera nazione si trasformi in un gregge. E ascolta: io non sogno l'utopia. Lo so bene che la giustizia in assoluto non esiste, non esisterà mai. Però so che esistono paesi dove si applica un processo di giustizia. Quindi ciò che sogno è un paese dove chi è aggredito, insultato, privato dei suoi diritti, può chiedere giustizia a un tribunale. È troppo pretendere? Boh! A me sembra il minimo che possa chiedere un uomo. Ecco perché me la piglio tanto coi vigliacchi che non si ribellano quando i loro diritti fondamentali vengono violati. Sui muri della mia cella avevo scritto: «Odio i tiranni e sono nauseato dai vigliacchi».
  • [Alla domanda: cosa significa essere un uomo?] Significa avere coraggio, avere dignità. Significa credere nell'umanità. Significa amare senza permettere a un amore di diventare un'àncora. Significa lottare. E vincere. Guarda, più o meno quel che dice Kypling in quella poesia intitolata Se.

Vi scrivo da un carcere in Grecia[modifica]

  • C'erano schiavi un tempo | oggetti di carne | animali con due piedi | che nascevano e morivano | servendo bestie con due piedi || Sì | c'erano schiavi un tempo | che in vita | li teneva la speranza | della libertà || Anni e anni sono passati | e ora | quegli schiavi non esistono più || Ma è nato | un nuovo genere di schiavi | schiavi pagati | schiavi saziati | schiavi che ridono | schiavi che vogliono | rimanere schiavi || Questo è il progresso (Il progresso[1])
  • Un fiammifero per penna | Sangue versato in terra per inchiostro | L'involto di una garza dimenticata per foglio. | Ma cosa scrivo? | Forse ho solo tempo per il mio indirizzo. | Strano, l'inchiostro s'è coagulato | Vi scrivo da un carcere | In Grecia. (Il mio indirizzo)
  • Le lacrime che dai nostri occhi | Vedrete sgorgare | Non crediatele mai | Segni di disperazione | Promessa sono solamente | Promessa di lotta. (Promessa, Prigioni militari di Boiati, febbraio 1972)

Note[modifica]

  1. Riportato in Oriana Fallaci, Il mio cuore è più stanco della mia voce, Rizzoli, 2013,p. 76. ISBN 8858641361

Bibliografia[modifica]

  • Alexandros Panagulis, Vi scrivo da un carcere in Grecia, Milano, Rizzoli, 1974.

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