Ammiano Marcellino

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Ammiano Marcellino (330 ca. – post 397), storico romano.

Res Gestae[modifica]

Veritatis absolutio semper est simplex.
  • Per fuggire il fumo, va a cadere nella fiamma.[fonte 2][1] (XIV, cap. 11, par. 12)
De fumo ad flammam.
[M]agna cura cibi, magna virtutis incuria.
  • Non ci sono belve tanto infeste agli uomini quanto i più dei cristiani sono esiziali a se stessi.[fonte 4] (XXII, cap. 5, par. 4)
[N]ullas infestas hominibus bestias, ut sunt sibi ferales plerique Christianorum expertus
  • Il Serapeo, il cui splendore è tale che le semplici parole possono solamente sminuirlo, è talmente ornato di grandi sale colonnate, di statue che sembrano vive e tanta moltitudine di altre opere, che niente altro, eccetto il Campidoglio, simbolo dell'eternità della venerabile Roma, può essere considerato più fastoso al mondo. (XXII, cap. 16, par. 12)
[...] Serapeum, quod licet minuatur exilitate verborum, atriis tamen columnariis amplissimis et spirantibus signorum figmentis et reliqua operum multitudine ita est exornatum, ut post Capitolium, quo se venerabilis Roma in aeternum attollit, nihil orbis terrarum ambitiosius cernat.

Note[modifica]

  1. Il popolo volendo fuggire la servitù degli uomini liberi, cade nell'acerbissima schiavitù dei servi. (2006)

Fonti[modifica]

  1. Citato in 5000 Proverbi e Motti latini, p. 615
  2. Citato in 5000 Proverbi e Motti latini, p. 548
  3. Citato in Fernando Palazzi, Silvio Spaventa Filippi, Il libro dei mille savi, Hoepli, Milano, 2007, p. 999, n° 7920. ISBN 978-88-203-3911-1
  4. Citato in Silvia Ronchey, Ipazia: La vera storia, Rizzoli, Milano, 2010, p. 13. ISBN 978-88-17-04565-0

Bibliografia[modifica]

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