Anacreonte

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Busto di Anacreonte

Anacreonte (570 a.C. – 485 a.C.?), poeta greco antico.

Citazioni di Anacreonte[modifica]

  • Amo di nuovo, non amo | e folle sono, non folle. (da Giambi; in Anacreonte, p. 150)
  • Eros qual fabbro con un grande maglio | di nuovo m'ha colpito, | nel torrente invernale m'ha tuffato.[1] (da Libro II; in Anacreonte, p. 145)
  • Via, così non si beve, tra sghignazzi | ed ululati, alla maniera scitica: | ma a sorso a sorso, al ritmo de' dolci inni.[2]

Citazioni su Anacreonte[modifica]

  • Con Anacreonte e Teognide, e per gran parte con Alceo e Simonide, nessuno scrive più poesia con la passione religiosa che anima Omero, Esiodo e Solone. (Hans Urs von Balthasar)

Note[modifica]

  1. Con l'immagine del fabbro è raffigurato il terribile potere di Eros che prima arroventa e poi raggela. Cfr. nota a p. 145 di Anacreonte.
  2. In Francesco Pedrina, Musa Greca, Casa Editrice Luigi Trevisini, Milano 5, traduzione di Francesco Pedrina, p. 311.

Bibliografia[modifica]

  • Bruno Gentili, Anacreonte: introduzione, testo critico, traduzione, studio sui frammenti papiracei, Edizioni dell'Ateneo, Roma, 1958.

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