Andrej Romanovič Čikatilo

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search

Andrej Romanovič Čikatilo (1936 – 1994), serial killer sovietico.

Citazioni di Andrej Čikatilo[modifica]

  • Sono uno sbaglio della natura, una bestia pazza.[1]
  • È stato alla fine di luglio del 1980. Quella donna stava in mezzo a un gruppo di ubriachi. Non voleva andare a piedi. Voleva la macchina. È venuta via con me. Siamo andati verso la «Striscia di bosco». Lei aveva una grossa radio di marca Okean e sempre rimasta accesa mentre camminavamo. Era grossa, di colore scuro. Poi ci siamo fermati in mezzo a dei cespugli. Io l'ho aggredita ma non ce l'ho fatta. Come sempre, quando non ci riesco, lo volevo fare con le buone, ma lei si è messa a gridare, a insultarmi, a umiliarmi. Come tutti, mi ha umiliato. Allora io con il coltello ci sono riuscito. La vista del sangue e l'agonia della donna mi procuravano piacere. Come vedete sono pronto a dirvi tutto. Ma vi chiedo di non tormentarmi con i dettagli. La mia psiche non reggerebbe.[2]
  • Vado spesso nelle stazioni. Sono piene di vagabondi. Chiedono, pretendono, rubano. Dalle stazioni strisciano via sui treni in tutte le direzioni. Mi capita spesso di assistere a scene della vita sessuale di questi vagabondi e mi viene in mente la mia umiliazione, il fatto che non posso comportarmi come un vero uomo. E allora mi chiedo, hanno diritto a vivere questi elementi declassati?[2]
  • Veramente non ci facevo caso se erano maschi o femmine. Per me era la stessa cosa.[2]
  • Succedeva così che le uccidevo. Penso che si fosse creato un meccanismo per uno sfogo fisico sessuale. Con questo scopo le portavo via, mentre ucciderle no, non lo formulavo. Appena vedevo una persona sola la dovevo trascinare subito nel bosco.[3]

Citazioni su Andrej Čikatilo[modifica]

David Grieco[modifica]

  • Andrej Cikatilo somiglia in modo impressionante ad Anthony Hopkins. Sì, proprio a Hannibal «the Cannibal» Lecter, lo psichiatra del Silenzio degli innocenti. Ma il suo viso fa molta, molta più paura. Perché è il viso di un uomo vero. E perché Andrej Cikatilo ha fatto cose che nemmeno Hannibal Lecter avrebbe saputo concepire. Ha ucciso - no, ucciso è dir poco: ha sventrato, mutilato, deturpato, divorato 55 persone in un arco di tempo di oltre dieci anni. Quasi tutti bambini, e ragazze minorenni.
  • Con i suoi 55 omicidi di donne e bambini, Andrej Romanovic Cikatilo è salito di prepotenza in vetta al Guinness dei primati. Speriamo che ci resti il più a lungo possibile.
  • Il Mostro di Rostov è senza dubbio il più grande delinquente comune della storia dell'umanità. E, quel che più conta, non è un povero pazzo. Quest'uomo è perfettamente capace di intendere e di volere. Quest'uomo è in grado di citare a memoria interi capitoli di Tolstoj. Quest'uomo è il padre, e il nonno, di una delle famiglie più numerose di Rostov.
  • Ma come può un uomo solo uccidere 55 persone nell'arco di dodici anni e farla franca? Come è possibile che abbia potuto commettere questi delitti lungo tutto lo sterminato territorio dell'ex Unione Sovietica eludendo l'oppressiva sorveglianza del famigerato regime comunista? Come è riuscito a farsi scarcerare per ben due volte prima della sua cattura definitiva? Non mi dico non è possibile. Questa è veramente una farsa.
  • Mangiare i bambini per lui era come ricominciare daccapo la sua vita, senza riuscirci, ovviamente. Tutto parte dall'impotenza ma il punto di arrivo è una totale disinibizione, un punto di non ritorno. La Russia di oggi in fondo è così.
  • Sono partito per Rostov perché mi sono identificato. Sarà spaventoso ma è così. Perché Andrej Romanovic Cikatilo non è un serial killer come altri. Il Mostro di Rostov è un padre di famiglia, un intellettuale, un comunista. È una scheggia impazzita di un mondo andato in frantumi. E sotto le macerie di quel mondo, chiunque di noi, anche chi ha odiato il comunismo con tutte le sue forze, ha lasciato un pezzettino di sè.
  • Uccidendo Cikatilo si rinuncia a capire che è e da dove viene. Ma il guiao è che Cikatilo viene da dentro di noi. E anche uccidendolo, cioè ripetendo un gesto che lui ha compiuto 55 volte, non potremo sopprimerlo.

Note[modifica]

Altri progetti[modifica]