Vladimir Putin

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search
Putin nel 2021

Vladimir Vladimirovič Putin (1952 – vivente), politico russo.

Citazioni di Vladimir Putin[modifica]

1991[modifica]

Da "Mi dicono di essere troppo morbido con le persone". Forse, la prima intervista a Vladimir Putin concessa nel 1991

Intervista di Natalja Nikiforova, Čas Pik, giugno 1991; riportato e tradotto in Russiaintranslation.com

  • Io non nascondo e non ho mai nascosto di aver lavorato per 17 anni per l’intelligence esterna del KGB. Il punto è un altro: non l’ho mai ostentato.
  • Non vorrei adesso discutere dell’indole o dei modi di Sobčak anche se da molti sento dire che lui è a volte duro. A me, invece, dicono di essere troppo morbido con le persone. Ma riesco a capire quando qualcuno perde le staffe. Ci troviamo adesso a vivere con l’acqua alla gola e a volte manca la pazienza di approfondire una domanda.
  • Io mi sono messo in aspettativa dal KGB. Io non ci lavoro e non ricevo soldi. Al KGB sono andato in modo legale e trasparente tramite ripartizione dopo la fine dell’università.
  • Gli agenti dei servizi segreti vengono addestrati senza che loro sospettino nulla. Se lo sapessero, inizierebbero ad adattarsi e a mostrare quei lati del carattere e della personalità desiderate dal potenziale fruitore delle informazioni.
  • Volete sapere se avessi dei legami col KGB prima di essere assunto? La risposta è no.
  • [«Anche lei considera il KGB un mostro?»] Certamente. È un dato di fatto che l’apparato del comitato abbia completamente smesso di occuparsi di quei compiti per il quale era stato creato. È necessario ricostruirlo. E lo stanno facendo. Inoltre, io ho lavorato nell’intelligence esterna, non ho avuto nulla a che fare con problemi di politica interna.
  • Ci si pente solo dei reati. Io non ho commesso alcun reato. E non mi discolpo. Anche se discolparsi è sempre più facile che fare un importante passo. E io l’ho fatto.
  • [Su George H. W. Bush] L’attuale presidente USA è un ex direttore della CIA. Questo è per caso un elemento di disturbo per lui? Anche io sono un ex. Un ex collaboratore, un ex comunista. Perché questo dovrebbe essere di disturbo nel mio lavoro?

1999[modifica]

  • [Sui guerriglieri ceceni] Non tratteremo mai con i terroristi. Li distruggeremo, dovunque essi si trovano: se sono andati al bagno, li ammazzeremo nel cesso. (dichiarazione il 24 settembre 1999, poco prima dello scoppio della seconda guerra cecena)[1]

Da «Li stermineremo con metodo dal cielo»

Intervista di Vera Kuznetsova sulla seconda guerra cecena, La Stampa, 28 settembre 1999

  • Abbiamo permesso alla Cecenia di fare ciò che voleva. Non è diventata una repubblica sovrana, ma un'enclave di banditi.
  • Oggi siamo vittime dell'aggressione del terrorismo internazionale. Non è più una guerra civile. Oggi in Cecenia operano persone finanziate e addestrate all'estero. Quando hanno visto che la Russia era in grado di difendersi, hanno colpito le nostre città. Oggi siamo costretti a proteggere le vite dei nostri cittadini. Non ci hanno lasciato altra scelta.
  • Ci sono solo due soluzioni. O attacchiamo al grido "Comunisti, avanti!" e senza contare le vittime, oppure li sterminiamo pazientemente e metodicamente dall'aria. Senza fretta.
  • [«Come si sente nel ruolo di "erede designato"?»] A dire il vero mi considero piuttosto un "tecnico". Se sarò necessario anche in futuro, cercherò di rimanere sulla scena politica. Anche passando attraverso le elezioni. Se invece vedrò che non ha senso, non lo farò.
  • [«Ogni tanto sulla stampa appaiono voci sulla cancellazione delle elezioni...»] Se ci sono motivi per ritenere che le elezioni parlamentari non si terranno nella data fissata, io non ne so niente.

2000[modifica]

  • La democrazia è la dittatura della legge e non di coloro che vogliono invece usare la legge per accrescere il loro potere. (da un articolo dell'Isvetsija, 25 marzo 2000).[2]
  • La Russia da tempo non è più un pezzo dell'Unione Sovietica frantumata, ma una nazione sicura di sé, con un radioso futuro e una popolazione splendida. (da un articolo dell'Isvetsija, 25 marzo 2000).[2]

Da «Il Kgb, grande amore della mia vita»

Intervista di Natalia Gevorkian e Andrej Kolesnikov, La Stampa, 12 marzo 2000

  • Non ho mai pensato di avere uno scarso senso del pericolo, ma gli psicologi che mi hanno osservato a lungo, anche di nascosto, sono giunti a questa conclusione.
  • Era impossibile lavorare nello spionaggio senza essere nel partito. Ma quelli che arrivavano nello spionaggio dal partito di solito erano cialtroni fissati sulla carriera e questo irritava i professionisti.
  • Non sono mai stato un dissidente, che questo sia un bene o un male. Ma molte cose che gli "organi" si permettono adeso all'epoca erano impossibili. Tutto si faceva discretamente. Certo, era sbagliato, era una manifestazione dello Stato totalitario. Ma il Kgb non si permetteva, come ora di interferire direttamente nella lotta politica.
  • Sono rimasto membro del partito finché è esistito. Poi ho preso la tessera, l'ho messa in un cassetto e ci ho fatto sopra il segno della croce. Sta ancora lì.
  • [Su sua madre] Quattro anni prima della sua morte sono andato in Israele e lei mi ha dato la mia croce di battesimo per consacrarla al Santo Sepolcro. L'ho presa e, per non perderla, me la sono messa al collo. Da allora non me la sono mai più tolta.

Da Putin: cari italiani, vi spiego chi sono

Colloquio con Maurizio Molinari, La Stampa, 7 giugno 2000

  • Milosevic piaccia o no - anche noi abbiamo avuto problemi con lui - è stato eletto democraticamente da tutto il suo popolo. Tentare di destituirlo aumenta la sua popolarità in patria, non la diminuisce.
  • La Chiesa ortodossa è stata molto indebolita durante il comunismo. Era l'unica forma di opposizione legale permessa in Unione Sovietica. Ha sofferto molto per questo. La sua base materiale è stata minata. Ha subito molte ingiustizie ed ha avuto molte vittime. Ci sono stati dei casi, nei primi anni che seguirono la Rivoluzione d'Ottobre, in cui in una sola notte sono stati affogati nell'acqua ghiacciata del Don ventimila monaci. Ritenendosi indebolita la Chiesa Ortodossa si sente impreparata ad una concorrenza con la Chiesa Cattolica.
  • Non sospettavo neppure che esistesse il termine mafia russa. Che io sappia mafia è un termine italiano.
  • L'economia russa deve essere guarita. Non vogliamo che la medicina sia peggiore della malatia. Gli ideali conservatori sono più efficaci di una super-socializzazione dell'economia anche se rimango convinto che lo Stato deve garantire la difesa dei ceti che più necessitano di appoggio.

2001[modifica]

Da Putin. «Americani vi sono amico»

Intervista di Barbara Walters sugli attentati dell'11 settembre 2001, La Stampa, 9 novembre 2001

  • Non so se gli attacchi aerei su New York e Washington potessero essere prevenuti, ma ribadisco che contavamo su una maggiore cooperazione. Da parte nostra è un peccato che i nostri servizi segreti non abbiano raccolto informazioni tempestive e non siano stati in grado di avvertire con precisione gli americani della tragedia che stava per abbattersi su di loro.
  • Mi rendevo conto, allora come ora, che la necessità di combattere il terrorismo internazionale è assoluta, quanto quella di far sapere all'America che in quel momento terribile non era sola.
  • [Su George W. Bush] Sono convinto che egli sia un partner affidabile. Possiamo dividerci su qualche problema, essere in disaccordo su qualcosa. Ma ho notato che quando raggiungiamo un accordo, lui lo pone in essere senza indugio.
  • La Russia non si aspetta favori né ricompense per il supporto all'America nella lotta al terrorismo. Abbiamo un nemico comune, il terrorismo internazionale, e il lavoro che stiamo facendo insieme è anche nostro interesse. Ma è anche nostro interesse integrare la Russia nella comunità internazionale in ogni settore: nella politica, nella difesa, nella sicurezza.
  • Per i russi tornare in Afghanistan sarebbe come per gli americani tornare in Vietnam. Anzi peggio, perché la nostra esperienza in Afghanistan è più recente.

2003[modifica]

  • Schengen sta diventando per i russi un muro come quello di Berlino. (da una dichiarazione ai capi dell'Ue a San Pietroburgo, [3]
  • [Commentando la Madonna Litta di Leonardo da Vinci] veramente la Madonna guarda negli occhi il Bambino Gesù sottolineando così che è lui il centro del quadro; ma il Salvatore guarda a noi ed è come se dicesse: so che avete delle difficoltà, ma io sto con voi. (Dalla visita di Stato del 5 novembre 2003)[4]

Da Putin: continueremo a lavorare con l'Iran nel settore nucleare

Intervista di David Frost, La Stampa, 23 giugno 2003

  • Dato che una gran parte dell'industria irachena si basa su tecnologie sovietiche e russe, certo non avanzate ma tuttora funzionali, c'è bisogno dei nostri pezzi di ricambio e del nostro personale tecnico.
  • La partnership non implica che si debba essere d'accordo su ogni cosa. [...] La questione è come raggiungere lo scopo comune di eliminare le minacce. Siamo contrari a stilare liste nere.
  • Siamo sulla strada giusta. Negli ultimi tre anni la nostra economia è cresciuta in media del 6% all'anno. Non male. Prima, la gente riceveva gli stipendi e le pensioni anche con sei mesi di ritardo. Questo problema è stato praticamente eliminato e i redditi delle persone sono cresciuti in misura significativa. Restano bassi, ma il trend è positivo.

2004[modifica]

  • Io non vi consiglio di incontrare Bin Laden, di invitarlo a Bruxelles, alla Nato o alla Casa Bianca, di trattare con lui e di farvi dire cosa farvi lasciare in pace. Voi invece venite a dirci che dovremmo parlare con tutti, anche con chi ha ucciso dei bambini.[5]
  • Distinguere in terroristi in moderati e radicali apre la strada al terrorismo, ogni cedimento non fa che allargare le loro richieste e moltiplicare le vittime.[6]

Da Putin: ci hanno dichiarato guerra

Sulla strage di Beslan, La Stampa, 5 settembre 2004

  • Abbiamo manifestato debolezza e i deboli vengono picchiati.
  • Alcuni vogliono strapparci un boccone di lardo, altri li aiutano perché considerano la Russia, una delle potenze nucleari, ancora una minaccia e vorrebbero liquidarla.
  • Come presidente e capo di Stato, come cittadino vi dico che non c'è nessuna scelta, se ci facciamo ricattare abbandoneremo milioni di persone a una catena di conflitti sanguinosi.

2005[modifica]

  • Il crollo dell'Unione Sovietica è stata la più grande catastrofe geopolitica del ventesimo secolo e un autentico dramma per il popolo russo. (da un discorso sullo stato della nazione il 25 aprile 2005)[7]

2006[modifica]

  • [Parlando con tono ironico a Ehud Olmert, durante una visita di Stato in Israele] Katsav si è rivelato un uomo forte, ha stuprato ben dieci donne! Non me lo sarei mai aspettato da lui. Ci ha sorpreso tutti, lo invidiamo.[8]

2007[modifica]

Da Discorso alla Conferenza di Monaco di Baviera sulla Politica di Sicurezza

11 febbraio, 2007, traduzione a cura di Resistenze.org

Putin durante il discorso a Monaco
  • Si sa bene che la sicurezza internazionale va molto più in là delle questioni relative alla stabilità militare e politica. Comprende la stabilità dell'economia globale, il superamento della povertà, la sicurezza economica e lo sviluppo di un dialogo tra civiltà.
  • Solamente due decadi fa il mondo era ideologicamente ed economicamente diviso e fu l'enorme potenziale strategico di due superpotenze che garantì la sicurezza globale. Questa situazione globale ha spostato i problemi economici e sociali più acuti ai margini dell'agenda della comunità internazionale e del mondo. E, proprio come ogni guerra, la Guerra Fredda ci lasciò con la miccia accesa, parlando figuratamente. Mi sto riferendo agli stereotipi ideologici, ai doppi standard e ad altri tipici aspetti di pensiero per blocchi della Guerra Fredda.
  • Alla Russia - a noi - danno continuamente lezioni di democrazia. Ma per qualche ragione quelli che ci insegnano non vogliono imparare loro stessi.
  • È un dato di fatto che norme legali indipendenti stiano diventando in modo crescente più legate al sistema legale di uno stato. Primo fra tutti, gli Stati Uniti, che hanno oltrepassato i loro confini nazionali in ogni modo. Questo è visibile nelle politiche economiche, governative, culturali e dell’istruzione che impongono alle altre nazioni. Bene, a chi piace questo? Chi è felice di questo?
  • Il nostro paese non ha avuto una transizione pacifica alla democrazia? Effettivamente, noi siamo la testimonianza di una trasformazione pacifica dal regime sovietico - una trasformazione pacifica! E che regime! E con quale dovizia di armi, incluse le armi nucleari! Perché ora dovremmo metterci a bombardare e sparare in ogni occasione possibile?
  • Io, o non ho capito quello che il nostro collega Ministro della Difesa italiano ha detto, o quello che lui ha detto era inesatto. Cioè, ho inteso che l'uso della forza può essere solamente legittimo quando la decisione è presa dalla Nato, dall'EU, o dall'Onu. Se lui realmente pensa così, allora noi abbiamo punti di vista diversi. O io non ho sentito correttamente. L'uso della forza può solamente essere considerato legittimo se la decisione è sancita dall'Onu. E noi non abbiamo bisogno di mettere la Nato o l'EU al posto dell'Onu.
  • I missili bellici con una raggio di circa cinque/otto mila chilometri che realmente costituiscono una minaccia per l’Europa non esistono in nessuno dei cosiddetti paesi problematici. Nel prossimo futuro ed in prospettiva , questo non accadrà e non è neanche prevedibile. E qualche ipotetico lancio, ad esempio, di un razzo nordcoreano diretto al territorio americano attraverso l'Europa occidentale, contraddice in modo palese le leggi della balistica. Come noi diciamo in Russia, sarebbe come usare la mano destra per giungere all'orecchio sinistro.
  • Io penso che sia chiaro che l’espansione della Nato non abbia alcuna relazione con la modernizzazione dell'Alleanza stessa o con la garanzia di sicurezza in Europa. Al contrario, rappresenta una seria provocazione che riduce il livello della reciproca fiducia. E noi abbiamo diritto di chiedere: contro chi è intesa questa espansione? E cosa è successo alle assicurazioni dei nostri partner occidentali fatte dopo la dissoluzione del Patto di Varsavia? Dove sono oggi quelle dichiarazioni? Nessuno nemmeno le ricorda.
  • Le pietre e i blocchi di cemento del Muro di Berlino sono stati da molto tempo distribuiti come souvenir. Ma noi non dovremmo dimenticare che la caduta del Muro di Berlino fu resa possibile grazie ad una scelta storica - scelta che è stata fatta anche dalla nostra gente, dal popolo della Russia - una scelta in favore di democrazia, libertà, apertura ed una sincera partnership con tutti i membri della grande famiglia europea.

2009[modifica]

  • [Sulla caduta del Muro di Berlino] Ad essere onesti devo dire che mi dispiaceva che l'Urss stesse perdendo le sue posizioni in Europa. [...] Però capivo che una posizione costruita sulle divisioni e sui muri non poteva durare. (da un'intervista di Ntv, 8 novembre 2009)[9]

2012[modifica]

2014[modifica]

  • La «Guerra fredda» è finita. Però non si è conclusa con un raggiungimento di «pace», con degli accordi comprensibili e trasparenti sul rispetto delle regole e degli standard oppure sulle loro elaborazione. Par di capire che i cosiddetti vincitori della «Guerra fredda» abbiano deciso di «sfruttare» fino in fondo la situazione per ritagliare il mondo intero a misura dei propri interessi. (dal discorso al Forum di Valdai, 29 ottobre 2014[11])

Da "La Crimea è Russia"

Discorso tenuto al Cremlino il 18 marzo 2014 dopo l'annessione della Crimea alla Russia, Limesonline.com, 16 aprile 2014

Putin durante il suo discorso del 18 marzo 2014
  • Il 16 marzo si è tenuto un referendum in Crimea nel pieno rispetto dei meccanismi democratici e delle norme internazionali. Più dell’82% degli aventi diritto ha preso parte al voto. Di questi, oltre il 96% si è espresso a favore della riunificazione con la Russia. Questi numeri parlano da soli.
  • Tutto in Crimea ricorda la storia e l’orgoglio che condividiamo. Là sorge l’antica Kherson, dove il principe Vladimir fu battezzato. La sua opera spirituale di conversione all’ortodossia pose le fondamenta della cultura, della civiltà, dei valori umani che uniscono i popoli di Russia, Ucraina e Bielorussia.
  • La Crimea è una combinazione unica di popoli, culture e tradizioni diverse. In questo è simile alla Russia, dove nel corso dei secoli non un solo gruppo etnico è scomparso. Russi e ucraini, tatari della Crimea e genti appartenenti ad altri gruppi etnici hanno vissuto fianco a fianco in Crimea conservando la loro identità, le loro tradizioni, le loro lingue e le loro confessioni.
  • Vero, vi fu un tempo in cui i tatari della Crimea ricevettero un trattamento ingiusto, così come altri popoli dell’Urss. Solo una cosa posso dire oggi: milioni di persone di varie etnie soffrirono durante quelle repressioni, primi fra tutti i russi. I tatari della Crimea sono tornati alla loro terra natia. Credo che dovremmo intraprendere tutte le necessarie misure politiche e normative per completare la riabilitazione dei tatari della Crimea, restituire i loro diritti e ripristinare la loro reputazione.
  • La gente, ovviamente, si chiese perché tutto d’un tratto la Crimea fosse diventata parte dell’Ucraina. Ma in generale – e dobbiamo dirlo chiaramente, lo sappiamo tutti – la decisione fu trattata come una formalità, dal momento che il territorio veniva trasferito all’interno dei confini di uno Stato unitario. All’epoca, era impossibile immaginare che l’Ucraina e la Russia potessero separarsi e diventare due Stati diversi. Tuttavia è successo.
  • [Sulla rivoluzione ucraina del 2014] Questo colpo di Stato è opera di nazionalisti, neonazisti, russofobi e antisemiti, che continuano a dettare l’agenda in Ucraina. [...] Al momento, in Ucraina non c’è nessuna legittima autorità esecutiva, nessuno con cui parlare. Diverse agenzie governative sono state conquistate da impostori che non hanno alcun controllo del paese, mentre essi stessi – voglio sottolinearlo – sono sovente controllati dai radicali. Spesso, per incontrare alcuni ministri dell’attuale governo c’è bisogno di un permesso speciale dei militanti di Majdan. Non è uno scherzo, è la realtà.
  • Gli abitanti della Crimea e di Sebastopoli si sono rivolti alla Russia perché li aiutasse nella difesa dei loro diritti e delle loro vite, per prevenire gli eventi che si stavano e si stanno succedendo a Kiev, Donec’k, Kharkiv e in altre città ucraine. Ovviamente, non potevamo non ascoltare questo appello; non potevamo abbandonare la Crimea e i suoi abitanti. Si sarebbe trattato di tradimento.
  • Dichiarando l’indipendenza e decidendo di organizzare un referendum, il Consiglio supremo della Crimea ha fatto riferimento alla Carta delle Nazioni Unite, che riconosce il diritto all’autodeterminazione delle nazioni. Per inciso, vorrei ricordare che l’Ucraina adoperò gli stessi argomenti quando si staccò dall’Urss, quasi parola per parola. L’Ucraina poté godere di questo diritto, ma agli abitanti della Crimea non è concesso. Perché?
  • Scomparso il mondo bipolare, non c’è più stabilità. Le istituzioni internazionali più importanti non si stanno rafforzando; al contrario, in molti casi conoscono un triste declino. I nostri partner occidentali, capeggiati dagli Stati Uniti d’America, preferiscono farsi guidare nelle loro pratiche politiche non dal diritto internazionale, ma dalla legge del cannone. Sono arrivati a credere, nella loro esclusività e nel loro eccezionalismo, di poter decidere i destini del mondo e di essere gli unici ad aver sem­pre ragione.
  • C’è stata una serie di rivoluzioni «colorate» controllate. I popoli delle nazioni in cui questi eventi avevano luogo erano chiaramente stanchi della tirannia, della povertà e della mancanza di prospettive; ma questi impulsi sono stati cinicamente sfruttati. A queste nazioni sono stati imposti standard che non corrispondevano in alcun modo al loro stile di vita, alle loro tradizioni, alle culture di quei popoli. I risultati, invece della democrazia e della libertà, sono stati il caos, le esplosioni di violenza e diverse insurrezioni.
  • Oggi vorrei rivolgermi al popolo degli Stati Uniti d’America, il popolo che, sin dalla fondazione della propria nazione e dall’adozione della dichiarazione d’indipendenza, si è fatto vanto di considerare la libertà al di sopra di tutto. Il desiderio degli abitanti della Crimea di disporre liberamente del loro destino non risponde a quel valore? Vi prego di capirci.
  • Abbiamo sempre rispettato l’integrità territoriale dello Stato ucraino, a differenza, per inciso, di coloro che hanno sacrificato l’unità ucraina ad ambizioni politiche particolari. Quelli che scandiscono slogan sulla grandezza dell’Ucraina sono gli stessi che hanno fatto di tutto per dividere la nazione. L’attuale stallo pesa interamente sulle loro coscienze.
  • Ho sentito dichiarazioni da Kiev sull’imminente ingresso dell’Ucraina nella Nato. Cosa avrebbe significato questo per la Crimea e per Sebastopoli? Che la Marina della Nato si sarebbe installata proprio là, nella città della gloria militare russa, portando una minaccia non potenziale, ma pienamente attuale all’intera Russia meridionale. Questo scenario si sarebbe potuto avverare, non fosse stato per la scelta del popolo della Crimea e vi voglio ringraziare per questo. Non abbiamo nulla in contrario a una cooperazione con la Nato.
  • Non potrei assolutamente immaginare di andare a Sebastopoli per rendere visita ai marinai della Nato. Certo, molti di loro sono dei meravigliosi ragazzi, ma sarebbe meglio che loro fossero nostri ospiti, non il contrario.

2015[modifica]

  • [L'esercito ucraino è la] legione straniera della nato che non persegue gli interessi di Kiev ma ha come obiettivo geopolitico quello di contenere la Russia.[12]
  • [Sulle Forze terrestri russe] Nessuno dovrebbe avere l'illusione di poter ottenere una superiorità militare sulla Russia, di poter metterci un qualche tipo di pressione. Avremo sempre un'adeguata risposta a qualsiasi avventurismo. I nostri soldati e ufficiali hanno dimostrato la loro prontezza a combattere con risolutezza, in modo coeso, professionale e coraggioso, a cogliere gli obiettivi non convenzionali più difficili proprio come si addice a un esercito moderno e pronto al combattimento che conserva le sue tradizioni e il suo dovere militare.[13]
  • Oltre nuovi 40 missili balistici intercontinentali, in grado di prevalere perfino sui sistemi di difesa anti-missilistica più avanzati dal punto di vista tecnico, saranno aggiunti all'arsenale nucleare entro quest'anno.[14]
  • Non voglio entrare in dettagli, ma non credo a una sola parola di chi dice che Blatter è coinvolto in casi di corruzione. Credo che le persone come Blatter, quelle che guidano a una grande organizzazione sportiva internazionale, oppure i Giochi Olimpici, meritino un riconoscimento speciale. Se c'è qualcuno che merita il Premio Nobel, sono persone così.[15]
  • [Sul ruolo della Russia nella guerra civile siriana] Più di duemila combattenti russi e delle ex repubbliche sovietiche sono in Siria con il pericolo che possano tornare in patria. Invece di aspettare che lo facciano, aiutiamo Assad a combatterli in territorio siriano. Stiamo considerando di intensificare il dialogo sia con lui che con i nostri partner negli altri Paesi. (intervento davanti alla 70esima Assemblea generale dell'Onu, settembre 2015)[16]
  • È un errore non cooperare con il governo siriano di Bashar al-Assad. In Siria solo le forze di Assad e i curdi stanno combattendo valorosamente il terrorismo. Per fronteggiare l'Is occorre una coalizione internazionale come quella che si creò contro Hitler durante la Seconda Guerra mondiale. (intervento davanti alla 70esima Assemblea generale dell'Onu, settembre 2015)[16]

Da Intervista al giornalista americano Charlie Rose per CBS e PBS

Intervista di Charlie Rose, It.topwar.ru, 28 settembre 2015

  • Esiste solo un esercito legittimo ordinario. Questo è l'esercito del presidente della Siria Assad. Ed è contrario, secondo l'interpretazione di alcuni dei nostri partner internazionali, dall'opposizione. Ma in realtà, nella vita reale, l'esercito di Assad sta davvero combattendo con organizzazioni terroristiche.
  • Non c'è altro modo per risolvere il problema siriano, oltre a rafforzare le strutture statali esistenti, aiutandoli nella lotta contro il terrorismo, ma, naturalmente, incoraggiandoli nello stesso tempo a impegnarsi in un dialogo positivo con la parte sana dell'opposizione e ad attuare trasformazioni politiche.
  • La Russia non parteciperà a nessuna operazione militare sul territorio della Siria o in altri stati, in ogni caso, oggi non stiamo pianificando questo.
  • Più di duemila militanti - persone provenienti dall'ex Unione Sovietica sono in Siria. C'è una minaccia che torneranno da noi. Che aspettare che tornino da noi, è meglio aiutare Assad a combatterli lì, in Siria. Questo è il motivo più importante che ci spinge ad assistere Assad.
  • Sono orgoglioso della Russia. Abbiamo molto di cui essere orgogliosi. Ma non abbiamo una specie di feticcio per la superpotenza della Russia sul palcoscenico mondiale.
  • Abbiamo continuato a dire che l'Ucraina è un paese fraterno, ed è così. Questo non è solo un popolo slavo, è il più vicino al popolo russo: la lingua è molto simile, la cultura, la storia comune, la religione comune e così via.
  • Cosa considero assolutamente inaccettabile per noi? Risolvere questioni, comprese questioni controverse, questioni politiche interne nelle repubbliche dell'ex Unione Sovietica con l'aiuto delle cosiddette rivoluzioni "colorate", con l'aiuto di colpi di stato e modi incostituzionali per spostare l'attuale governo - questo è assolutamente inaccettabile. I nostri partner negli Stati Uniti non nascondono il fatto che hanno sostenuto coloro che si sono opposti al presidente Yanukovich.
  • [«Rispetti la sovranità dell'Ucraina?»] Certo. Ma vorremmo che altri paesi rispettassero la sovranità di altri paesi, compresa l'Ucraina. E rispettare la sovranità significa prevenire colpi di stato, azioni anticostituzionali e sfollamenti illegali di autorità legittime.
  • Sai, non una fase della nostra vita passa senza lasciare traccia. Qualunque cosa facciamo, qualsiasi cosa facciamo, questa conoscenza, questa esperienza, rimangono sempre con noi, e li portiamo più avanti con noi, in qualche modo li usiamo.
  • C'è qualcosa che unisce me e altri cittadini russi. Abbiamo qualcosa in comune che ci unisce: l'amore per la madrepatria.
  • [Sul Fronte orientale] Nella famiglia di mio padre, penso, c'erano cinque fratelli, quattro morirono. Dal lato della madre - circa la stessa immagine. La Russia ha sofferto molto. Certo, non possiamo dimenticarlo e non dovremmo dimenticarlo - non per incolpare qualcuno, ma affinché nulla del genere accada in futuro.
  • Ho davvero detto che considero il crollo dell'Unione Sovietica un'enorme tragedia del XX secolo. Sai perché? Prima di tutto, perché durante la notte i confini della Federazione Russa si sono rivelati essere 25 di milioni di russi. Vivevano in un solo paese - improvvisamente si trovarono all'estero. Immagina quanti problemi sono sorti? Questioni domestiche, separazione delle famiglie, problemi economici, problemi sociali - semplicemente non elencare tutto. Pensi che sia normale che 25 di milioni di russi si trovasse improvvisamente all'estero? I russi si sono rivelati la più grande nazione divisa al mondo oggi. Non è un problema?
  • Non ci può essere democrazia senza l'osservanza della legge, e tutti dovrebbero osservarla - questa è la cosa più importante e importante che tutti dovremmo ricordare, che nessuno dovrebbe dimenticare.
  • Per quanto riguarda cose così tragiche come la morte di persone, compresi i giornalisti, sfortunatamente, questo accade in tutti i paesi del mondo.
  • Qui negli Stati Uniti quanto si sta sviluppando il processo democratico? Fin dall'inizio della creazione degli Stati Uniti. Bene, ora, pensi che tutto sia stato deciso dal punto di vista della democrazia? Se tutto fosse stato deciso, non ci sarebbe stato nessun problema con Ferguson, giusto? Non ci sarebbero altri problemi di questo tipo, non ci sarebbe arbitrarietà della polizia.
  • [«Cosa ti piace di più dell'America?»] Un approccio creativo per risolvere i problemi che affliggono l'America, l'apertura e l'emancipazione - questo rende possibile sbloccare il potenziale interiore delle persone. Penso che, a causa di ciò, l'America abbia ottenuto un così grande successo nel suo sviluppo.
  • Come posso essere un gangster quando lavoravo nel KGB? Questo è completamente falso.
  • Presumo che la maggior parte delle persone si fidi di me se votano per me alle elezioni.
  • Non è importante come sei chiamato dai sostenitori, dagli amici o dai tuoi avversari politici. È importante che tu pensi a ciò che sei obbligato a fare nell'interesse del paese che ti ha affidato un posto del genere, un incarico come capo dello stato russo.

Da Discorso di Vladimir Putin alla 70°Assemblea delle Nazioni Unite

29 settembre 2015; tradotto da Sascha Picciotto e Marco Bordoni per SakerItalia.it

  • Le Nazioni Unite hanno aiutato l'umanità durante tempi difficili, eventi drammatici, negli ultimi 70 anni. Hanno salvato il mondo da sconvolgimenti di larga scala.
  • Siamo tutti diversi e dovremmo rispettarlo. Nessuno ha l'obbligo di adeguarsi a un singolo modello di sviluppo che qualcun altro ha riconosciuto una volta per tutte come l'unico adeguato. Dovremmo ricordarci tutti cosa ci ha insegnato il passato, ricordarci anche episodi passati della storia dell'Unione Sovietica, esperimenti sociali esportati per ottenere cambiamenti politici in altri paesi basati su preferenze ideologiche hanno spesso condotto a tragiche conseguenze e degradazione invece che progresso.
  • La situazione è più che pericolosa. In queste circostanze è ipocrita e irresponsabile fare dichiarazioni rumorose sul terrorismo internazionale mentre si chiudono gli occhi di fronte ai canali di finanziamento e di sostegno ai terroristi, incluse le pratiche di traffico di droga, petrolio e armi. Sarebbe ugualmente irresponsabile provare a manipolare gruppi di estremisti, provare ad assoldarli per raggiungere i propri obiettivi politici sperando di riuscire a "gestirli" o, in altre parole, liquidarli, più tardi. A coloro che credono sia possibile vorrei dire: cari signori, senza dubbio state dialogando con persone crudeli e violente, ma non sono in alcun modo primitive. Sono intelligenti quanto voi e non saprete mai chi sta manipolando chi.
  • [Sul ruolo della Russia nella guerra civile siriana] Pensiamo sia un enorme sbaglio rifiutarsi di collaborare con il governo siriano e le sue forze armate che stanno combattendo il terrorismo con valore, faccia a faccia. Dovremmo poi riconoscere che nessuno tranne le forze armate del Presidente Assad e le milizie curde stanno combattendo veramente lo Stato Islamico e le altre organizzazioni terroristiche in Siria.

Da Putin racconta: a cosa mira la Russia in Siria e chi ha ingannato il mondo intero

Discorso al Club di dialogo internazionale "Valdaj", Vedemosti, 22 ottobre 2015; riportato in Russiaintranslation.com, 27 ottobre 2015

  • [Sul ruolo della Russia nella guerra civile siriana] Dopo la richiesta di aiuto delle autorità ufficiali siriane, noi abbiamo preso la decisione di iniziare una operazione militare russa in questo paese. Lo ripeterò ancora una volta: essa è completamente legittima e il suo unico obbiettivo è quello di favorire lo stabilimento della pace.
  • Cosa, a nostro giudizio, è necessario fare per supportare una pacificazione lungimirante nella regione e una sua rinascita sociale, economica e politica? Prima di tutto liberare i territori della Siria e dell’Iraq dal terrorismo e non dargli la possibilità di diffondere la propria attività in altre regioni.
  • Oggi il problema nucleare iraniano è stato risolto. Come avevamo detto, non c’è stata e non c’è nessuna minaccia da parte dell’Iran. Il motivo, almeno quello che ha indotto i partner americani a costruire il sistema di difesa antimissilistico, è quindi sparito e noi ci saremmo aspettati che il lavoro sullo sviluppo del sistema missilistico da parte degli USA si sarebbe fermato. E cosa è invece successo in realtà? Non succede nulla di tutto questo ma, al contrario, tutto continua.
  • [Sulla guerra al terrorismo] È sempre difficile condurre un doppio gioco. Annunciare una lotta al terrorismo e contemporaneamente tentare di utilizzare parte di essi per piazzare qualche propria pedina nello scacchiere mediorientale. Ovvero per interessi propri.
  • [Sullo Stato islamico] Per l'intera comunità internazionale è giunto il momento di capire finalmente con chi abbiamo a che fare. Con un nemico della civiltà, della cultura umana e mondiale, un nemico che porta un odio ideologico e barbarie, che calpesta la moralità delle religioni mondiali inclusa quella islamica che da essi viene compromessa.

2016[modifica]

  • [Su Brexit] Il motivo per cui è accaduto tutto questo mi sembra comprensibile: in primo luogo, nessuno vuole alimentare e sovvenzionare un’economia più debole, sostenere altri stati e intere popolazioni.[17]
  • Come possiamo vedere, Brexit non ha avuto risvolti positivi neanche per coloro che hanno raggiunto questo risultato. A mio avviso dopo questo voto nessuno ha diritto di dichiarare quale sia la posizione della Russia in merito. Questa non è altro che una manifestazione di un basso livello di cultura politica.[17]

Da Putin al Corriere della Sera: «Non sono un aggressore, patto con l'Europa e parità con gli Usa»

Intervista di Paolo Valentino, Corriere.it, 6 giugno 2016

  • Non è stata colpa della Federazione Russa se i rapporti con i Paesi dell'Unione europea si sono deteriorati. La scelta ci è stata imposta dai nostri partner. Non siamo stati noi a introdurre certe limitazioni nel commercio e nell'attività economica. È stato fatto contro di noi e siamo stati costretti ad adottare contromisure.
  • Molti Paesi del mondo ottengono il sostegno e l'aiuto necessario usando risorse russe.
  • Se lei ha certi rapporti con una donna senza assumersi degli impegni, allora non ha nessun diritto di chiedere alla sua partner di assumersi a sua volta impegni nei suoi confronti. Noi non abbiamo mai trattato l'Europa come un'amante. Ora parlo molto seriamente. Abbiamo sempre proposto rapporti seri. Ma oggi ho l'impressione che fosse l'Europa a cercare di costruire con noi rapporti puramente su base materiale ed esclusivamente a proprio favore.
  • Quali sono le origini della crisi in Ucraina? La ragione, come sembra, non è commensurabile alla tragedia di oggi con un gran numero di vittime nel Sud-Est. Attorno a cosa è nata questa diatriba? L'ex presidente Yanukovich disse che aveva bisogno di pensarci sulla firma dell'Accordo d'associazione Ucraina-Ue, forse ottenere dei cambiamenti e consultarsi con la Russia, il partner economico-commerciale principale dell'Ucraina. Sotto questo pretesto sono cominciati i disordini a Kiev, appoggiati attivamente dai nostri partner sia europei che americani. Dopo è venuto il colpo di Stato, un'azione assolutamente anticostituzionale. Le nuove autorità hanno dichiarato di voler firmare l'accordo, rinviandone però l'applicazione al 1° gennaio 2016. Facciamoci una domanda: a cosa sono serviti il colpo di Stato. la guerra civile, la disfatta economica se l'esito è stato lo stesso? Non eravamo per niente contrari alla firma dell'accordo tra l'Ucraina e l'Ue. Però, certo, volevamo partecipare all'elaborazione delle decisioni finali, considerando che l'Ucraina sia allora che adesso fa parte della zona di libero scambio della CSI e ci sono impegni reciprochi che ne derivano. Com'è possibile ignorare questo fatto e non rispettarlo? Non riesco a capirlo.
  • Lo scenario di Crimea non è legato alla posizione della Russia ma a quella della gente che ci abita. Tutte le nostre azioni, incluse quelle di forza, non avevano come obiettivo di alienare la Crimea dall'Ucraina, ma avevano il fine di dare alla gente che vive lì la possibilità di esprimere la propria opinione su come vogliono organizzare la propria vita. Se questo è stato permesso agli albanesi del Kosovo ed ai kosovari perché vietarlo ai russi, ucraini e tartari che vivono in Crimea?
  • Le spese militari degli Stati Uniti sono superiori alle spese militari di tutti i Paesi del mondo messi insieme. Quelle complessive della Nato sono 10 volte superiori a quelle della Federazione Russa. La Russia praticamente non ha più basi militari all'estero. La nostra politica non ha un carattere globale, offensivo o aggressivo. Pubblicate sul vostro giornale la mappa del mondo, indicando tutte le basi militari americane e vedrete la differenza.
  • Solo una persona non sana di mente o in sogno può immaginare che la Russia possa un giorno attaccare la Nato.
  • Il terrorismo di oggi in molte sue manifestazioni è simile al nazismo, non c'è in sostanza alcuna differenza.
  • Il numero dei partiti politici da noi è aumentato di parecchie volte, negli anni precedenti abbiamo liberalizzato le regole per la loro costituzione e il loro avanzamento sulla scena politica regionale e nazionale. Si deve solo essere validi e sapere lavorare con l'elettorato, con i cittadini.
  • Sia nella nostra Storia, che in quella europea e mondiale ci sono stati molti degni esempi di leadership. Ma tutte queste persone vivevano e lavoravano in certe condizioni. La cosa principale è essere onesto con se stesso e con le persone che ti hanno affidato questo lavoro.

2017[modifica]

  • [Sul ruolo della Russia nella guerra civile siriana] Grazie all'esercito russo, l'integrità della Siria è stata salvata ed è stato fatto molto per stabilizzare la situazione nel Paese. Spero che nel prossimo futuro concluderemo la lotta contro il terrorismo in Siria. Anche se, ovviamente, nuovi focolai di terrorismo appariranno nella stessa Siria, in Medio oriente e nel mondo.[18]

Da Intervista della NBC a Vladimir Putin

5 giugno 2017; tradotto da Fabio San, Elvia Politi e Raffaele Ucci per SakerItalia.it

  • Non ho mai visto una prova dell’sull'interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti. Noi ne abbiamo parlato con il precedente presidente Obama e con molti altri funzionari, nessuno di loro mi ha mai mostrato alcuna prova diretta.
  • Punti il ​​dito in qualsiasi punto del mappamondo, e ovunque sentirà lamentele sul fatto che i funzionari americani interferiscono nei loro processi politici nazionali.
  • I presidenti vanno e vengono, e anche i partiti ottengono e perdono il potere, ma il corso principale della politica non cambia. Quindi, in linea di massima non ci importa chi sarà al timone negli Stati Uniti. Abbiamo una vaga idea di ciò che sta per accadere, e a questo proposito, anche se volessimo, per noi non avrebbe alcun senso interferire.
  • C’è una teoria che afferma che l’assassinio di Kennedy è stato organizzato dai servizi segreti degli Stati Uniti. Se questa teoria è corretta, e non si può escludere che lo sia, allora che cosa può essere più semplice nel contesto odierno, potendo contare sulle intere capacità tecniche disponibili ai servizi segreti, di organizzare un qualche tipo di attacco nel modo appropriato, facendo riferimento alla Russia?

Da I giovani non ricordano che cosa è successo negli anni '90

Conferenza stampa al Cremlino, Lenta.ru, 14 dicembre 2017; riportato in Russiaintranslation.com

  • Ho già detto molte volte come vorrei vedere la Russia. Lo dico di nuovo: deve essere orientata al futuro, essere molto moderna, il sistema politico deve essere flessibile, l'economia deve fondarsi sulle tecnologie avanzate, la produttività del lavoro deve moltiplicarsi.
  • Molte persone sono insoddisfatte e hanno ragione a esserlo, ma quando le persone iniziano a fare confronti e a guardare quello che offre l'opposizione, specialmente quella non sistemica, appaiono grossi dubbi. Ecco il principale problema, secondo me, di chi vorrebbe essere un'opposizione competitiva.
  • Sicuramente i giovani assolutamente non ricordano o non sanno che cosa è successo negli anni '90 e all'inizio degli anni 2000. Non possono confrontare con quello che c'è oggi. [...] Noi abbiamo vissuto in condizioni di guerra civile per un lungo periodo di tempo, praticamente sei anni, anzi di più – quasi dieci, quando eravamo ragazzi di 18-19 anni, impreparati, inesperti, sotto i proiettili che il Paese è stato costretto a sparare. Guardate ora che esercito abbiamo.
  • [Su Grigorij Rodčenkov] Si trova sotto il controllo e la protezione dell'FBI. Per noi questo non è un plus, è un minus. Significa che lavora sotto il controllo dei servizi segreti americani. Che cosa ci fanno con lui? Che farmaci gli danno per fargli dire quello che serve? È semplicemente ridicolo.
  • C'è una barzelletta abbastanza contemporanea. Un figlio va da un ex ufficiale e questi domanda al figlio: «Qui c'era un pugnale, dov'è?» Lui risponde: «Non ti arrabbiare, l'ho scambiato con un orologio col ragazzo del cortile vicino.» «Mostra l'orologio, da bravo. E se domani vengono da noi i banditi, uccidono me, tua madre, i tuoi tre fratelli, violentano tua sorella, tu che gli dici? Buonasera, sono le 12 e 30 minuti secondo l'ora di Mosca?»
  • Ritengo che quanto fa Saakašvili sia uno sputo in faccia al popolo Georgiano e uno sputo in faccia al popolo Ucraino. Come potete ancora tollerarlo? Lui è stato presidente dello Stato indipendente Georgiano. E ora si precipita nelle piazze urlando a tutto il mondo: io sono Ucraino! Non abbiamo forse veri Ucraini in Ucraina? E l'Ucraina tollera tutto questo, capite? Fa male osservare tutto questo. Mi sanguina il cuore.
  • Volete che questi Saakašvili destabilizzino la situazione nel Paese? Volete che passiamo da un Maidan all'altro? Che subiamo tentativi di colpo di Stato? Volete che corrano per le piazze decine di "Saakašvili"? [...] Volete che subiamo tentativi di colpo di Stato? Siamo già passati attraverso tutto questo. Volete che si ripeta? Io sono convinto che la stragrande maggioranza dei russi non lo voglia e che non lo permetterà. Ci deve essere concorrenza e ci sarà. L'unico problema è il radicalismo.
  • [Sulla guerra del Donbass] Sul territorio del Donbass non è presente l’esercito Russo, ma sono davvero presenti alcune formazioni di polizia militare che sono autosufficienti e pronte a respingere qualsiasi azione militare su larga scala contro il Donbass. Noi riteniamo che questo corrisponda agli interessi delle persone che vivono in quel territorio poiché, se non avessere tale opportunità, un massacro ancora peggiore che a Srebrenica potrebbe essere eseguito dai cosiddetti battaglioni nazionalisti. E nulla li fermerà, compresi gli appelli – come mi hanno consigliato alcuni dei miei colleghi occidentali – alle organizzazioni internazionali per i diritti umani nel caso dello sviluppo di tali eventi. E di questo siamo pienamente consapevoli.
  • [Su Russiagate] Tutto questo è stato inventato da persone che si oppongono a Trump al fine di dare al suo lavoro un carattere illegittimo. Per me risulta addirittura strano come questo venga fatto da persone che non capiscono che stanno danneggiano lo stato politico interno del Paese, dissanguando le possibilità del capo di Stato eletto. Significa semplicemente che non rispettano gli elettori che hanno votato per lui.

2018[modifica]

  • [Ironicamente su Russiagate] Sì, ho aiutato io Trump a vincere le elezioni in America perché prometteva di migliorare le relazioni fra Usa e Russia.[19]

Da "Per ora non ho intenzione di andare da nessuna parte"

Intervento al forum "La Russia chiama!", Lenta.ru, 28 novembre 2018; riportato in Russiaintranslation.com, 31 gennaio 2019

  • [Sull'incidente dello stretto di Kerč' del 2018] Come devono comportarsi le guardie di frontiera? Le navi militari hanno invaso le acque territoriali russe e, non rispondendo, non è chiaro cosa abbiano intenzione di fare. Come dovrebbero agire? Se avessero agito diversamente, avrebbero dovuto rispondere davanti ad un tribunale. Hanno fatto il proprio dovere, hanno obbedito agli ordini, appunto, hanno svolto legittimamente i propri compiti per la difesa dell’integrità territoriale della Federazione Russa.
  • [Sull'incidente dello stretto di Kerč' del 2018] I segni evidenti che la provocazione è stata preparata in anticipo si basano sul fatto che sia stata utilizzata questa vicenda come pretesto per introdurre lo stato di guerra nel paese. Non ha nulla a che fare con i tentativi di normalizzare le relazioni tra la Russia e l’Ucraina. È un gioco all'inasprimento.
  • [Sull'incidente dello stretto di Kerč' del 2018] Vi faccio notare che sono entrati nelle nostre acque territoriali che erano tali anche prima della riunificazione della Crimea alla Russia, ovvero lì sono sempre state acque territoriali russe.
  • Il popolo russo e quello ucraino sono sempre stati e sempre rimarranno fratelli, popoli molto vicini. Questa angoscia politica se ne andrà, finirà e prima o poi il popolo ucraino giudicherà l’attuale governo, così come il popolo georgiano ha giudicato l'attività di Saakashvili.
  • Non abbiamo l'obiettivo di staccarci dal dollaro, è il dollaro che si sta staccando da noi.
  • Che fretta avete? Per ora non ho intenzione di andare da nessuna parte.

2019[modifica]

  • [Su Wikipedia] È meglio sostituirla con una nuova grande enciclopedia russa in formato elettronico... informazioni affidabili in un buon formato moderno. (da una riunione del Consiglio della lingua russa tenutasi al Cremlino, 5 novembre 2019)[20]

Da Putin: «Pronti a dialogare con gli Usa. Contatti costanti con la Lega di Salvini»

Intervista di Fabrizio Dragosei e Paolo Valentino, Corriere.it, 4 luglio 2019

  • Lo sfacelo del sistema della sicurezza internazionale è iniziato con l’abbandono unilaterale del Trattato sulla difesa antimissilistica (Abm) da parte degli Usa. E quella era la pietra angolare dell’intero sistema del controllo sugli armamenti. Confrontate quanto spende per la difesa la Russia — circa 48 miliardi di dollari — e quello che è il bilancio militare degli Usa, oltre 700 miliardi di dollari. Dov’è allora in realtà la corsa agli armamenti?
  • Il colmo dell’assurdo è stata l’accusa alla Russia di sull'ingerenze nelle elezioni americane. Come tutto ciò sia andato a finire è ben noto: un buco nell’acqua. [...] Dello stesso tipo è la baraonda sollevata su una intromissione russa anche nei processi elettorali nella Ue. Essa è stata diffusa con insistenza alla vigilia delle elezioni al Parlamento europeo. Sembrava che si stesse cercando in anticipo di suggerire agli europei che proprio la “malefica interferenza russa” fosse la causa di scarsi risultati di singole forze politiche alle elezioni. Ma anche l’obiettivo principale dei loro autori è rimasto lo stesso: continuare a “demonizzare” la Russia agli occhi dei cittadini comuni europei. Voglio dirlo con estrema chiarezza: non ci siamo intromessi e non intendiamo intrometterci negli affari interni sia dei Paesi membri della Ue sia degli altri Stati del mondo.
  • La Lega italiana e la nostra Russia Unita collaborano nell’ambito di un accordo di cooperazione. La Lega e il suo leader Salvini sono attivi sostenitori di un ripristino della piena cooperazione tra Italia e Russia; si pronunciano per una più rapida abolizione delle sanzioni anti-russe introdotte dagli Usa e dall’Ue. Qui i nostri punti di vista coincidono.
  • Salvini ha un atteggiamento caloroso verso il nostro Paese, conosce bene la realtà russa.
  • Per quanto riguarda Berlusconi, ci legano rapporti di amicizia pluriennali. Silvio è un politico di statura mondiale, un vero leader che propugna fermamente gli interessi del suo Paese nell’arena internazionale. Suscita rispetto la sua sincera volontà di preservare e moltiplicare il potenziale accumulato nei rapporti tra i nostri Paesi. Non riusciamo a incontrarci spesso, ma quando tale opportunità si presenta, lui non si permette mai di discutere questioni di politica interna. E non lo faccio nemmeno io.
  • I cittadini dell’Ucraina si aspettano da Zelensky e dalla sua squadra non dichiarazioni ma azioni concrete e cambiamenti per il meglio al più presto. E certamente le autorità di Kiev devono finalmente capire che non è interesse comune un confronto tra Russia e Ucraina, bensì uno sviluppo della cooperazione pragmatica sulla base della fiducia e della reciproca comprensione. Noi siamo pronti.

2020[modifica]

Da Putin, a capo

Da The Real Lessons of the 75th Anniversary of World War II, nationalinterest.org, 18 giugno 2020. Citato in Pierluigi Fagan, Nadia Lucio Olivares in comedonchisciotte.org, 25 giugno 2020.

  • Nella Lega delle Nazioni, e in genere nel continente europeo, non sono stati ascoltati ripetuti inviti dell'Unione Sovietica a formare un sistema paritario di sicurezza collettiva. In particolare, per concludere patti per l'Europa orientale e per il Pacifico che avrebbero potuto costituire un ostacolo all'aggressione. Queste proposte sono state ignorate. [...] Ancora una volta, vi ricordo una cosa ovvia: le cause alla base della seconda guerra mondiale derivano in gran parte dalle decisioni prese in seguito ai risultati della prima guerra mondiale. Il trattato di Versailles divenne un simbolo di profonda ingiustizia per la Germania. In effetti, fu la rapina di un paese che fu costretto a pagare enormi riparazioni agli alleati occidentali, che esaurirono la sua economia, il comandante in capo delle forze alleate, il maresciallo francese Ferdinand Foch descrisse profeticamente Versailles: "Questa non è pace, questa è una tregua per vent'anni."
  • Noto che, a differenza di molti degli allora leader d’Europa, Stalin non si macchiò di nessun incontro personale con Hitler, che allora era conosciuto, negli ambienti occidentali, come rispettabile politico ed era un gradito ospite nelle capitali europee.
  • In totale, l’URSS ha rappresentato circa il 75 percento degli sforzi militari della coalizione anti-Hitler.
  • I leader sovietici possono essere rimproverati di molte cose, ma non della mancanza di comprensione della natura delle minacce esterne.
  • L’eroizzazione dei complici dei nazisti può essere vista solo come un tradimento della memoria dei nostri padri e dei nostri nonni. Un tradimento di quegli ideali che hanno unito le persone nella lotta contro il nazismo.

2021[modifica]

  • [Sui paesi occidentali] Piccoli Tabaqui che girano intorno, come intorno alla tigre Shere Khan e ululano per placare il sovrano.[21]
  • Il presidente Joe Biden è un professionista. [...] L'immagine del presidente americano dipinta dai media non ha nulla a che fare con la realtà. Non gli sfugge nulla.[22]
  • Tutti dicono che il modello esistente di capitalismo, che è la base della struttura sociale nella stragrande maggioranza dei paesi oggi, si è esaurito. Ovunque, anche nei paesi e nelle regioni più ricche, la distribuzione ineguale della ricchezza materiale porta ad aggravare la disuguaglianza. (dichiarazione al Forum di Valdai, 21 ottobre 2021)
Все говорят о том, что существующая модель капитализма, а это сегодня основа общественного устройства в подавляющем большинстве стран, исчерпала себя. Повсеместно, даже в самых богатых странах и регионах, неравномерное распределение материальных благ ведет к усугубляющему неравенству.[23]

Da Putin all'Occidente: "Inaccettabile espansione a Est della Nato, ho i missili sotto casa"

Discorso sulla crisi russo-ucraina del 2021-2022 e pandemia di COVID-19 in Russia, Ilgiorno.it, 23 dicembre 2021

  • Siamo noi a piazzare i missili vicino ai confini degli Stati Uniti? No! Sono gli Stati Uniti che con i loro missili sono arrivati presso casa nostra, e si trovano già sulla soglia di casa nostra. È forse una richiesta eccessiva non piazzare più sistemi di attacco sotto casa nostra? Come reagirebbero gli americani se noi piazzassimo i nostri missili al confine tra Canada e Usa o tra Messico e Usa? Perché, il Messico e gli Usa non ebbero forse questioni territoriali? E la California a chi apparteneva? E il Texas? Se ne sono forse dimenticati?
  • Nel 1991 ci siamo divisi in 12 parti, a mio avviso, ma l'impressione è che questo non sia abbastanza per i nostri partner: la Russia, secondo loro, è troppo grande oggi, perché gli stessi paesi europei si sono trasformati in piccoli stati.
  • Oggi, coloro che governavano il paese ancora in epoca sovietica - un grande paese prima del crollo - oggi sono in prima linea tra coloro che stanno combattendo la vaccinazione. Lo fanno per alzare i tassi di popolarità presso quella parte della popolazione che esprime dubbi sulla necessità di vaccinarsi. Ma è una posizione disonesta.

2022[modifica]

  • [Alle forze armate ucraine durante l'invasione russa dell'Ucraina del 2022] Prendete il potere nelle vostre mani. Sarà più facile per noi negoziare con voi che con questa banda di tossicodipendenti e neonazisti che si è stabilita a Kiev e ha preso l'intero popolo ucraino in ostaggio.[24]
  • A Hollywood fanno i film in cui l'esercito che ha sconfitto il fascismo è quello americano, ma se si guarda ai numeri dei soldati che combatterono nell'Est furono i russi. [...] Non citano nemmeno chi ha lanciato le bombe su Hiroshima e Nagasaki, dicono solo che sono stati degli indefiniti "alleati". [...] Cancellano la verità. Di recente hanno cancellato Joanne Rowling, l'autrice di libri per ragazzi pubblicati in tutto il mondo, solo perché non soddisfa le loro esigenze per quanto riguarda i diritti di genere. E stanno provando a cancellare il nostro paese, parlo della progressiva discriminazione verso tutto ciò che è russo. È una tendenza che si sta sviluppando in una serie di paesi occidentali. Praticano la "cancel culture", stanno addirittura rimuovendo Čajkovskij, Šostakóvič e Rachmaninov dai poster, gli scrittori russi e i loro libri vengono cancellati. L'ultima operazione per bruciare i libri fu condotta dai nazisti 90 anni fa. È impossibile immaginare qualcosa di simile nel nostro paese.[25]
  • La strategia della guerra lampo economica è fallita. Inoltre, le sanzioni hanno colpito anche i loro stessi promotori. Mi riferisco alla crescita dell'inflazione e della disoccupazione, al deterioramento delle dinamiche economiche negli Stati Uniti e nei paesi europei, al calo del tenore di vita in Europa, alla svalutazione dei loro risparmi [...]. La Russia ha retto a questa pressione senza precedenti. La situazione si sta stabilizzando: il tasso di cambio del rublo è tornato ai livelli della prima metà di febbraio e viene definito dalla bilancia commerciale oggettivamente forte [...].
The economic blitzkrieg strategy has failed. Moreover, sanctions also affected the initiators themselves. I mean the growth of inflation and unemployment, the deterioration of economic dynamics in the United States and European countries, the decline in the standard of living in Europe, the devaluation of their savings, [...] Russia has withstood this unprecedented pressure. The situation is stabilizing, the ruble exchange rate has returned to the levels of the first half of February and is being defined by the objectively strong payment balance, [...][26]
  • La pressione politica e sociale senza precedenti da parte dell’Occidente sta accelerando il processo di unificazione tra Russia e Bielorussia[27]

Da Perché la Russia ha attaccato: la traduzione integrale del discorso di Putin

Discorso sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022, Lindipendente.online, 24 febbraio 2022

Putin durante l'annuncio dell'invasione dell'Ucraina
  • Negli ultimi trent'anni siamo stati pazienti e abbiamo cercato di negoziare con i leader dei paesi della NATO sui principi di uguaglianza e sicurezza in Europa. In risposta alle nostre proposte, abbiamo ricevuto soltanto inganni e menzogne, a cui si aggiungono i tentativi di pressioni e ricatti. L'alleanza nordatlantica, nonostante tutte le nostre proteste e preoccupazioni, ha continuato la propria espansione, facendo avanzare la loro macchina da guerra verso i nostri confini.
  • Dopo il crollo dell'URSS gli Stati Uniti si proclamarono, insieme agli alleati, come i vincitori della Guerra Fredda e avvenne la redistribuzione dei territori nel mondo. Questa però avrebbe dovuto tener conto degli interessi di tutti i Paesi coinvolti, e invece no. Uno spirito di euforia e di assoluta supremazia prevalse e le cose si svilupparono in modo diverso. [...] I risultati dei loro interventi non solo hanno portato a numerose vittime, ma anche a una pesante ondata di terrorismo. L'impressione generale nei Paesi in cui vengono a imporre il loro ordine è quasi ovunque la medesima: sangue, ferite non cicatrizzate, terrorismo ed estremismo è tutto ciò che portano con sé.
  • Diversi politici, scienziati e giornalisti americani scrivono e parlano di cosa si nasconda realmente negli Stati Uniti: un impero delle bugie. Come non essere d'accordo? Loro restano tuttavia il grande Paese rappresentante la spina dorsale degli Stati satellite, che docilmente e in modo sottomesso li supportano in qualsiasi momento e occasione, anche copiando i loro comportamenti e accettando le regole imposte. Sono sicuro che si possa dire che tutto il cosiddetto blocco occidentale si sia plasmato sul modello degli Stati Uniti, assumendo sembianze imperiali. Dopo il crollo dell'URSS anche noi ci siamo aperti nei loro confronti, lavorando onestamente sia con gli Stati Uniti sia con i partner occidentali, anche a condizione di un disarmo unilaterale con cui di fatto hanno cercato di finirci e distruggerci completamente, finanziando perfino i mercenari separatisti nel sud della Russia. Noi abbiamo resistito e abbiamo spezzato la spina dorsale del terrorismo internazionale nel Caucaso. Ma loro continuano a minacciare i nostri valori per imporci i propri, tentando di corrompere la nostra gente. Questo non accadrà mai.
  • Per quanto riguarda la sfera militare, la Russia moderna anche dopo il crollo dell'URSS resta una potenza mondiale, con un proprio arsenale nucleare e altro ancora. Nessuno dovrebbe dubitare del fatto che un attacco diretto al nostro Paese si tradurrebbe in distruzione dell'aggressore. Ci sarebbero terribili conseguenze per chiunque.
  • Mentre la NATO si espande a est la situazione per il nostro Paese peggiora sempre di più, diventando pericolosa. Non possiamo più permettercelo: un'ulteriore espansione delle infrastrutture dell'Alleanza, compreso lo sviluppo militare nel territorio dell'Ucraina, è inaccettabile per noi. Questa presenza a est sta nutrendo nei territori storicamente affini alla Russia un sentimento di ostilità verso la nostra Patria. Si tratta di territori posti sotto il pieno controllo esterno fortemente plasmato dalle forze della NATO. Questa situazione porta la Russia di fronte un bivio: vita o morte?
  • In Ucraina, i nazisti del regime di Kiev non perdonano e non lo faranno mai[,] l'annessione della Crimea [fu] una riunificazione dettata dalla libera scelta degli abitanti. Quindi si riverseranno sicuramente nella penisola, come avvenuto in Donbass, per uccidere persone indifese e innocenti, così come fecero anni fa le bande nazionaliste ucraine, complici del massacro di Hitler durante la Seconda Guerra Mondiale. Loro rivendicano un certo numero di territori russi e le informazioni in nostro possesso lo dimostrano. Allora lo scontro con la Russia è inevitabilmente solo questione di tempo. Loro si stanno preparando e aspettano il momento giusto per attaccare. Non lasceremo che accada come nel 1941.
  • Ai sensi dell'articolo 51 della parte 7 della Carta delle Nazioni Unite, con l'approvazione del Consiglio della Federazione russa e in applicazione dei trattati di amicizia e assistenza reciproca ratificati dall'Assemblea federale il 22 febbraio di quest'anno con la Repubblica popolare di Donetsk e Repubblica popolare di Luhansk, ho deciso di condurre un'operazione militare speciale. L'obiettivo è proteggere le persone che per otto anni hanno subito abusi e genocidi da parte del regime di Kiev. Per questo ci adopereremo per la smilitarizzazione e la denazificazione dell'Ucraina, nonché per assicurare alla giustizia coloro che hanno commesso numerosi crimini sanguinosi contro i civili, compresi i cittadini della Federazione Russa. Voglio ribadire che i nostri piani non includono l'occupazione dei territori ucraini. Non imporremo nulla a nessuno con la forza.
  • Gli eventi di oggi non sono collegati al desiderio di violare gli interessi dell'Ucraina e del popolo ucraino, ma sono connessi alla protezione della stessa Russia da coloro che hanno preso in ostaggio lo Stato e stanno cercando di usarlo contro il nostro Paese e il suo popolo. Ripeto, le nostre azioni sono semplice autodifesa contro le minacce che si stanno creando nei nostri confronti.
  • I vostri padri, nonni, bisnonni hanno combattuto i nazisti, difendendo la nostra Patria comune, ma oggi i neonazisti hanno preso il potere in Ucraina. Voi avete giurato fedeltà al vostro popolo e non alla giunta antipopolare che saccheggia il Paese e deride queste stesse persone. Non seguite i suoi ordini criminali. Vi esorto a deporre immediatamente le armi e ad andare a casa. Mi spiego meglio: tutti i militari dell'esercito ucraino che lo faranno, potranno lasciare liberamente la zona di combattimento e tornare dalle loro famiglie. Ancora una volta, sottolineo con forza: ogni responsabilità per un possibile spargimento di sangue sarà interamente sulla coscienza del regime che regna sul territorio dell'Ucraina.
  • Chiunque tenti di ostacolarci, e ancor di più di creare minacce per il nostro Paese, per il nostro popolo, deve sapere che la risposta della Russia arriverà immediatamente e porterà a conseguenze che non avete mai visto nella storia.
  • Al centro della politica dell'"impero della menzogna" [...] c'è principalmente la forza bruta e schietta. In questi casi, diciamo: "C'è potere, la mente non è necessaria". Mentre noi sappiamo che la vera forza risiede nella giustizia e nella verità, che è dalla nostra parte.

Da Il messaggio di Putin agli oligarchi "traditori": "Si sentono parte della casta occidentale. Ma il popolo russo li sputerà via come moscerini"

Discorso sugli oligarchi russi durante l'invasione russa dell'Ucraina del 2022, Ilfattoquotidiano.it, 16 marzo 2022

  • Non sto affatto giudicando quelli che hanno una villa a Miami o in Costa Azzurra, che non possono fare a meno del foie gras, delle ostriche o delle cosiddette libertà di genere. Questo non è assolutamente il problema, ma, ripeto, il problema è che molte di queste persone sono mentalmente lì e non qui, non con il nostro popolo, non con la Russia. Questo è, secondo loro – secondo loro! – un segno di appartenenza a una casta superiore, a una razza superiore. Queste persone sono pronte a vendere le loro madri per avere il permesso di sedersi nell’anticamera di questa casta molto alta.
  • L'Occidente collettivo sta cercando di dividere la nostra società, speculando sulle perdite militari e sulle conseguenze socio-economiche delle sanzioni, per provocare una guerra civile in Russia e cerca di raggiungere l'obiettivo usando la sua "quinta colonna". E c'è solo un obiettivo, la distruzione della Russia. Ma qualsiasi nazione, e soprattutto il popolo russo, sarà sempre in grado di distinguere i veri patrioti dalle canaglie e dai traditori, e li sputerà semplicemente fuori, come un moscerino che gli è volato accidentalmente in bocca. [...] Sono convinto che questa naturale e necessaria auto-pulizia della società non potrà che rafforzare il nostro paese, la nostra solidarietà, la coesione e la prontezza di fronte a qualsiasi sfida.
  • Sì, molti Paesi del mondo si sono abituati da tempo a vivere con la schiena china e ad accettare servilmente tutte le decisioni del loro sovrano, purtroppo anche in Europa. Ma la Russia non sarà mai in uno stato così patetico e umiliato, e la lotta che stiamo conducendo è una lotta per la nostra sovranità, per il futuro del nostro paese e dei nostri figli.

Da Il discorso di Putin davanti allo stadio strapieno e il giallo delle parole tagliate

Discorso allo stadio Lužinskij sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022, Today.it, 18 marzo 2022

  • Gli abitanti della Crimea e di Sebastopoli hanno fatto la scelta giusta: hanno superato l'ostacolo in una regione che stava precipitando nel nazismo, quello che sta accadendo ora nel Donbass.
  • Hanno messo un ostacolo al nazionalismo e al nazismo che continua ad esserci nel Donbass, con operazioni punitive di quella popolazione. Sono stati vittime di attacchi aerei ed è questo che noi chiamiamo genocidio.
  • Le parole che arrivano dalle sacre scritture sono valori universali, care a tutti i popoli e a tutte le confessioni, ma anche e soprattutto a noi: la conferma è che i nostri soldati stanno combattendo spalla a spalla, sostendendosi e proteggendosi a vicenda sul campo di battaglia come fratelli. Noi non vedevamo da tempo tanta unità.

Da "L’Occidente voleva invaderci". Ecco il discorso integrale di Putin a Mosca

Discorso sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022, Nicolaporro.it, 9 maggio 2022

  • Il Giorno della Vittoria è vicino e caro a ciascuno di noi. Non c’è famiglia in Russia che non sia stata bruciata dalla Grande Guerra Patriottica. La sua memoria non svanisce mai.
  • Apertamente, erano in corso i preparativi per un’altra operazione punitiva nel Donbass, per un’invasione delle nostre terre storiche, compresa la Crimea. A Kiev hanno annunciato la possibile acquisizione di armi nucleari.
  • La Russia ha evitato preventivamente l’aggressione. È stata una decisione forzata, tempestiva e l’unica giusta. La decisione di un Paese sovrano, forte, indipendente.
  • Non rinunceremo mai all’amore per la Patria, alla fede e ai valori tradizionali, ai costumi dei nostri antenati, al rispetto per tutti i popoli e le culture. E in Occidente, questi valori millenari, a quanto pare, hanno deciso di cancellarli. Tale degrado morale è diventato la base per ciniche falsificazioni della storia della seconda guerra mondiale, incitando alla russofobia, elogiando i traditori, deridendo la memoria delle loro vittime, cancellando il coraggio di coloro che ci portarono alla Vittoria.
  • La morte di ciascuno dei nostri soldati e ufficiali è un dolore per tutti noi e una perdita irreparabile per parenti e amici. Lo Stato, le regioni, le imprese, le organizzazioni pubbliche faranno di tutto per prendersi cura di queste famiglie e aiutarle. Daremo un sostegno speciale ai figli dei compagni morti e feriti.
  • Ricordiamo come i nemici della Russia hanno cercato di usare contro di noi bande di terroristi internazionali, hanno cercato di seminare inimicizia nazionale e religiosa per indebolirci e dividerci dall’interno. Niente è riuscito. Oggi, i nostri combattenti di diverse nazionalità sono insieme in battaglia, coprendosi a vicenda da proiettili e schegge come fratelli. E questa è la forza della Russia, la grande, indistruttibile forza del nostro popolo unito e multinazionale.

Da Putin: "Finlandia e Svezia nella Nato, nessuna minaccia per noi ma risponderemo"

Dichiarazioni sull'adesione della Finlandia e della Svezia alla Nato e sull'invasione russa dell'Ucraina del 2022, Fanpage.it, 16 maggio 2022

  • La Russia non ha problemi con la Finlandia e Svezia, la loro possibile adesione alla NATO non crea alcuna minacce per Mosca nell'immediato. Tuttavia, l'espansione delle infrastrutture militari in questo territorio solleciterà sicuramente la nostra risposta.
  • Nel corso dell'operazione speciale in Ucraina sono state ottenute prove documentali che dimostrano che, in violazione delle convenzioni che vietano le armi batteriologiche e tossiche, sono state effettivamente create componenti di armi di questo tipo nelle immediate vicinanze dei nostri confini e sono stati testati i modi per destabilizzare la situazione epidemiologica nelle ex repubbliche sovietiche.
  • Ci sono estremisti in tutti i Paesi, eppure l'Ucraina ha fatto dei suoi nazisti degli eroi nazionali. Il neonazismo rampante è stato osservato da tempo in Ucraina, l'Occidente chiude un occhio su questo.

Attribuite[modifica]

  • Chi vuole restaurare il comunismo è senza cervello. Chi non lo rimpiange è senza cuore.[28]
  • Perdonare i terroristi spetta a Dio, a me spetta mandarceli.
[Citazione errata] La citazione si è diffusa sul web nel novembre 2015, soprattutto quando Remi Maalouf, una giornalista russa, ha riportato in un tweet la citazione, attribuendola a Putin. In seguito la giornalista, dopo aver appurato che la citazione era falsa, si è scusata per aver contribuito a diffonderla. Una frase simile veniva detta comunemente durante l'addestramento dei soldati del ROTC negli anni '80: «Your enemy's duty is to die in defense of his country. Your duty is to see that your enemy does his duty.» («Il compito del vostro nemico è quello di morire in difesa della propria patria. La vostra missione è quella di assicurarvi che il vostro nemico porti a termine il suo compito.»). Inoltre nel film Man on Fire - Il fuoco della vendetta (2004), il personaggio John W. Creasy, interpretato da Denzel Washington, pronuncia una battuta alquanto simile: «Il perdono è una cosa tra loro e Dio, io provvedo ad organizzare l'incontro.»[29]
  • Se volessi le truppe russe potrebbero essere in due giorni non solo a Kiev, ma anche a Riga, Vilnius, Tallinn e Varsavia o Bucarest.[30]

Oliver Stone intervista Vladimir Putin[modifica]

  • Sa, a Gorbaciov e al suo entourage era ormai chiaro che servivano dei cambiamenti. Oggi posso dire con certezza che non avevano capito quali dovessero essere quei cambiamenti, e che non sapevano come ottenerli. [...] Per questo fecero molte cose che danneggiarono parecchio il paese, nonostante agissero per il bene della nazione e avessero ragione a pensare che bisognasse cambiare. (2 luglio 2015; p. 21)
  • [Sulla dissoluzione dell'Unione Sovietica] Era ormai chiaro che il sistema non era efficiente e che si trovava in un vicolo cieco. L'economia non cresceva, il sistema politico ristagnava, era congelato e incapace di svilupparsi. Il monopolio di una sola forza incapace di svilupparsi. Il monopolio di una sola forza politico, di un solo partito, è nocivo per un paese. (2 luglio 2015; p. 24)
  • [Su Michail Gorbačëv] Lo ripeto, il suo merito è di aver percepito l'esigenza di un cambiamento. E ha provato a cambiare il sistema. No, nemmeno a cambiarlo, ha provato a rinnovarlo, a revisionarlo. Il problema è che il sistema mancava di efficienza alla radice, e come si può cambiare radicalmente un sistema senza cambiare il paese? All'epoca nessuno lo capiva, incluso Gorbaciov, e così hanno spinto il paese verso il collasso. (2 luglio 2015; pp. 24-25)
  • Spesso mi vengono rivolte delle critiche. Dicono che rimpiango il collasso dell'Unione Sovietica. Tanto per cominciare, la cosa più significativa è che dopo la disintegrazione dell'Unione Sovietica, venticinque milioni di russi si trovarono in un batter d'occhio a vivere all'estero, in un altro paese. È stata una delle più grandi catastrofi del XX secolo. La gente viveva qui, aveva parenti, lavoro, appartamenti e gli stessi diritti. Poi, un attimo dopo era all'estero, in casa propria. Ci furono dei segnali e poi delle vere e proprie guerre civili. (2 luglio, 2015; p. 26)
  • [Su Boris Nikolaevič El'cin] Come chiunque altro aveva i suoi difetti, ma anche un lato forte. Uno dei suoi pregi era che non cercò mai di evitare le responsabilità, le responsabilità personali. Sapeva assumersi le sue responsabilità, anche se aveva i suoi demoni. (2 luglio 2015; p. 27)
  • Stalin è un prodotto della sua epoca. Si può demonizzarlo quanto si vuole. Si può anche parlare dei suoi meriti nella vittoria sul fascismo. Rispetto alla demonizzazione, ricordiamoci che la storia ha conosciuto gente come Oliver Cromwell, un uomo assetato di sangue che giunto al potere sull'onda di una rivoluzione si trasformò in tiranno e dittatore. Eppure in tutto il Regno Unito esistono ancora monumenti in suo onore. Napoleone è stato in pratica divinizzato. E cos'ha fatto? Ha cavalcato lo slancio del fervore rivoluzionario per conquistare il potere. E non solo ha ristabilito la monarchia, si è addirittura proclamato imperatore, per poi trascinare la Francia in una catastrofe nazionale, un'assoluta sconfitta. Ci sono moltissime situazioni, molti personaggi, sin troppi, nella storia mondiale. Credo che l'eccessiva demonizzazione di Stalin sia uno dei modi per attaccare l'Unione Sovietica e la Russia, per mostrare che la Russia di oggi ha qualcosa che riconduce allo stalinismo. Certo, ognuno ha le sue macchie, ma devo dire che la Russia è cambiata drasticamente. Qualcosa sarà anche rimasto nel modo di pensare, ma un ritorno allo stalinismo è fuori discussione, perché la mentalità delle persone è diversa. E per quanto riguarda Stalin, arrivò al potere presentando idee meravigliose. Parlava del bisogno di fraternità, di uguaglianza, di pace... Poi diventò un dittatore. [...] Eppure Stalin fu capace di riunire i popoli dell'Unione Sovietica, riuscì a organizzare la resistenza al fascismo e non si comportava come Hitler. Dava ascolto ai generali, in alcuni casi attenne alle loro decisioni. Questo non significa che dobbiamo dimenticare tutte le atrocità dello stalinismo, l'uccisione di milioni di compatrioti, i campi di sterminio. Sono cose che non possiamo dimenticare. (2 luglio 2015; pp. 41-42)
  • [Sull'annessione della Crimea alla Russia] La prima cosa di cui cominciarono a parlare i nuovi arrivati al potere fu la necessità di adottare una legge che limitasse l'uso della lingua russa. Gli europei glielo impedirono, ma il segnale inviato alla società era chiaro e la gente comprese la direzione che stava prendendo il paese, specie in luoghi come la Crimea, dove la stragrande maggioranza della popolazione è di nazionalità russa. E gli ucraini che vivono in quei luoghi, nel complesso, ritengono che la loro lingua madre sia il russo. La popolazione della Crimea era particolarmente preoccupata per questa situazione. Inoltre, fu minacciata direttamente. Tutto ciò portò alle circostanze che tutti conoscono. (4 luglio 2015; p. 93)
  • [Sull'annessione della Crimea alla Russia] Per quanto riguarda la Crimea, vorrei farle una domanda. Cos'è la democrazia? La democrazia è una politica che si basa sulla volontà del popolo. E come si fa a conoscere la volontà del popolo? Nel mondo moderno, usando le elezioni. La gente ha votato un referendum, e non c'erano né fruste, né fucili. Non si possono usare questi mezzi per mandare la gente a votare. L'affluenza è stata superiore al 90%. E più del 90% ha votato a favore della riunificazione con la Russia. (4 luglio 2015; pp. 97-98)
  • Le forze armate degli Stati Uniti invadendo l'Iraq lo hanno violato. Non c'erano le elezioni là. In Crimea invece sì, e abbiamo creato le condizioni perché la gente potesse andare a votare. (4 luglio 2015; p. 98)
  • Una volta che un paese è diventato membro della NATO, diventa difficile resistere alla pressione di una presenza imponente come quella degli Stati Uniti, e sul territorio del nuovo Stato membro all'improvviso potrà essere installato ogni genere di sistema d'arma, come un sistema anti missili balistici, nuove basi militari e, se necessario, nuovi sistemi offensivi. E noi cosa dovremmo fare in questi casi? In questi casi dovremmo prendere delle contromisure, e questo significa che dovremmo nel mirino dei nostri sistemi missilistici delle strutture che, dal nostro punto di vista, potrebbero costituire una minaccia, rendendo la situazione sempre più tesa. E tutto questo nell'interesse di chi, e perché? (4 luglio 2015; pp. 109-110)
  • [Sui diritti LGBT in Russia] La situazione in Russia non è come in alcuni Stati islamici, dove l'omosessualità è punita con la morte. La società russa è di mentalità più aperta e liberale, e se qualcuno dichiara di essere omosessuale, non è una tragedia. (10 maggio 2016; p. 232)
  • [Sui diritti LGBT in Russia] In qualità di capo di Stato, oggi ritengo che sia mio dovere preservare i valori tradizionali e i valori famigliari. Sa perché? Perché i matrimoni tra persone dello stesso sesso non producono figli. Dio ha deciso così e dobbiamo preoccuparci del tasso di natalità; nel nostro paese ci preoccupiamo della salute dei nostri cittadini e delle famiglie. Dobbiamo rafforzare le famiglie. È un atteggiamento naturale che tutte le autorità, ovunque, dovrebbero avere, se ci tengono a rafforzare un paese. Ma questo non significa che si debba perseguitare qualcuno, e in Russia non perseguitiamo nessuno. (10 maggio 2016; p. 233)
  • All'interno della comunità gay non tutti la pensano allo stesso modo sull'adozione. Personalmente ritengo che un bambino sia più libero se cresce in una famiglia tradizionale, perché ha più possibilità di scelta. (10 maggio 2016; pp. 233-234)
  • [Sulla seconda guerra in Ossezia del Sud] Il presidente Saakashvili ha ordinato alle sue truppe di attaccare il territorio dell'Ossezia del Sud. Durante il primo attacco che hanno sferrato, hanno distrutto lo spazio dedicato ai peacekeepers, i mediatori di pace russi. In quello scontro sono morte dieci o quindici persone. Le truppe georgiane hanno utilizzato diversi lanciarazzi e la gente non ha avuto nemmeno il tempo di uscire dagli alloggi. Dopo di che la Georgia ha eseguito un assalto militare su larga scala. Mi piacerebbe sentir dire dai rappresentanti di altri paesi cosa farebbero dopo aver ricevuto un attacco che ha ucciso tutti i loro pacieri. Quindi, è vero che abbiamo aiutato l'Ossezia del Sud, ma stavamo anche, e voglio sottolinearlo, svolgendo i nostri doveri di tutori della pace. E, a parte questo, abbiamo subito delle perdite ingiustificate. Potevamo considerarlo come un attacco alla Federazione Russa. (11 maggio 2016; p. 255)
  • [Sulla seconda guerra in Ossezia del Sud] La Russia aveva dimostrato moderazione, pazienza, anche durante l'attacco armato contro i nostri pacieri e l'uccisione di persone innocenti. In seguito, e mi ripeterò, è venuto fuori che nessuno stava provando a fermare quell'agente provocatore. Alla fine il presidente Medvedev ha preso la decisione giusta. (11 maggio 2016; p. 257)
  • I giornalisti occidentali, sono persone di vero talento. Sono capaci di convincere la gente che il nero è bianco e viceversa. Per fare un esempio, in eventi tragici come l'assalto in Ossezia del Sud, Saakashvili ha detto pubblicamente di avere lui stesso ordinato alle truppe di agire. Uno dei suoi dignitari ha persino parlato in TV confermando la stessa cosa. Capirà quindi la mia incredulità quando ho sentito che i media accusavano la Russia dell'attacco. E milioni di telespettatori nel mondo ci hanno creduto. È sbalorditiva, questa capacità che hanno i giornalisti americani ed europei. Davvero un grande talento. Ma quando i nostri giornalisti tentano di proteggere gli interessi nazionali russi, quando prendono posizione, vengono subito accusati di essere i portavoce della propaganda del Cremlino, con mio grande disappunto. (11 maggio 2016; pp. 258-259)

Per l'unità dei russi[modifica]

Da Sulla storica unità tra russi ed ucraini

Articolo pubblicato sul sito presidenziale kremlin.ru il 12 luglio 2021, col titolo "Об историческом единстве русских и украинцев"

  • Russi e ucraini sono un unico popolo – un unico insieme. Queste parole non sono state dettate da considerazioni a breve termine o dal contesto politico attuale. È ciò che ho detto in numerose occasioni e ciò che credo fermamente.
  • La politica di localizzazione giocò senza dubbio un ruolo importante nello sviluppo e nel consolidamento della cultura, della lingua e dell'identità ucraina. Allo stesso tempo, con il pretesto di combattere il cosiddetto sciovinismo russo da grande potenza, l'ucrainizzazione fu spesso imposta a coloro che non si consideravano ucraini. Questa politica nazionale sovietica assicurò a livello statale la disposizione su tre popoli slavi separati: Russo, Ucraino e Bielorusso, invece della grande nazione russa, un popolo trino che comprendeva Velikorussi, Malorussi e Bielorussi.
  • I bolscevichi trattavano il popolo russo come materiale inesauribile per i loro esperimenti sociali. Sognavano una Rivoluzione mondiale che avrebbe spazzato via gli Stati nazionali. Ecco perché erano così generosi nel tracciare le frontiere e nell'elargire doni territoriali. Non è più importante quale fosse esattamente l'idea dei leader bolscevichi che facevano a pezzi il Paese. Possiamo essere in disaccordo su dettagli.
  • L'Ucraina e la Russia si sono sviluppate come un unico sistema economico nel corso di decenni e secoli. La profonda cooperazione che abbiamo avuto 30 anni fa è un esempio a cui l'Unione europea deve guardare. Siamo partner economici naturali e complementari. Una relazione così stretta può rafforzare i vantaggi competitivi, aumentando il potenziale di entrambi i Paesi.
  • In sostanza, i circoli dirigenti dell'Ucraina decisero di giustificare l'indipendenza del loro Paese attraverso la negazione del suo passato, fatta eccezione per le questioni di confine. Cominciarono a mitizzare e riscrivere la storia, eliminando tutto ciò che ci univa e riferendosi al periodo in cui l'Ucraina faceva parte dell'Impero russo e dell'Unione Sovietica come un'occupazione. La tragedia comune della collettivizzazione e della carestia dei primi anni '30 fu dipinta come il genocidio del popolo ucraino.
  • Non sarebbe esagerato dire che il percorso di assimilazione forzata, la formazione di uno Stato ucraino etnicamente puro, aggressivo verso la Russia, è paragonabile nelle sue conseguenze all'uso di armi di distruzione di massa contro di noi.
  • Il progetto anti-Russia è stato rifiutato da milioni di ucraini. Il popolo della Crimea e i residenti di Sebastopoli hanno fatto la loro scelta storica. E la gente del sud-est ha cercato pacificamente di difendere la propria posizione. Eppure, tutti loro, compresi i bambini, sono stati etichettati come separatisti e terroristi. Sono stati minacciati di pulizia etnica e di uso della forza militare. E gli abitanti di Donetsk e Lugansk hanno preso le armi per difendere la loro casa, la loro lingua e la loro vita. Non avevano altra scelta dopo le rivolte che hanno travolto le città dell'Ucraina, dopo l'orrore e la tragedia del 2 maggio 2014 a Odessa dove i neonazisti ucraini hanno bruciato vive le persone facendo una nuova Khatyn.
  • Oggi, il patriota “giusto” dell'Ucraina è solo quello che odia la Russia.
  • Sono sicuro che la vera sovranità dell'Ucraina è possibile solo in collaborazione con la Russia. I nostri legami spirituali, umani e di civiltà si sono formati per secoli e hanno le loro origini nelle stesse fonti; sono stati induriti da prove, conquiste e vittorie comuni. La nostra parentela è stata trasmessa di generazione in generazione. È nei cuori e nella memoria delle persone che vivono nella Russia moderna e in Ucraina, nei legami di sangue che uniscono milioni delle nostre famiglie. Insieme siamo sempre stati e saremo molte volte più forti e di successo. Perché siamo un solo popolo.

Da Per il Donbass. Per la Russia

Discorso pronunciato in diretta nazionale in occasione del riconoscimento delle due Repubbliche separatiste del Donbass (Repubblica Popolare del Donetsk e Repubblica Popolare del Lugansk), alle 20 circa (ore di Mosca) del 21 febbraio 2022

  • L'Ucraina non è solo un Paese vicino per noi. È parte integrante della nostra storia, della nostra cultura e del nostro spazio spirituale. Questi sono i nostri compagni e i nostri cari, compresi non solo i colleghi, gli amici e gli ex colleghi d'armi, ma anche i nostri parenti e le persone legate a noi da vincoli di sangue e familiari.
  • L'Ucraina moderna è stata creata interamente dalla Russia, o più precisamente, dalla Russia bolscevica e comunista. Il processo iniziò quasi immediatamente dopo la Rivoluzione del 1917, e Lenin e i suoi soci lo fecero in modo molto crudo alla Russia stessa – con la secessione, strappando parte dei propri territori storici. Alle milioni di persone che vivevano lì, ovviamente, non è stato chiesto nulla.
  • La politica bolscevica ha portato alla nascita dell'Ucraina sovietica, che ancora oggi può essere giustamente chiamata "Ucraina di Vladimir Lenin". È il suo autore e architetto. Questo è pienamente confermato dai documenti d'archivio, comprese le dure direttive di Lenin sul Donbass, che fu letteralmente schiacciato sull'Ucraina. E ora "discendenti riconoscenti" hanno demolito (e demoliscono) i monumenti a Lenin in Ucraina. La chiamano "decomunizzazione".
  • Anche due anni prima del crollo dell'URSS, il suo destino era praticamente segnato. Ora sono i radicali e i nazionalisti, anche e soprattutto in Ucraina, a prendersi il merito della conquista dell'indipendenza. Come possiamo vedere, questo non è il caso. Il crollo del nostro Paese unito è stato causato da errori storici e strategici dei dirigenti bolscevichi, la direzione del Partito Comunista, fatti in diversi momenti nella costruzione dello Stato, nella politica economica e nazionale. Il crollo della Russia storica chiamata URSS è sulla loro coscienza.
  • Le autorità ucraine inizialmente, e voglio sottolinearlo, fin dai primi passi, hanno cominciato a costruire la loro statualità sulla negazione di tutto ciò che ci unisce, hanno cercato di distorcere la coscienza e la memoria storica di milioni di persone, intere generazioni che vivono in Ucraina. Non sorprende che la società ucraina abbia affrontato l'ascesa di un nazionalismo estremo, che ha rapidamente preso la forma di una russofobia aggressiva e del neonazismo.
  • L'Ucraina non ha essenzialmente mai avuto una tradizione stabile di una sua autentica statualità. E da quell'anno 1991 ha seguito la strada della copia meccanica di modelli alieni, distaccata sia dalla storia sia dalle realtà ucraine.
  • L'intero scopo della cosiddetta scelta di civiltà filo-occidentale del governo oligarchico ucraino non era e non è quello di creare condizioni migliori per il benessere del popolo, ma piuttosto di servire servilmente i rivali geopolitici della Russia, mantenendo i miliardi di dollari rubati agli ucraini e nascosti dagli oligarchi nei conti bancari occidentali.
  • Non c'è una statualità sostenibile in Ucraina, e le procedure politiche ed elettorali servono solo come una copertura, uno schermo per la ridistribuzione del potere e della proprietà tra i vari clan oligarchici.
  • La corruzione, che è senza dubbio una sfida e un problema per molti Paesi, compresa la Russia, ha assunto un carattere particolare in Ucraina. Ha letteralmente permeato, corroso lo Stato ucraino, l'intero sistema, tutti i rami del potere.
  • Il Maidan non ha portato l'Ucraina più vicina alla democrazia e al progresso. Con il colpo di Stato, i nazionalisti e le forze politiche che li sostenevano hanno finalmente portato la situazione a un punto morto e hanno spinto l'Ucraina nell'abisso della guerra civile. Otto anni dopo quegli eventi, il Paese è diviso. L'Ucraina sta vivendo un'acuta crisi socio-economica
  • [Sull'annessione della Crimea alla Russia] Il popolo della penisola ha fatto la sua libera scelta: stare con la Russia. Le autorità di Kiev non hanno nulla per contrastare questa chiara ed esplicita volontà del popolo, quindi puntano su azioni aggressive, sull'attivazione di cellule estremiste, comprese le organizzazioni radicali islamiche, sull'invio di gruppi sovversivi per commettere atti terroristici presso infrastrutture critiche e per rapire cittadini russi.
  • Sappiamo anche che ci sono già state dichiarazioni che l'Ucraina sta per sviluppare le proprie armi nucleari, e questa non è una vuota spavalderia. L'Ucraina possiede la tecnologia nucleare sovietica e i mezzi di consegna di tali armi, tra cui l'aviazione e i missili Tochka-U, anch'essi di progettazione sovietica, con una portata di più di 100 chilometri. Ma ne faranno di più, è solo una questione di tempo.
  • Kiev ha da tempo proclamato un percorso strategico verso l'adesione alla NATO. Sì, certo, ogni Paese ha il diritto di scegliere il proprio sistema di sicurezza e di stringere alleanze militari. E sembrerebbe così, se non fosse per un "ma". I documenti internazionali sanciscono espressamente il principio della sicurezza uguale e indivisibile, che, come sappiamo, include l'obbligo di non rafforzare la propria sicurezza a spese della sicurezza di altri Stati. [...] In altre parole, le scelte di sicurezza non dovrebbero minacciare altri Stati, e l'adesione dell'Ucraina alla NATO è una minaccia diretta alla sicurezza della Russia.
  • Nei documenti della NATO il nostro Paese è ufficialmente dichiarato direttamente come la principale minaccia alla sicurezza euro-atlantica. E l'Ucraina servirà da trampolino per un tale colpo.

Citazioni su Vladimir Putin[modifica]

  • Abbiamo visto in questi anni il modo in cui ha governato: avvelenando, incarcerando ed eliminando tutti coloro che gli davano fastidio. (Javier Marías)
  • Chiunque legga i saggi storicizzanti di Putin, chi abbia assistito alla sua dichiarazione di guerra televisiva all'Ucraina, o chi abbia recentemente – come ho fatto io – avuto ore di colloqui diretti con lui, non può più avere alcun dubbio sul fatto che Putin voglia costruire un impero russo. (Olaf Scholz)
  • È al potere dal 1999 e sta cercando di prolungare il suo regno anche dopo la fine del suo mandato attuale, nel 2024. I benefici della stabilità politica che lui incarna, e della riconquistata influenza russa negli affari internazionali, non sono avvertiti dalla maggioranza dei suoi cittadini. Le risorse naturali del Paese – petrolio, gas, diamanti – sono in mano a pochi oligarchi legati al presidente. Lui e i suoi compari hanno accumulato immense fortune, mentre quasi venti milioni di loro connazionali vivono sotto la soglia della povertà. (Lilli Gruber)
  • È da almeno quindici anni che va teorizzando la ricostruzione di una grande potenza slava dominata dalla Russia e fondata su ordine, gerarchia, ideologia illiberale e disprezzo per l'Occidente corrotto. La sua retorica si nutre di pezzi di storia molto diversi. Da una parte risale al nazionalismo grande-russo precedente il 1914, dall'altra recupera l'eredità di Stalin scegliendo come evento legittimante del nuovo Stato russo la vittoria sovietica nella seconda guerra mondiale: una guerra di liberazione dai nazisti, certo; ma anche - come ci ha raccontato Vasilij Grossman - una guerra di oppressione dei popoli dell'Europa orientale. A queste radici storiche s'aggiunga la retorica dell'umiliazione che il popolo russo avrebbe subito dopo il crollo dell'Urss. Quello della nazione umiliata è un mito che muove le guerre. Basti pensare all'uso che ne fece Hitler. (Andrea Graziosi)
  • È meglio che le critiche alla cancel culture occidentale non arrivino da chi al momento sta massacrando i civili per il crimine di resistere, e sta mettendo in carcere e avvelenando i propri oppositori. (J. K. Rowling)
  • Fermo restando le dovute differenze storiche Putin è più simile a Hitler che a Mussolini. Sul piano della propaganda è ricorso al pretesto della difesa delle minoranze germanofone nei Sudeti e a Danzica per giustificare l'aggressione a Cecoslovacchia e Polonia. Lo stesso schema che Putin ha applicato invadendo l'Ucraina. Inoltre, Putin come Hitler, se incontra resistenza rade al suolo le città. (Antonio Scurati)
  • Gli occidentali si credono con le spalle al muro, in guerra aperta con l'Islam, in conflitto strisciante con Africa e Asia. Il più delle volte inconsapevolmente, in qualche caso consapevolmente, gli occidentali hanno dunque voglia di un vero capo, di qualcuno che li guidi in battaglia, di un generale che non biascichi le parole e non sia smidollato, ed è in questo ruolo che Vladimir Putin si offre loro, inebriando le nuove estreme destre e seducendo al di là di esse. In virtù di uno straordinario paradosso storico, Mosca diventa la Mecca delle destre nazionaliste dopo essere stata la Mecca del Comunismo, e il presidente russo, le sue delegazioni, i suoi deputati e la sua televisione coltivano una connivenza attiva con queste forze riemerse dal periodo prebellico fascista. Come i partiti comunisti di ieri, le nuove estreme destre sono diventate gli intermediari del Cremlino in territorio occidentale, e questa offensiva ideologica centra il bersaglio, riscuote successo perché il terreno le è favorevole. (Bernard Guetta)
  • I dittatori cercano di imparare dalla storia, ma sono cattivi studenti. Putin e la sua banda hanno cercato di creare la dittatura moderna del XXI secolo. ... Ma la lezione principale della storia per i dittatori, Putin non l'ha imparata. Sono tutti finiti male. Probabilmente ora si sogna Saddam impiccato o Gheddafi linciato. (Michail Pavlovič Šiškin)
  • Immaginate questa sceneggiatura cinematografica: un ex agente segreto del KGB, rabbioso a causa del collasso della sua madrepatria, progetta un piano di vendetta. Approfittandosi del clima di caos, scala la gerarchia di potere della Russia post-sovietica e diventa presidente. Istituisce un regime autoritario, poi prende la mira sul suo nemico giurato: gli Stati Uniti. E in qualità di spia utilizza gli strumenti di guerra cibernetica per attaccare la democrazia nel mondo. Attraverso la diffusione di propaganda e notizie false sui social network convince i cittadini delle società democratiche a diffidare dei media, del processo politico stesso e persino dei loro vicini. E vince. Vladimir Putin è tale spia e questo non è un copione cinematografico. (Morgan Freeman)
  • In questi anni Putin ha tentato di destabilizzare l'Unione Europea, alimentare i movimenti secessionisti, influire nelle elezioni. Questo è quello che è accaduto, questo è ciò che rimane. (Javier Marías)
  • Io sono animalista e penso che tra Putin e qualsiasi animale c'è un abisso, sicuramente quello atroce è lui. (Luigi Di Maio)
  • La banda criminale di Putin ha preso in ostaggio l'intero Paese e ha cominciato a costruire la propria Russia, a sua immagine e somiglianza. Per vent'anni si sono investiti milioni non nella sanità, nell'istruzione e nelle infrastrutture, ma in yacht, ville e club calcistici all'estero. Però la colpa della miseria e della disperazione, come afferma la tv, è dell'Occidente, dell'America. E il nemico numero uno del regime di Putin è l'Ucraina, dato che un'Ucraina prospera e democratica è un esempio pericoloso per i russi. (Michail Pavlovič Šiškin)
  • Lui, e nessun altro, ha preso le decisioni più importanti e continua a farlo. Anche se ha dei sostegni interni, Vladimir Putin ha scatenato questa guerra perché pensa che l’Ucraina sia uno Stato illegittimo. È anche spinto da motivi economici, dato che si tratta di un Paese molto ricco. (Margaret MacMillan)
  • Medievalismo, comunismo, stalinismo, carri armati, bombe, esercito, ecco che cosa ci porta quest'uomo. Se lo ricordi però il ceto medio europeo, ovvero tutti i lettori di questo articolo: Putin vi minaccia e minaccia il vostro stile di vita perché quest'uomo lo trova inammissibile. Non sopporta la prosperità, la crescita economica, la ricchezza culturale, le società critiche che contestano il potere politico. Non sopporta la stampa libera, i romanzi, i film, i profumi, le spiagge, gli alberghi, le scarpe nuove e i baci degli omosessuali per strada. Non sopporta il concetto di cittadinanza fondato sul piacere e sul lusso di vivere. Non sopporta la democrazia. In realtà, è un poveraccio che non ha capito niente. (Manuel Vilas)
  • Nella Russia di Putin gli oppositori vengono arrestati alla vigilia delle elezioni e i giornalisti che scrivono contro Putin incredibilmente muoiono sempre di morte violenta e misteriosa. (Marco Travaglio)
  • Non rimpiange il comunismo, la bandiera rossa, la falce e il martello: ma la solidità del comando che quella dottrina conferiva a Mosca, l'autorità che quello stendardo portava con sé, la differenza originaria e perpetua che quel simbolo attribuiva alla Russia, dandole la potestà di rappresentare l'altra metà del mondo, nella lunga contesa bipolare con l'Ovest. Putin non ha bisogno dell'investitura bolscevica per esercitare un dominio assoluto sul Paese, garantito da un metodo autoritario che ha raso al suolo ogni opposizione, concentrando direttamente sulla sua persona l'esercizio del potere assoluto. (Ezio Mauro)
  • Oggi la Russia, guidata da un ex membro del Kgb già in servizio a Dresda, invade i suoi vicini e uccide gli oppositori politici. (Mike Pompeo)
  • Per Eltsin una cosa valeva l'altra, ma con Putin ha cominciato a prevalere l'interesse russo. Come è naturale che sia. Putin è un leader forte, acuto, coraggioso: ha capito che la Russia ha un interesse geostrategico e che è necessario perseguirlo. Perché abbandonare l'Abkhazia? Perché lasciare che ai confini della Russia arrivi la Nato? Il mio è un Paese leale alla Russia, e bisogna guardare alle prospettive future. (Sergej Bagapš)
  • Per me è la persona che ha fondato nel mio Paese un sistema corrotto che ne impedisce lo sviluppo e che voglio distruggere. (Aleksej Naval'nyj)
  • Perché Putin sente il bisogno di sfruttare la religione ortodossa e la sua estetica? Dopo tutto, egli avrebbe potuto impiegare i suoi strumenti di potere, decisamente più secolari – per esempio, le imprese controllate dallo Stato, o il suo minaccioso sistema poliziesco, oppure il suo obbediente sistema giudiziario. Può darsi che le dure e fallimentari politiche del governo Putin, l’incidente del sottomarino Kursk, il bombardamento di civili alla luce del giorno e altri spiacevoli momenti della sua carriera politica lo abbiano costretto a riflettere sulla possibilità che fosse venuto il momento di dare le dimissioni; altrimenti, i cittadini russi lo avrebbero aiutato a farlo. Apparentemente, è stato allora che ha sentito il bisogno di garanzie più persuasive e trascendenti per la sua lunga permanenza al vertice del potere. É stato allora che è diventato necessario fare uso dell’estetica della religione ortodossa, che è storicamente associata al massimo splendore della Russia imperiale, quando il potere veniva non dalle manifestazioni terrene come le elezioni democratiche e la società civile, ma da Dio stesso (Ekaterina Samucevič)
  • Pietro il Grande si era avvicinato all’Europa trovando ispirazione per la creazione del suo impero. Tre secoli dopo, Putin ha fatto una scelta diversa, quella dell’isolamento e dell’aggressività. (Pierre Haski)
  • Può essere riuscito a ridurre al silenzio un uomo, ma l'urlo della protesta di tutto il mondo, signor Putin, le rimbomberà nelle orecchie per il resto della vita. (Aleksandr Litvinenko)
  • Putin, come lo avevo definito tempo fa, è un serpente a sonagli che circonda i suoi avversari, non sempre il serpente a sonagli morde velenoso. Spesso, specie se viene accarezzato, circonda con disinvoltura il corpo di chi lo sopporta, ma può colpire di sorpresa e mordere con morsi velenosi e quindi uccidere. E così è accaduto, il serpente con il suo morso velenoso ha colpito, l'aggressione militare all'Ucraina è stata ed è ancora in queste ore di una violenza inaudita. (Eugenio Scalfari)
  • Putin costituisce per l'Europa un pericolo maggiore dell'Is, minaccia l'esistenza stessa dell'Europa. Putin ha fisiologicamente bisogno del crollo delle sue istituzioni. (Garri Kimovič Kasparov)
  • Putin è stato nell'ultimo decennio il punto di riferimento dei sovranisti e dei nazionalisti europei. Non bastasse, il regime russo ha inquinato molte elezioni democratiche in Europa e ha sostenuto con i propri finanziamenti più di un partito democratico. Ha anche appoggiato alcuni movimenti secessionistici, a partire da quello catalano, che peraltro, va precisato, si sono fatti sostenere in totale buona fede. Vladimir Putin è stato il sovranista per eccellenza ed è impossibile disconoscerlo. (Bobo Craxi)
  • Putin era ed è l'erede dell'Impero russo comunista. Era, evidentemente, un'illusione pensare che il crollo delle Repubbliche Sovietiche avesse rimosso l'elemento permanente della visione imperiale, un tempo ideologica, ora solo imperiale. (Bobo Craxi)
  • Putin era un giovane membro del Kgb quando ci fu il crollo dell’Unione Sovietica, che lo colse in Germania. Ha detto che la caduta del Muro è stata la più importante catastrofe geopolitica del XX secolo. Gli è andata bene nella nuova Russia, ma ha un grande risentimento e vede l’Unione Europea come il nemico; non sopportava che l’Ucraina guardasse a Ovest e non a Est. (Margaret MacMillan)
  • Putin imita Hitler: il piccolo ufficiale del Kgb di Dresda non agita a vuoto la sua minaccia atomica. (Wolf Biermann)
  • Putin mantiene legami con i partiti nazionalisti di destra in Francia, con il Front National di Marine Le Pen, e in Gran Bretagna. In Grecia ha rapporti con Anel, il partito della destra nazionalista che fa parte del governo, ma anche con la sinistra ex comunista anch'essa nella maggioranza ad Atene. [...] Putin ha un piano. La sua ambizione prima di tutto è dividere e destabilizzare l'Ucraina. Oltre a questo, mira anche a dividere la UE, diffondere l'influenza russa e, se possibile, sostituire gli Stati Uniti come il principale fattore esterno sull'Unione europea. È noto che può già pesare molto sull'Ungheria, la Slovacchia e la Repubblica Ceca attraverso il controllo delle forniture di energia. (George Soros)
  • Putin non si è accorto che l'Urss è crollata, che la guerra fredda è finita e che l'Ucraina è indipendente. Con Kuchma era abituato a dare ordini, non si rassegna al confronto con un partner fondato su diritto e democrazia. (Viktor Juščenko)
  • Putin si fa forte di una propaganda antifascista, ma i suoi valori sono di estrema destra. Vede nemici dappertutto. Perché è di nemici che ha bisogno ogni dittatore per poter giustificare le violazioni dei diritti umani. (Herta Müller)
  • Se l'Ucraina cadrà nelle mani dei russi, seguiranno altre nazioni. Putin minaccia con il nucleare e continuerà ad usare questa carta. L'unica speranza è che muoia, altrimenti farà proprio come Hitler quando stava dividendo l'Europa. Spaccherà le nazioni in due. (Serhij Stachovs'kyj)
  • Sarei veramente curioso di domandargli perché pensa che discriminare le persone gay sia la strada giusta per rendere la Russia più ricca, più di successo o prestigiosa nel mondo; perché questo è sicuramente il suo mondo. (Leo Varadkar)
  • Se Putin fosse una donna, cosa che ovviamente non è, ma se lo fosse, penso davvero che non si sarebbe avventurato in una guerra folle e machista di invasione e violenza come ha fatto lui. [...] Se volete un esempio perfetto di mascolinità tossica, è quello che sta facendo in Ucraina. (Boris Johnson)
  • Sotto il suo governo in Russia sono scomparse le libertà di espressione e di associazione sbocciate ai tempi di Gorbaciov. Vladimir Putin ha fatto del suo paese una "democratura", una dittatura con le parvenze e perfino i fronzoli elettorali della democrazia, ma che bombarda a tappeto con i suoi aerei – non con quelli di Bashar al-Assad – perfino gli ospedali di Aleppo. Annulla il suo incontro con François Hollande e crea nel proprio paese un clima di guerra. Tutti sanno queste cose. Nessuno osa confutarle. Nonostante tutto, però, Putin piace. Perché? È una questione di immagine: questa attrazione politica ha prima di ogni altra cosa una dimensione fisica. Vladimir Putin non è James DeanMarcello Mastroianni: le sue fattezze e i suoi lineamenti sono del tutto ordinari, eppure quest'uomo asciutto e muscoloso sprigiona un'impressione di forza bruta che egli sa usare in modo quasi scenico. Quando si fa riprendere a torso nudo, sempre a torso nudo, mentre cavalca stalloni o lotta da solo contro animali selvaggi, non fa perdere la testa soltanto agli appassionati di pornografia omosessuale. In Russia come in Occidente questa sublimazione della virilità serve a metterlo in netta contrapposizione con gli altri dirigenti del mondo, europei e americani in primis, perché bisogna ammettere che la qualità principale di Angela Merkel non è essere un'amazzone, così come François Hollande non è proprio Superman. E sebbene Barack Obama abbia sicuramente classe, ha più l'aspetto di un professore universitario che quello di un campione di lotta libera. (Bernard Guetta)
  • Spero che questa visita abbia successo e sia utile, e che durante il vertice con lo stimato presidente Putin potrò discutere in dettaglio le questioni relative alla risoluzione della situazione nella penisola coreana e allo sviluppo delle nostre relazioni bilaterali. [alla Russia] (Kim Jong-un)
  • Su Putin ho un atteggiamento freddo. Ci ha tolto la libertà, è vero. E lo combatto per questo. Ma con lui almeno si sopravvive. Negli anni del caos di Eltsin, invece si faceva fatica pure a trovare il pane. (Ėduard Limonov)
  • Un judoka non farebbe mai questo. Putin non è un judoka, è solo un aggressore. (Georgii Zantaraia)
  • Un tiranno manipolatore che sembra un po' Dobby l'elfo domestico. (Boris Johnson)
  • Vladimir Putin è mosso da un desiderio di vendetta contro l'Occidente che ha distrutto la potenza dell'Urss e ignorato gli interessi vitali della Russia post-sovietica. Il fallimento delle democrazie liberali è il suo obiettivo. Le sue armi: il ricatto, la corruzione e l'eliminazione fisica degli avversari. (Lilli Gruber)

Madeleine Albright[modifica]

Putin con Madeleine Albright nel 2000
  • Ci sono forti alleati degli Stati Uniti in quasi tutti i continenti. Gli amici di Putin, da parte loro, includono persone come Bashar al-Assad, Alexander Lukashenko e Kim Jong-un.
  • Credo che Putin abbia ragione a credere che gli Stati Uniti vogliano impedire al suo paese di esercitare il potere militare fuori dai confini nazionali, perché è proprio così. Sbaglia invece a pensare che l'America desideri una Russia marginalizzata e debole. Ciò che vogliamo - e che gran parte del mondo vorrebbe - è una Russia disposta a trattare gli altri con il rispetto che pretende per se stessa. Non è chiedere tanto.
  • Il presidente ha preso il pretesto del débâcle degli anni Novanta per screditare le istituzioni democratiche e accusare Washington di voler accerchiare il suo paese o, per usare una terminologia da Guerra fredda, di volerlo contenere. Immagina che i politici americani restino svegli la notte per escogitare piani volti a indebolire la Russia. Come si spiegherebbero altrimenti l'allargamento della Nato, le iniziative Usa di sostegno alla democrazia nelle frontiere o il dispiegamento di uno scudo missilistico in Europa dell'Est? Putin si rifiuta di ammettere che altri paesi possano reclamare dei diritti e che, dopo decenni di dominio moscovita, molte delle repubbliche e dei satelliti sovietici abbiano sentito il bisogno di ottenere l'indipendenza e di lavorare per l'annessione all'Europa.
  • Mentre Eltsin mi aveva lusingato, vantato e lusingato, Putin ha parlato senza emozioni e senza note della sua determinazione a resuscitare l'economia russa e schiacciare i ribelli ceceni.
  • Per mantenere alto il consenso, Putin non si è mai legato fino in fondo a un'ideologia o a un partito. Cerca piuttosto di identificare il proprio volto con quello dell'intera nazione. Benché possa essere spietato con gli avversari, non è mai volutamente polarizzante come Chávez o Erdoğan. A differenza di molti esponenti della destra europea, è rispettoso nei confronti di ebrei e musulmani. Conserva il grosso della sua artiglieria verbale per i nemici stranieri, gli ipocriti arroganti che predicano bene e razzolano male, diffondono falsità sulla Russia e cospirano per accerchiare e strangolare il paese. Quando passa all'offensiva contro un avversario interno non lo fa per dibattere sul merito politico ma per rivolgergli accuse di tradimento.
  • Vladimir Putin non giura fedeltà ai principi della democrazia, ma non vi rinuncia in modo esplicito. Disprezza i valori occidentali, ma dichiara di identificarsi con l'Occidente. Non si preoccupa di ciò che il Dipartimento di Stato scriverà nel rapporto sui diritti umani del prossimo anno perché sta ancora pagando in patria il prezzo politico per le infrazioni commesse negli anni precedenti. Racconta bugie spudorate con una faccia imperturbabile e se viene accusato di soprusi dà la colpa alle vittime. Ha convinto molti, a quanto pare anche il presidente americano, di essere un maestro di strategia, un uomo forte e volitivo. Se restassero nel chiuso della Federazione russa, questi aspetti sarebbero semplicemente preoccupanti, ma Putin, come Mussolini novant'anni fa, è tenuto sotto osservazione dai leader di altre regioni del mondo che sono tentati di seguire le sue orme. E in alcuni casi lo stanno già facendo.

Svjatlana Aleksievič[modifica]

  • Dagli anni Novanta in poi, la libertà è stato il tema sul quale più hanno insistito gli intellettuali russi. C'era la convinzione che si trattasse di un'esigenza diffusa, rispetto alla quale il sostanziale silenzio del popolo suonava abbastanza strano. La verità è che il popolo non parlava perché non aspirava affatto a essere libero. Attendeva semmai che si manifestasse una qualche variante dello stalinismo, una qualche forma di russicità mutante. Ed è a questo punto che si è fatto avanti Vladimir Putin, con la promessa di una nuova Russia dalle ambizioni imperiali, talmente forte da incutere timore al mondo intero. Un Paese, come Putin ripete spesso, che può contare su due soli alleati: l'esercito e la flotta.
  • È un uomo pericoloso che ci ha fatto abituare ad una società totalitaria. Anche se sono tanti i giovani che lo appoggiano, in generale la gente non è contenta, ma se provi a dire qualcosa di diverso, non ti ascoltano e ti dicono che sei contro il tuo paese, che è colpa di Obama e delle sanzioni introdotte contro di noi.
  • La Russia si vuole ancora vedere come una grande potenza, forte; è questo che la popolazione capisce e tutto ciò che dai tempi sovietici poteva essere ripristinato, lui l'ha ripristinato.
  • Non posso che essere contro di lui, non sto zitta, il mio è un impegno politico, sociale, culturale ed esistenziale. Per lui, la Russia è la più forte nel mondo, capace di combattere ogni nemico, ma non si rende conto dei danni che sta facendo. Usa spesso la parola "guerra" tanto che la stessa non fa più paura a nessuno.

Al Bano[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Gli danno del dittatore, ma lui ha il popolo dalla sua parte. (4 settembre 2014)
  • Putin è rimasto al fianco dell’Occidente anche nei momenti peggiori. Ci ha sempre detto: io sono vostro amico. Però, se da ingrati non capiamo la sua politica in Ucraina, poi è giusto che ci dica: attenti, ho la Russia in mano... Nessuno ha fatto nulla a Bush che ha ammazzato Saddam quando non nuoceva più. Però si dà del dittatore a Putin che vuole aiutare i russi. Lui non attacca nessuno. Difende e basta. (4 settembre 2014)
  • Lo sostengo da tempi non sospetti. È un grande. Ha un senso religioso della vita. Ha il pugno di ferro e non ci vedo nulla di male. (2 gennaio 2018)
  • Lui, con tutte la potenzialità che ha, con tutte le cose belle che ha fatto a favore della Russia, con questo senso di pace che ha seminato per molti anni, ora impone ai suoi di attraversare una nazione che si chiama Ucraina con i carri armati, con le pistole, con i fucili, con i bambini che scappano con le loro mamme. [...] Non si può restare indifferenti di fronte a questo seminare della morte. (28 febbraio 2022)
  • Ho conosciuto Putin, ho cantato per lui, mi è piaciuto in passato, ma ora è una totale delusione. Mi è dispiaciuto vedermi definito “amico di Putin”. Purtroppo non sono amico suo. Se lo fossi farei una bella passeggiata con lui nel Cremlino e gli direi: “Sediamoci 5 minuti davanti a una bella bottiglia di vino, o di vodka, o di acqua pura. Parliamone. Non è giusto aggredire una nazione” (17 marzo 2022)

Michail Baryšnikov[modifica]

  • Il tuo mondo russo - un mondo di paura, un mondo che brucia libri in lingua ucraina - non ha futuro finché siamo qui, noi che siamo stati vaccinati durante la nostra infanzia contro questa piaga. Il nostro mondo, d'altra parte, ha un futuro, nonostante tutti i tuoi blocchi. Sappiamo come preservare i valori del nostro mondo russo. E il tuo mondo, se non si sveglia, morirà delle sue paure.
  • Non riesco proprio a comprendere come alcune persone possano fidarsi e seguire leader come Putin, nonostante i russi stessi abbiano sofferto, nel corso della Storia, per la sottomissione a regimi brutali e oppressivi. Non riesco proprio a spiegarmi come si sia arrivati a questo punto; probabilmente, su questo argomento si scriveranno decine di libri. Non dimentichiamo, tuttavia, che perfino nella società libera e democratica nella quale vivo una percentuale sconvolgente di americani pare credere in teorie contorte a proposito di un’elezione che si ritiene sia stata "rubata" nel 2020. Questo ci insegna che l’ignoranza della Storia e il fervore nazionalista non sono esclusivi di nessun Paese.
  • Penso che Putin abbia risonanza in coloro che hanno paura. Presumo che ciò procuri loro una sensazione di sicurezza, proprio come le leadership autoritarie fanno credere ai loro popoli di proteggerli. Certo, si tratta di un sentimento di sicurezza fittizio, perché in qualsiasi momento il protetto può diventare un perseguitato.

Silvio Berlusconi[modifica]

Putin e Silvio Berlusconi nel 2001

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Medvedev e Putin sono un dono di Dio per il vostro Paese. (11 settembre 2010)
  • Putin è una persona rispettosa degli altri, è un riflessivo, è un uomo profondamente liberale, è uno che mantiene la parola data, è veramente un democratico. Io lo conosco da più di quindici anni, lo considero quasi un mio fratello minore; ho con lui una grandissima cordialità, una grandissima confidenza. Ed oggi è indubitabilmente il numero uno tra i leader del mondo. (settembre 2015)
  • Vladimir Putin è un leader eccezionale. Io sono legato da un'amicizia fraterna a lui. E lo conosco per quello che è realmente: è il contrario dell'immagine che i media di tutto il mondo gli hanno creato addosso. Mister Putin ha un grande rapporto con i cittadini russi. Lui vince le elezioni con una grande quantità di voti ed è amato dalla sua gente. (aprile 2017)
  • Putin è molto rispettoso delle libere scelte degli italiani, e vorrebbe — e io sono totalmente d’accordo su questo — che l’Italia fosse parte attiva in un migliore e più costrittivo rapporto fra la Russia e l’Occidente. (9 dicembre 2017)

Joe Biden[modifica]

  • Lei mi aveva chiesto se potessi chiamare Putin un criminale di guerra. Sì, penso che sia un criminale di guerra.
  • Sì, penso che Putin sia un killer.
  • Putin è un dittatore omicida, un delinquente allo stato puro.

Vladimir Konstantinovič Bukovskij[modifica]

  • Con l'avvento di Putin al potere possiamo tranquillamente dire che il Kgb è tornato a occupare i ranghi della società, a livello finanziario, politico, economico e amministrativo.
  • Il governo Putin sta cercando di ricomporre il potere del centro, diciamo il potere del Cremlino. È chiaro che non ci riuscirà totalmente, perché prima il potere del Cremlino era strettamente collegato all'ideologia, al sistema totalitario. Non credo che riescano più a restaurare un sistema totalitario, ma possono ripristinare il potere centrale su molti aspetti della vita, rendendo i russi sempre più infelici.
  • Quando Putin è andato al potere nel 2000, le persone in Russia hanno immediatamente capito che il KGB era tornato al potere, e subito si sono spaventate. Se prima c'era più o meno la possibilità di essere critici nei riguardi del governo, ora la maggior parte delle persone ha paura di dire qualsiasi cosa.

Michail Borisovič Chodorkovskij[modifica]

Putin e Chodorkovskij nel 2001
  • Ci sono molte informazioni sui legami profondi tra Salvini e Putin e il suo entourage. Parte di queste informazioni fanno dubitare dell’integrità di questi contatti. Sfortunatamente si tratta di una pratica comune per Putin che è un eccellente ufficiale reclutatore ed è riuscito a trovare chiavi di varia natura per arrivare a molti politici europei.
  • I leader dei Paesi europei pensano di avere a che fare con uno statista che ragiona come loro. Invece lui funziona in modo completamente diverso: pensa come un criminale. Se a un criminale tu fai vedere la tua debolezza, quello non si ferma: continuerà sempre ad andare in avanti. Ed è ciò che Putin sta facendo.
  • Negli ultimi anni ho notato sempre più spesso che Putin usa un’informazione unilaterale e che le persone che lo circondano lo manipolano più facilmente di prima in base ai loro interessi. È stanco, ha perso la capacità di comprensione di molti aspetti della contemporaneità.
  • Non penso che Putin abbia avuto paura dell’allargamento della Nato all’Ucraina. Lui detesta la Nato, ma non la teme. Piuttosto, è ormai preso da una specie di missione messianica: ne è posseduto, e lo si capisce dal fatto che ha fatto mettere davanti al Cremlino la statua del principe Vladimir. [...] È una mentalità perfettamente normale per un criminale in età da pensione.
  • Non siamo mai stati amici, non posso dire di averlo conosciuto da vicino. Io ero al vertice di una grande impresa e Putin era il presidente, avevamo rapporti professionali. In apparenza è cambiato, sì. Vent’anni di potere lo hanno cambiato e in questo il suo non è un caso unico. Oggi si permette di fare cose che prima non osava. All’epoca si comportava in maniera più normale, riconosceva l’esistenza di certi limiti. Ma al fondo è sempre lui. Era già un criminale ed è rimasto tale. Ha la mentalità di un esponente della criminalità organizzata. È ciò che i leader occidentali non hanno mai capito, non capiscono adesso e – mi dispiace – a mio parere non capiranno mai.

Nina Lvovna Chruščёva[modifica]

  • Durante il suo terzo mandato presidenziale – ora è al quarto – si era concentrato più sulla difesa del suo entourage dalle accuse di corruzione o indifferenza che sulla felicità delle persone comuni. In vero stile sovietico, egli rimane più spaventato da un colpo di stato di palazzo che da una rivolta pubblica.
  • Ha passato gli ultimi 18 anni a interpretare di tutto, dal padre premuroso della nazione a un James Bond esperto di judo.
  • L'incompetenza di Putin si estende molto oltre l'economia. Le sue forze di sicurezza restano brutali e inaffidabili; in alcune parti del paese si sono mescolate a delle bande criminali. La sua direzione della magistratura non tranquillizza i comuni cittadini, e le installazioni militari, i sottomarini, le trivelle, i pozzi, gli ospedali e le case di riposo del paese esplodono continuamente, si rompono, o affondano, a causa della negligenza e dell'irresponsabilità.

Aleksandr Gel'evič Dugin[modifica]

  • Finché c'è Putin, la Russia ha speranza di essere forte, ma Putin è un problema perché non ha istituzionalizzato la sua linea di pensiero. La Russia oggi è Putin-centrica.
  • Non c'è aggressione di Putin, ma restaurazione di una civiltà russa che si era dissolta. Queste accuse sono il risultato della paura che la Russia si riaffermi come potere indipendente e che voglia difendere la propria identità.
  • Non ha fatto nulla nell'educazione, che è rimasta metà sovietica, metà liberale, copiata dall'Occidente. Un miscuglio di incoerenza. Lo stesso vale per la nostra cultura. La nostra cultura è un'imitazione della cultura occidentale e liberale con un frammento di pura propaganda politica, mal fatta. Questa è solo un simulacro, non una preparazione per il regno dello zar. Così non si ritorna alla nostra identità. Si ragiona troppo pragmaticamente e si pensa troppo poco al sacro. Putin rimane nella sua posizione, non sacrifica abbastanza attenzione, tempo e la sua forza vitale per questo problema.
  • Putin ha frenato la caduta, non ci ha ridestati. Questo trascende i suoi limiti. Lui non è un salvatore. Ha solo intenzione di riparare. È un manager, blocca la crisi. E lo sta facendo in modo eccellente, ma ha dei limiti. Agisce come se fosse eterno, non crede in qualcosa che esiste dopo la sua fine: non ha una chiave per il futuro. Questo è un vero problema.
  • Putin ha frenato la spaccatura e la caduta della Federazione Russa. Ha iniziato a ricostruire passo dopo passo. È molto più vicino allo zar di quanto lo fossero Eltsin e Gorbaciov per questa e molte altre ragioni.
  • Putin non è un essere "estraneo" che serviremo supinamente. Lui è noi stessi. Agisce per il nostro interesse. Fa esattamente ciò che siamo disposti a fare noi. Per noi non è una entità separata. È questo il concetto profondo del re sacro.
  • Quando Putin è salito al potere, pur essendo politicamente contiguo a Eltsin, è stato influenzato da questo terreno che avevo seminato e ha iniziato ad incarnare la mia visione della geopolitica facendo proprie le mie teorie. Ha iniziato a promuovere l'unione euroasiatica, a difendere la sovranità dei popoli pur non ricadendo in un nazionalismo di stampo ottocentesco, mi ha permesso di tornare ad apparire in televisione e a tenere incontri pubblici. È questa l'influenza che ho su di lui. Un'influenza razionale su un uomo realista quale lui è e che ha capito che le mie teorie sono le più valide per garantire una degna collocazione della Russia nel globo facendo fronte alle pressioni dell'Occidente.

Michail Gorbačëv[modifica]

Putin con Gorbačëv nel 2001

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • La tv li aveva mostrati tutti in piedi, acclamanti Putin, in un'atmosfera di unanimità forzata che mi ricordava i tempi sovietici. Tutto ciò mi confermava che stavano maturando in fretta novità. (3 gennaio 2000)
  • Il regime non cambia, non ci sarà lotta alla corruzione, gli interessi e i privilegi dell'oligarchia saranno tutelati in pieno. Se continua così Vladimir Putin vedrà presto logorarsi i suoi margini di popolarità, perché la gente capirà che è stato un trucco. E il gioco diverrà scoperto. (3 gennaio 2000)
  • Vladimir Putin è un uomo freddo e concreto, un uomo capace di capire, analizzare e gestire le situazioni. Anche le più difficili. (1 aprile 2000)
  • Putin arriva al potere in un momento di acuto e profondo distacco tra il vertice e la società. Una vera e propria crisi di fiducia. In questo senso si può dire che perfino l'affluenza alle urne, che è stata relativamente alta, rappresenta un evento stupefacente. Perché questo sia accaduto bisogna ancora capirlo. Ma io oggi penso che Putin sia in grado di fare le mosse giuste. (1 aprile 2000)
  • Le stesse promesse che Putin ha ripetutamente fatto non sono state realizzate e, io temo, non sono realizzabili perché la burocrazia fa affogare il Paese in un pantano d'incompetenza, corruzione e disordine. (10 maggio 2005)
  • Non credo che Putin sia interessato a un regime autoritario. [...] Putin crede nella democrazia e nello Stato di diritto. Ma egli eredita una situazione desolante. Eltsin e il suo gruppo hanno costruito un sistema oligarchico che si rivela tenace e ostile a ogni forma di rinnovamento e di sviluppo. Non c'è spazio per i piccoli imprenditori, per il ceto medio. C'è una concentrazione di ricchezze in poche mani, ricchezze improduttive per il Paese, che infatti emigrano all'estero. Portare ordine è necessario. Ma non credo che Putin voglia eliminare la democrazia per portare ordine. (10 maggio 2005)
  • Certo, Putin ha commesso degli errori sul piano dello sviluppo democratico, ma non possiamo dimenticare l'eredità che ha ricevuto da Eltsin: un paese che stava andando a pezzi. Bisogna dargli atto che ha evitato il collasso della Russia. (12 ottobre 2008)
  • Rimprovero a Putin la lentezza del processo democratico. Perché è vero che molte delle libertà civili introdotte con la perestrojka resistono e che la stragrande maggioranza dei russi ha votato per Vladimir Putin. Ma nessuno sa quale sarebbe la loro scelta se l'intero processo elettorale, dalla selezione dei candidati in poi, fosse davvero libero e democratico. (11 marzo 2016)

Diego Fusaro[modifica]

  • Con guinzaglio sempre più corto, i cani da guardia latrano e abbaiano da tempo contro Putin: il loro sguardo è sempre quello del potere di Washington.
  • Dopo Gorbaciov che faceva la pubblicità per Pizza Hut e dopo Eltsin che, tra una vodka e l’altra, svendeva la Russia agli oligarchi della finanza, Putin ha ripreso, a suo modo, l’eroica tradizione leniniana di resistenza al capitalismo imperialistico americanocentrico.
  • È opportuno che Putin conservi il primato militare come arma di dissuasione: per poter svolgere una civile funzione di freno alla super-potenza americana.
  • La Russia di Putin è uno Stato che non si piega alla globalizzazione americanocentrica e che non accetta l'invasione graduale degli spazi ex sovietici con la Nato come sta accadendo in Ucraina e com'è già avvenuto in Georgia. Perché mai dovrebbe accettare l'atlantizzazione dei propri spazi e la Nato ai propri confini? Questa è la colpa dell'Occidente: l'hybris, la tracotanza, e il non aver rispettato i limiti e gli accordi secondo cui la Nato non doveva espandersi verso Oriente.
  • Penso francamente che Putin abbia ragione su tutto il fronte. La sua Russia è oggi uno degli ultimi baluardi di resistenza all'imperialismo incontenibile della civiltà dell'hamburger.
  • Vladimir Putin, per me, rappresenta l'eroica resistenza all'imperialismo statutinense, la capacità di uno stato sovrano nazionale di resistere e di non lasciarsi piegare. Putin, poi, rappresenta anche l'importanza di aver riscoperto le identità e la sovranità nazionale come baluardo di resistenza all'imperialismo. Insomma, Putin può rappresentare la possibilità di un mondo multipolare, ossia di un mondo sottratto all'atlantizzazione integrale, detta globalizzazione.

Pierre Haski[modifica]

  • Certo, c’è sempre il rischio di un mandato di troppo e di perdere quell’autorità fatta di rispetto e paura che ha permesso a Putin di diventare un Brežnev post-sovietico, a sua volta fossilizzato.
  • Gli uomini della provvidenza hanno la tendenza a presentarsi come insostituibili, e a forza di spazzare via tutti i potenziali rivali finiscono per diventarlo davvero. Vladimir Putin, ormai da vent’anni alla guida della Russia, è uno di loro.
  • Il problema di Putin non riguarda tanto l’economia mondiale, quanto la situazione interna. Con il blocco dell’economia russa gli ammortizzatori sociali si sono indeboliti, e malgrado il presidente abbia promesso di versare tutti gli stipendi, il denaro arriva con il contagocce. Il malcontento sociale è un problema evidente.
  • La logica del Cremlino non è la nostra, perché Putin non deve rendere conto a nessuno e può correre rischi che nessuna democrazia occidentale è disposta ad accettare.
  • La popolarità incontestabile del presidente si basa su due pilastri. Per prima cosa Putin è considerato l’architetto della ripresa della Russia dopo gli anni di Eltsin, e in secondo luogo ha saputo restituire un certo orgoglio ai russi riportando l’ex impero al ruolo di potenza magari non rispettata, ma sicuramente temuta. E pazienza se questo orgoglio nasce da avventure militari insanguinate, in Siria come in Ucraina.
  • Pietro il Grande si era avvicinato all’Europa trovando ispirazione per la creazione del suo impero. Tre secoli dopo, Putin ha fatto una scelta diversa, quella dell’isolamento e dell’aggressività.
  • Putin si considera insostituibile perché è lui, e solo lui, a decidere di bombardare la Siria, negoziare con la Turchia, giocare con i nervi degli occidentali e restituire alla Russia lo status di potenza temuta. E pazienza se il paese resta un attore di secondo piano in campo economico.
  • Trent’anni dopo la morte dell’Urss che Gorbaciov non era riuscito a salvare, Putin ha rimesso in marcia la storia, e andrà avanti fino a quando qualcuno non lo fermerà.

Vladimir Kara-Murza[modifica]

  • A tutti coloro che sostengono che Vladimir Putin è così popolare io chiedo una sola cosa: perché un capo di Stato così popolare ha così paura di un’elezione libera?
  • Al momento in cui il regime di Putin perderà il potere sarà troppo tardi per sedersi e pensare a cosa occorre fare. Bisogna pensarci ora.
  • [«È innegabile [...] che in Russia Putin goda di un notevole sostegno»] Credo sia molto importante ricordarsi che questa popolarità supposta del signor Putin non è mai stata verificata e confermata da un’elezione libera e democratica, contro dei veri oppositori.
  • Il regime di Putin non è al potere grazie al popolo russo, non ha un mandato democratico ricevuto dal popolo. È per questo che sempre più persone scendono per le strade a protestare contro il regime. È il solo modo per esprimersi, per opporsi al Governo: non abbiamo delle vere elezioni, tutti i canali televisivi sono controllati dallo Stato, il Parlamento è solo di facciata, non c’è una vera opposizione. Chi si oppone a Putin finisce in prigione.
  • La storia di questi ultimi due secoli ci insegna che l'unico modello in grado di garantire sviluppo, benessere ed una dignitosa vita umana è quello che si fonda sul rispetto dello stato di diritto, sulla piena libertà politica e sul rispetto dei diritti di ogni individuo. Questo è il modello della "democrazia liberale" inviso a Putin che ha trasformato la Russia da una democrazia imperfetta com’era, in una perfetta dittatura.
  • Le forze sovraniste e l’estrema destra europea stanno dando qualcosa a Putin che gli mancava da tempo: una nuova legittimazione internazionale.
  • Non so esattamente che cosa Salvini ammiri del Presidente Putin: forse le centinaia di prigionieri politici o il fatto che il più importante leader dell’opposizione, Boris Nemtsov, sia stato ucciso a pochi metri dal Cremlino?
  • Putin sarà il nuovo presidente. È al potere da 18 anni. 18 anni! C’è un’intera nuova generazione di russi nati sotto Vladimir Putin. Coloro che andranno ora a votare per la prima volta sono proprio quelli nati sotto Putin. Certo, quando oggi si parla di elezioni in Russia bisogna mettere la parola "elezioni" tra virgolette: non hanno nulla a che vedere con una vera procedura democratica.
  • Tutta l'ideologia anti-europea, anti-liberale ed anti-occidentale di Putin è anacronistica e sbagliata. La Russia da sola potrà essere soltanto, ben che vada, un "junior partner" del colosso cinese.

Nicolai Lilin[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Da giovane, e anche nei primi anni della sua presidenza, parlava spesso di portare in Russia il modello di democrazia occidentale. Un progetto che ha presto accantonato perché, da vero russo, ha sentito quella corda intima che c'è nella nostra cultura: la richiesta di autoritarismo. [...] Abbiamo ereditato dai bizantini l'idea che siamo la terza Roma e che non ce ne sarà una quarta. Il popolo vuole lo zar e Putin lo ha capito. (16 ottobre 2020)
  • Putin parla con gli oligarchi e non può fare altrimenti. In Russia, si può arrivare al potere solo in due modi: ottenendo l'appoggio delle famiglie degli oligarchi oppure facendo come i comunisti, massacrando, giustamente o ingiustamente, milioni di persone. (16 ottobre 2020)
  • Alcuni ritengono che Putin voglia ricostruire l'Unione sovietica, ma non è così. Lui non è un sognatore come Gorbačëv (che infatti si è fatto abbindolare da tutti). Putin non è un sognatore, è molto freddo e logico. La sua visione geopolitica si rifà soprattutto agli interessi del sistema economico che lui mantiene e dal quale è mantenuto. (16 ottobre 2020)
  • Putin ha sbagliato nel condurre una politica interna che ha allontanato la Russia dal binario della democrazia del modello occidentale. Ha scelto la via dell'impero e abbiamo visto com'è finita. Da una parte c'è una setta di ortodossi che l'ha proclamato santo e dipinge icone con la faccia di Putin. Credono infatti che sia stato mandato dal cielo per combattere l'Anticristo. Dall'altra ci sono quelli che dicono che ha rovinato tutto. Io non credo a nessuno dei due. Io ritengo che all'epoca in cui Putin è diventato presidente si dovesse prendere una decisione. Era un momento difficile però lui l'ha fatto. (16 ottobre 2020)
  • Putin è una cartuccia sparata, non cambierà più. L'unico modo per la Russia di salvarsi, se lui davvero la ama, è quello di cominciare a preparare qualche sostituto, più giovane e più energico. E, soprattutto, meno legato agli olicarchi. (16 ottobre 2020)
  • Il modello a cui si rifà è un modello imperiale, messianico, il suo modello è Alessandro III. Forse all'inizio ha pensato di avvicinarsi alle democrazie occidentali, non certo a un vero Stato liberale, ma si muoveva in quel senso. Poi ha prevalso l'idea di tornare all'Impero, si è trasformato quasi in un personaggio shakespeariano. (26 marzo 2022)
  • Sono moltissimi quelli che non la penseranno come Putin. E i più dovranno pernsarlo in silenzio. Ma non si può pensare che Putin cada per una rivoluzione, i russi hanno già provato le rivoluzioni e temono più di tutto il caos. Se ci sarà un cambiamento partirà all'interno del sistema. (26 marzo 2022)
  • In lui c’è stato un cambiamento incline anche verso il male, il potere non ha migliorato quest’uomo, sicuramente lo ha danneggiato dal punto di vista umano. (28 marzo 2022)

Boris Nemcov[modifica]

  • A Putin piace essere capitalista, ma odia la libertà. Gli piace stare con Silvio Berlusconi in Sardegna, in Francia a sciare sulle Alpi, ma non ama la libertà.
  • A Putin sembra che tutti siano nemici, tranne la Cina. Ma la Russia non ha nemici, tranne forse la Cina.
  • [«Qual è la sua valutazione degli otto anni di presidenza Putin?»] Difficile dirlo in due parole. [...] Credo che questi siano stati otto anni di enormi possibilità per la Russia, possibilità di cui non abbiamo approfittato: abbiamo avuto autoritarismo senza modernizzazione. Da un lato, sono stati anni di grande crescita economica, ma anche di enorme aumento della corruzione. Sono stati anni di degradazione degli istituti democratici, dai tribunali al sistema pensionistico, dall’educazione alla salute e all’esercito. Putin dice che il più grande risultato del suo mandato è stato il raggiungimento della stabilità, ma sono convinto che si tratta piuttosto di stagnazione. E le due cose sono ben diverse.
  • La verità è che nessuno ha votato per Putin, basta guardare sul sito inguschetiya.ru, dove sono raccolte le firme di chi non ha votato Putin. Sono molti più di quanto le autorità non vogliano farci credere.
  • Obama crede nella libertà e nello stato di diritto. Putin nel denaro, negli affari e nel potere.
  • Putin vorrebbe che la Russia fosse un impero, ma la Russia oggi rappresenta circa il 2% del pil mondiale. Gli Stati Uniti contano per il 27%, la Cina per il 15%, l’Europa da sola pesa per più del 25%: che tipo di impero può contare su statistiche del genere?

Petro Oleksijovyč Porošenko[modifica]

  • La mia regola è che non fidarti di Putin e non avere paura, tutto quel che promette non accade mai. Non farà mai un passo verso di te. Non fidarti e non avere paura. Se hai paura, hai perso.
  • Ovunque parlino russo, lui pensa sia Russia. E che la gente sia pronto ad accoglierlo coi fiori. Ma oggi nessuno lo applaudirebbe: gli ucraini hanno avuto 14mila morti, non accettano provocazioni.
  • Putin non è una persona normale, non si vede solo a capo d’una nazione: si crede a metà fra un imperatore e Dio.
  • Vladimir Putin non è il diavolo. È soltanto un imperatore che vuole inglobare il mio Paese senza neanche chiedere un parere al mio popolo.

Domenico Quirico[modifica]

  • Aveva assorbito tutto quello che noi avevamo insegnato, intendeva sfruttare fino in fondo quello che avevamo permesso e la nostra avidità. Ci aveva osservato con attenzione: sapeva che per ingannarci bastava indossare le vesti di scena per lo spettacolo che ci convinceva. Cercavamo complici servili, non democratici orgogliosi.
  • Noi lo abbiamo creato, accettato, lusingato perché eravamo consapevoli, fino a cinque mesi fa, che non ci era estraneo. Anzi. Pensavamo che al momento giusto, quando ha iniziato ad alzare la voce, avremmo saputo parlargli, addomesticarlo. Aleggiava solo una vaga angoscia, parlavamo la stessa lingua e ci avrebbe ascoltato perché non poteva in fondo negare di assomigliarci. Altro che democrazie contro autocrazia. Ci disprezza ma solo perché è certo di averci superato in cinismo e brutalità.
  • Noi lo abbiamo creato. Per sbarazzarcene dovremo innanzitutto cambiare noi stessi.

Massimo Luigi Salvadori[modifica]

  • [Su Vladimir Putin e Silvio Berlusconi] Ciò che li lega è sicuramente l'insensibilità verso le procedure democratiche, e poi vi è la simpatia profonda tra due personaggi che condividono il piacere di un potere svincolato dall'ascolto di una società che abbia a cuore il rispetto dei diritti personali e collettivi.
  • Credo si possa definire come l'espressione, indubbiamente abile quanto cinica, di una concezione statalistico accentatrice che governa in maniera di fatto autoritaria, la società civile russa, la quale vive in una condizione di pluralismo limitato e fortememente controllato dall'alto.
  • Nelle relazioni con il resto del mondo, Putin può contare su due elementi di forza: il primo, è il fatto che egli ha risollevato sul piano internazionale la Federazione Russa, dando al sistema politico una forte stabilità. Il secondo fattore, che è strettamente collegato al primo e che riguarda in particolare i rapporti tra Mosca e l'Unione Europea, risiede nel fatto che la Russia è la grande fornitrice di una risorsa preziosa, come quella energetica, di cui è enormemente ricca. Grazie alla stabilità interna, Putin può farsi garante di forniture energetiche, gas e petrolio, di cui l'Europa, e non solo essa, ha gran bisogno.

Matteo Salvini[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Farei cambio tra Renzi e Putin domattina, altro che dittatore. (18 ottobre 2014)
  • Cedo due Mattarella in cambio di mezzo Putin! (18 ottobre 2014)
  • Lo ammiro per le idee chiare, la fermezza, il coraggio, l'interventismo e una visione della società basata su punti cardine che condivido. (9 dicembre 2015)
  • Ho sempre ritenuto sbagliate le sanzioni contro la Russia. Putin ha il nostro sostegno per toglierle anche perchè so bene che la Russia ama il made in Italy e con queste sanzioni ci stiamo rimettendo miliardi di fatturato. (9 dicembre 2015)
  • Se è considerato un dittatore mi fa sorridere. Le dico solo che quest’anno la Russia crescerà più dell’Italia. (27 marzo 2017)
  • Di Putin apprezzo l’operato. E mi sembra che la stessa posizione la abbiano Marine La Pen e François Fillon, il Berlusconi di Francia. Eppoi come non dimenticare che anche Renzi ha chiesto di togliere le sanzioni. Fra qualche giorno scopriremo che il ministro Alfano vorrà andare da Putin. (27 marzo 2017)
  • Noi siamo a fianco degli aggrediti, c'è Putin che ha aggredito e Zelensky che è aggredito. È il caso di dirlo, per dire basta alle polemiche stucchevoli. (2 marzo 2022)
  • Putin, fino all'aggressione, è stato incontrato e omaggiato da tutti i leader politici nazionali ed europei. Ricordo ancora gli onori con cui lo accolsero Conte e Di Maio. Ma posso citare Berlusconi, Letta, Renzi... Ora c'è una guerra in cui è chiaro a tutti chi è l'aggressore. (10 marzo 2022)

Michail Šiškin[modifica]

  • Il crimine di Putin è nell'avere avvelenato gli uomini con l'odio.
  • La banda criminale di Putin ha preso in ostaggio l'intero Paese e ha cominciato a costruire la propria Russia, a sua immagine e somiglianza. Per vent'anni si sono investiti milioni non nella sanità, nell'istruzione e nelle infrastrutture, ma in yacht, ville e club calcistici all'estero. Però la colpa della miseria e della disperazione, come afferma la tv, è dell'Occidente, dell'America.
  • La Russia di Putin è irrespirabile, puzza tremendamente di stivale poliziesco. Sotto gli occhi di tutti il mio paese si sta trasformando in una dittatura fascista.

Timothy Snyder[modifica]

  • La Seconda Guerra Mondiale è un elemento del mito storico dell’innocenza russa e della grandezza perduta di Putin: la Russia deve godere del monopolio del vittimismo e della vittoria.
  • Nella sua mente, gli ucraini sono russi che amano gli occidentali. Devono essere corretti con la forza – “puliti” o “sputati fuori”.
  • Per Putin un "fascista" o un "nazista" è semplicemente qualcuno che si oppone a lui o al suo piano di distruggere l'Ucraina. [...] Chiamare gli altri fascisti pur essendo fascisti è la pratica putinista per eccellenza.
  • Putin è un dittatore che controlla i media del suo Paese. E se le cose vanno male, gli basta cambiare argomento. [...] L’ultima volta che la Russia ha invaso l’Ucraina, nel 2014, i suoi media hanno cambiato argomento sulla Siria da un giorno all’altro, e i russi lo hanno seguito.
  • Putin governa in una realtà virtuale dove c’è sempre una via di fuga. Non può essere messo in un angolo in Ucraina, perché l’Ucraina è un posto reale.
  • Putin non è lungimirante. Geopoliticamente sta consegnando il suo paese alla Cina.
  • Tribalizza la storia della Seconda Guerra mondiale: è lui il nazista e lo sa.

Vittorio Strada[modifica]

  • Dopo il pangermanesimo, il panslavismo, il panarabismo, Vladimir Putin ha inventato il panrussismo. E con questa strategia imperiale l'Occidente è chiamato a fare i conti. [...] L'interpretazione corrente e diffusa è che Vladimir Putin voglia ricostituire l'Unione Sovietica. Si tratta di una interpretazione semplicistica e approssimativa. Il fatto stesso che Putin faccia riferimento esclusivamente all'elemento nazionale russo dimostra che si tratta di una ideologia diversa da quella sovietica.
  • Il primo, grande successo è che Putin ha portato la Russia tra le potenze mondiali di primo rango, subito dopo gli Stati Uniti, e al livello della Cina.
  • Ordine e stabilità erano stati i pilastri del suo "patto" con i russi, il fondamento della sua legittimazione popolare, sin da quando Eltsin lo spinse avanti. Ordine e stabilità sono i valori più sentiti oggi dai russi: tutti i più recenti sondaggi indicano chiaramente che in testa a tutti i valori che erano stati indicati - libertà, democrazia....- la stragrande maggioranza dei russi poneva ordine e stabilità, oltre al miglioramento della situazione economica e delle condizioni di vita.
  • Per lui la Russia non è soltanto l'etnia di un'unica razza, bensì comprende tutte le etnie che compongono l'attuale Federazione. Più volte ed esplicitamente, il leader del Cremlino ha messo in guardia contro un nazionalismo russo esclusivo. Per lui, l'elemento russofono è il "fratello maggiore" di una comunità di popoli, di etnie, che compongono, per l'appunto, l'attuale Federazione. In questo senso, anche gli ucraini (ucrainofoni) potrebbero far parte di questa "famiglia allargata". Anche da questo nasce la violenta polemica scatenata dalla leadership putiniana contro i nazionalisti ucraini antirussi.
  • Può piacere o meno, ma sta di fatto che oggi la Russia da lui guidata ha una capacità di azione internazionale, politica ed economica notevolissima.
  • Putin viene visto come l'uomo che ha fatto uscire la Russia da una situazione di inferiorità che prima aveva avuto. E poi, ognuno vede in Putin ciò che vuole: l'uomo d'ordine, quasi l'uomo "qualunque", "uno dei nostri", vicino al cittadino. In questa ottica, la sua mancanza di carisma risulta essere agli occhi dell'elettore medio, non particolarmente politicizzato, un elemento vincente. A ciò si aggiunge la vecchia tendenza. fortemente radicata nella Russia pre rivoluzionaria e ulteriormente rafforzatasi nella Russia sovietica, dell'uomo forte, dell'uomo che può difendere il Paese da tutti i pericoli e garantire un minimo di sicurezza e di prestigio.
  • Sotto Putin, il regime "ibrido" - autoritarismo di sostanza e democrazia di facciata - ha raggiunto una indubbia stabilità, tanto è vero che alcuni autorevoli analisti non parlano più di post-sovietismo ma di neo-sovietismo.
  • Un uomo di stabilità e di transizione, in una fase di sviluppo della Russia post-comunista. Un politico indubbiamente capace che ha risolto alcuni problemi e ne ha aperti altri.

Julija Tymošenko[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Prenderei io stessa l'Avtomat [arma automatica] e sparerei in fronte a questo stronzo... (18 marzo 2014)
  • Un barbaro. Le spiego perché: l'aver lanciato una guerra contro un Paese pacifico, democratico ed europeo come l’Ucraina, è una conferma della sua natura barbarica. Ha incoraggiato l’eliminazione di anziani, donne, bambini. Questo non può essere descritto in altro modo che con quella parola: barbaro. E fascista. Qualcuno pensa che lui sia pazzo, io non credo. Ha una mente fredda, razionale, cinica. E dietro i suoi comportamenti c’è come un nucleo oscuro, qualcosa che arriva dal Medioevo più nero. (19 aprile 2022)

Donald Trump[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Pensate che Putin a novembre verrà al concorso di bellezza Miss Universo a Mosca? Se sì, pensate che diventerà il mio nuovo miglior amico? (18 giugno 2013)
  • [Sull'ingerenza della Russia nelle elezioni presidenziali] Il mio staff è venuto da me – Dan Coats, il capo dell'intelligence, e qualcun altro – e mi hanno detto che è stata la Russia. Qui c'è Vladimir Putin: dice che non è stata la Russia. Io dico questo: non vedo nessuna ragione perché sia stata la Russia, ma voglio davvero scoprire dov'è il server. (16 luglio 2018)
  • Putin dichiara che una bella porzione dell'Ucraina, dico dell'Ucraina, è indipendente. Cioè, è fantastico. Io ho detto: ma quanto è intelligente! E ora ci entra come peacekeeper, cioè con la forza di pace più potente. Potremmo farlo anche noi al nostro confine Sud. (22 febbraio 2022)

Bernardo Valli[modifica]

  • Da giovane, vivendo per le strade di San Pietroburgo (allora Leningrado), Putin ha imparato che spesso bisogna essere pronti a sferrare il primo pugno. È un principio che non ha mai dimenticato. Sorprendere. Così ha fatto, mezzo secolo dopo, in Georgia, poi in Crimea e adesso in Siria.
  • Oltre a suscitare un "entusiasmo disciplinato", Putin applica una democrazia protetta, che è un surrogato di quella vera. Non esiste censura in Russia, né giornalistica né letteraria. Ma sulla stampa agisce una forte autocensura, favorita dalle proprietà e dalla vigilanza politica. Questo non esclude la discreta libertà concessa a pubblicazioni secondarie. Le quali servono da alibi. Lo stesso vale per la televisione, totalmente addomesticata, ma con qualche canale e stazione radio marginali che fanno eccezione. Idem per le case editrici. Non ci sono interdizioni ma i saggi o i romanzi troppo scomodi per il regime finiscono da editori secondari. La vita privata usufruisce di una larga libertà. Una libertà nella sicurezza dopo il caos degli anni Novanta, quando dalle ceneri dell'Urss spuntavano gli oligarchi, che si spartivano i beni dello Stato, e nelle strade non mancavano i delinquenti. Oggi puoi usare senza restrizioni Internet e i suoi più moderni derivati. Se hai i soldi puoi viaggiare dove vuoi nel mondo. Sbatti contro la cappa autoritaria se alzi la testa al livello del potere politico.
  • Vladimir Putin invoca la nostalgia dell'Unione Sovietica, ma anche dei principi religiosi, della Russia zarista, dell'identità russa, della lingua nazionale, del progetto euroasiatico, dell'ispirazione slovofila (che l'ha spinto a incontrare Alexander Solgenitsyn). Il suo impero in gestazione si muove in tante direzioni, zigzagando tra le due correnti opposte, in cui si divide il pensiero russo: quella slavofila e quella filo- occidentale. Il sistema imperiale che si disegna è più pragmatico di quel che appare. Vuol essere efficace, moderno, capace di usufruire degli spazi internazionali, politici e militari, che si presentano. Un sistema basato sull'economia di mercato, in cui le tradizioni religiose e nazionali sono elementi essenziali per l'unità del paese. Molto resta imprevedibile.

Lech Wałęsa[modifica]

  • Il metodo di Putin è legato al passato ed è inefficace.
  • Putin deve essere convinto, non sconfitto.
  • Putin è imprevedibile e il peggio può ancora accadere se lo lasciamo continuare a conquistare territori e a uccidere persone.

Volodymyr Zelens'kyj[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Quando i suoi consiglieri guardano uno Stato, non vedono i cittadini [...] Vedono solo il capo di Stato, vedono i politici, gli imprenditori potenti.
  • Sono convinto che il presidente russo ben di rado si confronta con persone oneste e sincere. Qualunque cosa gli arrivi all’orecchio o gli venga consegnato nei rapporti scritti, questo è quanto sentiamo dire da lui.
  • [«Crede che Putin stia già prendendo di mira altri Paesi, come la Moldavia?»] Ma siete a conoscenza di quanto annunciato a Mosca negli ultimi anni? Avete mai sentito una sola frase rispettosa nei confronti dell’Ue? Credete che Putin riconosca l’Europa come potenza alla pari? No. Il suo scopo è quello di dividere e lacerare l’Europa, come sta facendo con l’Ucraina. Ascoltate quello che dice la propaganda russa. Lo predicano persino dalle loro chiese, che bisogna conquistare altri Stati: la Moldavia, la Georgia, le repubbliche baltiche. A mio avviso anche la Polonia è minacciata. Anzi, l’intero continente europeo è in pericolo, fintanto che a Putin verrà consentito di aggredire un Paese vicino.
  • Credo che Putin non sia stato in un bunker per due settimane o sei mesi, ma per più di due decenni. Non lo intendo letteralmente, ma nel senso che ha ricevuto informazioni solo dalla sua cerchia. E l'Ucraina, mentre era in questo bunker, è cambiata in modo significativo. Quindi il modo in cui vede l'Ucraina è molto diverso dall'Ucraina che esiste nella vita reale.

Note[modifica]

  1. Citato in Grozny accusa Mosca. «Ci state invadendo», La Stampa, 25 settembre 1999.
  2. a b Citato in Russia: Putin, "La democrazia è dittatura della legge", Adnkronos.com, 25 febbraio 2000.
  3. Citato in Putin: per noi Schengen equivale al Muro di Berlino, La Stampa, 1 giugno 2003.
  4. Citato in Putin e Ciampi ammirano Madonna Litta di Leonardo al Quirinale, Suncaribbean.it.
  5. Citato in Putin: «Non tratto con i terroristi ceceni», L'Unità, 8 settembre 2004.
  6. Citato in Putin: attacchi preventivi per sradicare il terrorismo, La Stampa, 18 settembre 2004.
  7. Citato in Putin dà la linea alla nuova Russia. Più democrazia, meno corruzione, La Stampa, 26 aprile 2005.
  8. Citato in Gaffe di Putin: "Che uomo forte Katsav, ha stuprato 10 donne, lo invidiamo", Repubblica.it, 20 ottobre 2006.
  9. Citato in Putin e il crollo del Muro, Corriere.it, 8 novembre 2009.
  10. Putin: "Monti, un kamikaze che ama l'Italia", su frontierenews.it. URL consultato il 3 marzo 2012.
  11. Da Così le Nazioni dell'Europa stanno perdendo la loro sovranità, ilGiornale.it, 28 ottobre 2014.
  12. Citato in ucraina, putin: "l'esercito di kiev è legione straniera della nato", Rainews.it, 26 gennaio 2015
  13. Citato in Ucraina, Tusk: 300 violazioni della tregua. Merkel e Hollande non escludono nuove sanzioni a Mosca, Repubblica.it, 20 febbraio 2015.
  14. Citato in Russia: Putin, in arrivo oltre 40 nuovi missili intercontinentali, Euronews.com, 16 giugno 2015.
  15. Citato in Blatter si merita il premio Nobel, dice Putin, Il Post.it, 28 luglio 2015.
  16. a b Citato in Onu, Obama: "Assad brutalizza popolo, serve leader". Putin "Un errore non cooperare con Damasco", Repubblica.it, 28 settembre 2015.
  17. a b Citato in Putin – le due possibili cause di Brexit, Vedemosti, 24 giugno 2016; riportato in Russiaintranslation.com.
  18. Citato in Siria: Putin riceve Assad "Onu guidi processo politico", Euronews.com, 21 novembre 2017
  19. Citato in Trump-Putin giocano di sponda sul Russiagate: “Un'inchiesta farsa che ci ha tenuti separati”, ilFattoQuotidiano.it, 16 luglio 2018.
  20. Citato in Putin vuole rimpiazzare Wikipedia con una "nuova, grande e affidabile" versione russa, euronews.com, 8 novembre 2019.
  21. Citato in Russia, Putin minaccia una "risposta asimmetrica, rapida e dura" se l'Occidente oltrepasserà "la linea rossa", Repubblica.it, 21 aprile 2021.
  22. Citato in Putin, Biden è un professionista, dovremo fare attenzione, Ansa.it, 17 giugno 2021.
  23. (RU) Путин заявил, что существующая модель капитализма исчерпала себя, su tass.ru, 21 ottobre 2021.
  24. Citato in Guerra Russia-Ucraina, Putin: “Non mi aspetto di raggiungere accordi con una banda di drogati e neonazisti”, Ilfattoquotidiano.it, 25 febbraio 2022.
  25. Citato in Putin ora parla di "cancel culture", Ilpost.it, 25 marzo 2022.
  26. (EN) Citato in Putin says Western barrage of sanctions failed , tass.com, 18 aprile 2022.
  27. Citato in Andrea Walton, Bielorussia annessa da Putin? Gli oppositori di Lukashenko: “Ci stanno occupando, versione soft di quanto potrebbe accadere in Ucraina”, Il Fatto Quotidiano.it, 2 luglio 2022.
  28. Citato in Gennaro Sangiuliano, Putin: vita di uno zar, Mondadori, 2015. ISBN 978-88-04-65860-3
  29. Cfr. "Perdonare i terroristi spetta a Dio. Mandarglieli a me": Putin non l'ha mai detto, Giornalettismo.com, 20 novembre 2015 e The Last Putin Hero, Snopes.com, 19 novembre 2014.
  30. Citato dal quotidiano tedesco Sueddeustche Zeitung; citato in Ucraina, Putin minaccia Poroshenko: "Se voglio invado la Polonia e la Romania", Il Fatto Quotidiano.it, 18 settembre 2014.

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]