Angela e Luciana Giussani

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Luciana Giussani nel 1992

Angela Giussani (1922 – 1987) e Luciana Giussani (1928 - 2001), sorelle fumettiste ed editrici italiane, creatrici del personaggio Diabolik.

«Un buon cattivo», intervista alle sorelle Giussani, autrici di Diabolik

Intervista di Lillo Gullo, La Città Futura, 1 febbraio 1978.

  • [Qualche curiosità su Diabolik. Perché nell'epoca dei Mauser ad altissima precisione e delle «teste di cuoio» è ancora armato del solo pugnale?] Diabolik è rimasto col pugnale perché è un'arma non diciamo romantica, ma sicuramente ottocentesca.
  • [Cosa sono per voi le sue maschere?] Le maschere non sono altro che la moderna variazione dell'antico trucco.
  • [Dove si trovano Clerville e Ghenf?] Clerville si trova certamente in Europa (forse in Francia); i grattacieli sono pochi, le automobili sono Citroen e Jaguar.
  • [Eroi negativi, quali sono Diabolik e la sua compagna Eva Kant, hanno cominciato a sposare cause giuste: rifiuto di rubare in società egualitarie, condivisione di battaglie femministe, eccetera. Come vi è venuto in mente?] Il tutto è cominciato dopo un nostro viaggio in Cina nel marzo 1974. La Cina è un paese meraviglioso capace di farti pensare «adesso cambio vita». Poi torni a casa e magari rifletti su altri aspetti. Intanto il segno ti è rimasto. E allora pensi che hai un giornalino in mano e anche tu devi fare qualcosa.
  • [E i lettori come hanno preso questo cambiamento?] I lettori hanno capito che gli albi impegnati di Diabolik erano un «fare politica» e lo hanno apprezzato. Abbiamo ricevuto una sola lettera di minacce, da Roma, dal gruppo fascista «Il quarto Reich».
  • [Nell'albo n. 25 del 1977, Diabolik aiuta dei guerriglieri. Lui, inguaribile individualista e aristocratico ingegnere del furto, finirà con l'aderire a qualche «collettivo del crimine»?] Non succederà niente di tutto questo. È vero, Diabolik aiuta dei guerriglieri (c'era stato un precedente analogo: nell'albo n. 7 del 1974 un medico accetta i soldi «sporchi» di Diabolik per la costruzione di un ospedale nel Terzo Mondo). Ma perché lo fa? Perché in quel paese, poniamo la Persia, c'è una feroce dittatura. Diciamo pure che Diabolik farebbe la stessa cosa in Cile, dove la violenza probabilmente è necessaria. Se invece si vuol proprio proporre un paragone con l'Italia, bisogna fare alcuni passi indietro, fino alla Resistenza, poiché oggi ci sono margini di democrazia tali da non giustificare la violenza politica.
  • [Diabolik allora non è proprio un cattivo cattivo. Forse per definirlo con un ossimoro, è soltanto un «buon cattivo»] Diabolik è cattivo perché ruba, ma a chi ruba? Le vittime sono sempre delle persone ricchissime (solo una volta – quando conobbe lady Kant – ha ucciso un cameriere). E poi cosa ruba? soldi e preziosi, che probabilmente poi va a buttare; infatti, Diabolik non ostenta ricchezze ed Eva Kant non è mai ingioiellata. Ecco perché il lettore sorvola sulla «criminalità» di Diabolik – che forse è solo un «diverso» – e s'interessa piuttosto agli enigmi da risolvere.

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