Antonello da Messina

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Ritratto d'un uomo (forse Autoritratto), 1475-76

Antonello da Messina, soprannome di Antonio di Giovanni de Antonio (1429 o 1430 – 1479), pittore italiano.

Citazioni su Antonello da Messina[modifica]

  • Con essa [la tecnica della pittura ad olio] va per tradizione congiunto il nome di Antonello da Messina; e sebbene i documenti trovati di recente dimostrino che anche a Venezia essa era conosciuta prima della venuta di lui, è certo che il metodo antonelliano arrecò un perfezionamento, spinse la riproduzione delle vesti, delle carni, d'ogni cosa, più innanzi, più vicino al vero. (Lionello Venturi)
  • Il modo di dipingere ad olio, (già praticato, come sappiamo, a Firenze, sul principio del quattrocento, dal grande pittore Domenico Veneziano) era stato introdotto a Venezia circa la stessa epoca da un certo Antonello da Messina che l'aveva, alla sua volta, imparato dai Fiamminghi. Si racconta in proposito, che Antonello essendo assai geloso di questa sua nuova arte, non voleva insegnarla ad alcuno; e che, per potergli rapire il prezioso segreto, Giovanni Bellini, travestito da ricco patrizio veneto, si fece ritrarre da lui, e così, durante la posa, riuscì ad imparare il metodo. (Evelyn Franceschi Marini)
  • Una volta si presentarono [al pittore Antonello da Messina] un vecchio signore ignoto e un giovinotto suo figlio a chiedere d'essere effigiati. Eseguiti i ritratti, Antonello scrisse, sotto quello del vecchio: Ritratto d'Ignoto; e sotto l'altro: Ritratto di figlio d'Ignoto. Apriti cielo. Esposti i quadri, padre e figlio volevano linciare il pittore. La moglie del vecchio signore querelò Antonello per diffamazione. (Achille Campanile)

Leonardo Sciascia[modifica]

  • Antonello, dunque: e il suo essere siciliano, come personaggio e come artista; come uomo insomma la cui vita, la cui visione della vita, il cui modo di esprimere nell'arte la vita, sono irreversibilmente condizionati dai luoghi dagli ambienti dalle persone tra cui si trova a nascere e a passare l'infanzia, l'adolescenza.
  • E questa può essere la più ovvia conclusione su Antonello: che un uomo straordinariamente «oggettivo» si è trovato a vivere e ad esprimere compiutamente, impareggiabilmente, il momento più «oggettivo» che la storia della pittura abbia mai toccato.
  • I ritratti di Antonello «somigliano»; sono l'idea stessa, l'archè, della somiglianza.

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