Antonino Caponnetto

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Antonino Caponnetto (1920 – 2002), magistrato italiano.

Citazioni di Antonino Caponnetto[modifica]

  • A differenza delle organizzazioni puramente criminali, o del terrorismo, la mafia ha come sua specificità un rapporto privilegiato con le élite dominanti e le istituzioni, che le permettono una presenza stabile nella struttura stessa dello Stato. [...] La mafia è l'estensione logica e la degenerazione ultima di una onnicomprensiva cultura del clientelismo, del favoritismo, dell'appropriazione di risorse pubbliche per fini privati.[1]
  • [In riferimento a Paolo Borsellino] Allora dissi: "Paolo, arrivederci a presto". Non è facile descrivere, né dimenticare lo sguardo che mi dette Paolo. [...] "Ma sei sicuro" - disse - "Antonio, che ci rivedremo?". La domanda mi turbò, mi turbò molto, cercai di mascherare il mio turbamento, la volsi un po' in tono scherzoso, dissi: "Ma che stai dicendo, Paolo? Certo che ci rivedremo". E allora mi abbracciò, ma mi abbracciò con una forza, che mi fece male. Mi strinse. Non se ne rendeva conto, ma mi abbracciò come a non volersi distaccare. Come a volere tenere avvinto qualcosa di caro e portarselo via. Ecco, quello è stato - lì ho sentito che era - l'addio di Paolo.[2]
  • [Uscendo dall'obitorio, dopo l'omicidio di Paolo Borsellino] È finito tutto.[3]
  • [In riferimento alla frase "è finito tutto", pronunciata uscendo dall'obitorio dopo l'omicidio di Paolo Borsellino] Era un momento particolare, di sgomento, di sconforto. Ero appena uscito dall'obitorio dove avevo baciato per l'ultima volta la fronte ancora annerita di Paolo. Quindi è umanamente comprensibile quel mio momento di cedimento, forse non scusabile, ma comprensibile. In quel momento avrei dovuto - avevo l'obbligo, forse, e avrei dovuto sentirlo quest'obbligo - di raccogliere la fiaccola che era caduta dalle mani di Paolo e di dare coraggio, di infondere fiducia a tutti. E invece furono i giovani di Palermo a dare coraggio a me, che trovai dopo pochi minuti in piazza del tribunale. Mi si strinsero attorno con rabbia, con dolore, con determinazione, con fiducia, con speranza. E allora capii quanto avevo sbagliato nel pronunciare quelle parole e quanto bisognava che io operassi per farmele perdonare: operassi per continuare l'opera di Giovanni e Paolo.[4]
  • [In riferimento alla frase "è finito tutto", pronunciata uscendo dall'obitorio dopo l'omicidio di Paolo Borsellino] Cominciarono a urlare «non ci lasciare Caponnetto, non andare via, chi ci difende ora che sono morti Paolo e Giovanni?». Allora capii che grande sbaglio avevo fatto. Aver ceduto a questo momento di debolezza fu un errore enorme. Era come se li avessi uccisi un'altra volta. Era il momento in cui avrei dovuto dimostrare coraggio, avrei dovuto dare coraggio ai giovani, e invece furono i giovani che diedero coraggio a me, e di questo sono sempre stato loro grato. Non mi sono mai sdebitato abbastanza verso i giovani per quello che mi hanno dato quella mattina: l'avermi fatto ritornare la voglia di lottare.[5]
  • La mafia teme la scuola più della giustizia, l'istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa.[6]
  • La Sicilia ha pagato un alto tributo di sangue: spero che adesso ci lascino lavorare in pace.[7]
  • Riappropriatevi del vostro passato: del vostro passato di fierezza, del vostro passato di cultura, del vostro passato di civiltà. E fatelo diventare avvenire, fatelo diventare avvenire per tutti voi. Dovete crederci, dovete crederci incrollabilmente. È questo lo spirito con cui dovete affrontare gli anni meravigliosi della vostra giovinezza e con cui dovrete affrontare, poi, anche le difficoltà della vita. Credere in questi valori: credere in voi stessi, credere in voi quali portatori di valori autentici. I valori che non cambiano mai, i valori che finiranno col prevalere sui disvalori della illegalità, sui disvalori della 'ndrangheta, sui disvalori della mafia, sui disvalori della camorra, sui disvalori della sacra corona unita, sui disvalori della criminalità politica e affaristica. Siete voi che dovete costruite il vostro avvenire. Fatelo. Fatelo con decisione, fatelo con fermezza, fatelo con serenità, ma fatelo anche con amore e con speranza.[8][5]

Citazioni su Antonino Caponnetto[modifica]

  • Concludo ricordando cosa mi disse il capo dell'ufficio istruzione del tribunale di Palermo, Antonino Caponnetto, poco prima di entrare nell'aula del maxiprocesso contro la mafia: «Fatti forza, ragazzo, vai avanti a schiena diritta e testa alta e segui soltanto la voce della tua coscienza». Sono certo che in questo momento e in quest'Aula l'avrebbe ripetuto anche a tutti noi. (Pietro Grasso)
  • Era veramente speciale, perché non ha mai comandato, ha sempre convinto. (Leonardo Guarnotta)
  • La cosa curiosa di Caponnetto è che si va a schierare con Orlando che è stato il peggior denigratore di Falcone. E poi dice che fa l'antimafia, io vorrei sapere i voti a Orlando chi glieli ha dati. (Indro Montanelli)

Note[modifica]

  1. Citato in Io non tacerò: una vita contro la mafia, Ilrecensore.com, 11 aprile 2011.
  2. Dalla trasmissione televisiva di Carlo Lucarelli Antonino Gioè. La Mafia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Blu notte - Misteri italiani, Rai 2, 19 dicembre 2001.
  3. Visibile nel documentario Antonino Caponnetto - padre del pool antimafia, Diario civile, Rai storia, 25 maggio 2016. Video disponibile su Raistoria.rai.it (min. 01:40).
  4. Da Intervista ad Antonino Caponnetto di Gianni Minà nella trasmissione televisiva Storie, Rai 2, 23 maggio 1996.
  5. a b Da Antonino Caponnetto e il suo Pool, Diple Edizioni. Video disponibile su Youtube.com.
  6. Dall'intervento nel convegno Scuola e democrazia, Firenze, 13 marzo 1994; atti disponibile su Edscuola.it.
  7. Dal discorso del giorno del suo insediamento come capo dell'Ufficio istruzione, Palermo, novembre 1983.
  8. Da una registrazione originale della Fondazione Antonino Caponnetto. Visibile in parte nel documentario Antonino Caponnetto - padre del pool antimafia, Diario civile, Rai storia, 25 maggio 2016. Video disponibile su Raistoria.rai.it (min. 57:40).

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