Art Tatum

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Art Tatum, 1946

Art Tatum (1910 – 1956), pianista statunitense.

Citazioni su Art Tatum[modifica]

  • La fama di Tatum fece presto il giro del mondo, grazie ai molti dischi che il pianista poté incidere. Gli procurò scritture nei locali più eleganti di Hollywood e di New York, e, quindi in Inghilterra, nel 1938, e poi ancora in America. Nei primi anni Quaranta era una specie di istituzione, a New York. Al Café Society, nel Greenwich Village, andava spesso ad ascoltarlo Vladimir Horowitz, che era stato pilotato una sera da Artie Shaw e Hazel Scott («Non posso credere alle mie orecchie e ai miei occhi», aveva detto ai suoi accompagnatori quella prima volta); nei localinii della 52ª Strada era una delle maggiori attrazioni, pressapoco come Billie Holiday. (Arrigo Polillo)
  • Quelli che considerava amici erano pochi privilegiati. Tatum accordava la sua fiducia con prudenza, perché, come molti ciechi, era piuttosto diffidente. Era però indulgente coi colleghi: aveva l'abitudine di dire che c'è sempre da imparare, anche dai peggiori, e ascoltava tutti con attenzione. Quando correggeva gli errori altrui – e capitava di farlo spesso perché molti gli chiedevano consiglio – lo faceva con dolcezza, scegliendo con cura le parole per non urtare la suscettibilità di chi l'ascoltava. Aveva la civetteria di apparire indipendente, autosufficiente. Benché fosse completamente cieco da un occhio, e potesse veder soltanto a distanza molto ravvicinata, faceva di tutto per cavarsela da solo. Lo aiutava la sua memoria per le voci, per le forme, per la collocazione delle cose e la disposizione degli ambienti. (Arrigo Polillo)

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