Ashraf Ghani

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Ghani nel 2017

Mohammad Ashraf Ghani Ahmadzai (1949 – vivente), politico ed economista afghano.

Citazioni di Ashraf Ghani[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

The Soviets have left Afghanistan, making the collapse of the besieged puppet regime in Kabul just a matter of time.[1][2]
  • Non lascerò che la guerra imposta al popolo causi la morte di altre persone innocenti, la scomparsa delle conquiste degli ultimi 20 anni, la distruzione di strutture pubbliche e la continuazione dell'instabilità.[3]
  • [Sulla caduta di Kabul] I talebani ce l'hanno fatta a rimuovermi, per evitare il bagno di sangue, ho pensato che fosse meglio partire.[4]
  • [Sulla caduta di Kabul] I talebani hanno vinto il giudizio di spada e pistole e ora sono responsabili della tutela dell'onore, della ricchezza e dell'autostima dei connazionali. Ma hanno guadagnato la legittimità nei cuori? Mai nella storia il solo potere ha dato legittimità a nessuno e mai glielo darà.[4]
  • Nonostante i talebani si fossero impegnati a non entrare a Kabul, si erano avvicinati al palazzo presidenziale. Non avevo paura della morte ma sono stato costretto ad andarmene per evitare spargimenti di sangue nella città e per proteggere Kabul dalla distruzione. (videomessaggio alla Nazione dagli Emirati Arabi Uniti, 18 agosto 2021)[5]
  • Mi sto attualmente consultando per tornare in Afghanistan e combattere per la sovranità dell’Afghanistan. Tornerò presto. In passato molti governanti hanno lasciato l’Afghanistan nell’ora del bisogno e poi sono tornati. (videomessaggio alla Nazione dagli Emirati Arabi Uniti, 18 agosto 2021)[5]

Da Ashraf Ghani sulla ricostruzione degli stati divisi

Ted.com, 2005.

  • La maggior parte del mondo non trae benefici né dal capitalismo nè dai sistemi democratici. Buona parte del globo ha esperienza dello stato come repressivo, come un'organizzazione che si preoccupa di negare i diritti, di negare la giustizia, più che di garantirli.
  • Il mio paese è dominato dall'economia della droga e dalla mafia. I manuali di economia non servono nel mio contesto, e ho avuto pochissimi consigli da chiunque su come mettere insieme una economia legale. La povertà della nostra conoscenza deve diventare la base per proseguire, e non l'imposizione di una struttura che funziona basandosi su modelli matematici, per la quale ho un enorme rispetto.
  • Ogni afgano vede il cielo come una fonte di paura. Siamo stati bombardati. Praticamente non si poteva più vivere. Poi, decine di migliaia di persone che sono addestrate al terrorismo. Da tutte le parti. Gli Stai Uniti, la Gran Bretagna, hanno cooperato, ad esempio, con i servizi segreti egiziani per addestrare migliaia di persone alla resistenza e al terrorismo urbano. Come fare esplodere, come trasformare una bicicletta in uno strumento di terrore. Come trasformare un mulo, un cavallo da traino, qulsiasi cosa. E allo stesso modo i russi. Così, quando la violenza esplode in un paese come l'Afganistan, è a causa di questa eredità.
  • Il 91 per cento degli uomini in Afganistan, l'86 per cento delle donne, ascolta almeno tre stazioni radio al giorno. In termini di linguaggio, in termini di profondità della loro conoscenza del mondo, penso che – oserei dire che – sono molto più sofisticati dei laureati dell'America rurale, e della maggior parte degli Europei. Perché il mondo è importante per loro.
  • La chiave per lo sradicamento della droga è il lavoro. Guardate, c'è un fatto che pochi conoscono – i paesi che hanno un salario medio legale di 1000 dollari a persona non producono droghe.

Da Ashraf Ghani, il candidato progressista di Kabul

Intervista di Lucia Goracci, Rainews.it, 9 aprile 2014.

  • Tutti noi parliamo delle donne come di sorelle, madri, figlie, mogli. Per me, le donne sono donne, punto e basta. Le rispetto, prima di tutto, per il fatto che sono donne. E poi apprezzo quello che hanno da dire. Sono venute da me con una carta nazionale dei loro diritti e io mi sono impegnato di applicarla se diventerò presidente.
  • In genere descrivo me stesso come il ponte sul quale i giovani dell'Afghanistan passeranno per conquistarne il controllo e poi la leadership.
  • [Sui talebani] La maggioranza è composta da giovani diseredati. Poi ci sono persone che hanno ragioni per protestare, e quindi ci sono i criminali belli e buoni: trafficanti di droga, contrabbandieri. Non c'è nulla di ideologico in quello che fanno. Semplicemente trovano conveniente l'insicurezza perchè consente i loro traffici. E poi ci sono gli afghani al soldo degli stranieri. Sono gli affiliati ad Al Qaida che per me hanno perso il diritto di chiamarsi afghani, perchè per Al Qaida l'Afghanistan è un campo di battaglia. All'Al Qaida non importa proprio niente se duemilioni o quattromilioni o diecimilioni di afghani o venti sono spazzati via.

Citazioni su Ashraf Ghani[modifica]

  • Ashraf Ghani appartiene a un'importante e numerosa tribù pashtun, la tribù Ahmadzai. E conta celebri antenati. Suo nonno aiutò Mohammed Nadir Shah a salire sul trono nei primi anni Venti. Il fratello, Hashmat, occupa un posto di rilievo nel gran consiglio di tribù pashtun che rappresentano circa un quarto dell'intera popolazione dell'Afghanistan. Gli americani contano su Ashraf Ghani. La sua esperienza, come funzionario della Banca mondiale e come ministro delle finanze, potrebbe rendere più efficace (e rispettabile) una seconda presidenza di Karzai. (Bernardo Valli)

Note[modifica]

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