Asia Bibi

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Asia Bibi (1971 – vivente), donna cattolica condannata a morte in Pakistan con l'accusa di aver offeso il profeta Maometto.

Intervista: "Io cristiana in carcere per la fede. Salvatemi, sto morendo ogni giorno", la Repubblica, 27 marzo 2011
  • Non ho commesso nessun crimine eppure ogni persona in questa prigione mi fissa come se io fossi la persona più terribile che vive al mondo.
  • Le donne in questo mondo sono chiamate a costruire una casa, un futuro, insieme alle loro famiglie: ma io? [...] Gli estremisti non ci lasceranno mai in pace: sono una donna segnata.
  • Ma il mio sogno più grande è quello di incontrare Papa Benedetto. Haroon mi ha fatto arrivare la notizia che il Santo Padre ha parlato di me: questo mi ha dato moltissima speranza, mi ha spinto a continuare a vivere, mi ha fatto sentire amata e come se l'intero mondo fosse con me. Mi sono sentita onorata: è un privilegio sapere che ha parlato per me, che ha pronunciato il mio nome, che segue il mio caso personalmente. Vorrei vivere abbastanza per vedere il giorno in cui potrò incontrarlo e ringraziarlo di persona.
Lettera: Io, Asia Bibi, muoio: ascoltate la mia voce!, Avvenire, 15 giugno 2011. [collegamento interrotto]
  • Le lacrime no, non mi hanno mai lasciata. Scendono a intervalli regolari. I singhiozzi, invece, sono cessati. Le lacrime sono le mie compagne di cella.
  • Quando si è cristiani in Pakistan, ovviamente bisogna tenere gli occhi un po' più bassi. Certi ci considerano cittadini di seconda categoria.
  • Ma il più delle volte chi è condannato per l'oltraggio supremo, che sia cristiano, indù o musulmano, viene ucciso in cella da un compagno di prigionia o da un secondino. E quando è giudicato innocente, cosa che capita assai di rado, viene immancabilmente assassinato appena lascia il penitenziario. Nel mio Paese l'accusa di bestemmiatore è indelebile.
  • Eppure Allah è solo amore. Non capisco perché gli uomini usino la religione per fare il male.
  • Secondo i giornalisti, 10 milioni di pakistani sarebbero pronti a uccidermi con le loro mani. A chi mi eliminerà, un mullah di Peshawar ha addirittura promesso una fortuna: 500.000 rupie.
  • Il mio unico desiderio, in questa minuscola cella senza finestre, è quello di far sentire la mia voce e la mia rabbia. Voglio che il mondo intero sappia che sto per essere impiccata per aver aiutato il prossimo.
  • Sono arrabbiata con questa legge sulla blasfemia, responsabile della morte di tanti ahmadi, cristiani, musulmani e persino indù. [...] Solo il governatore del Punjab, Salman Taseer, e il ministro cristiano per le Minoranze, Shahbaz Bhatti, hanno avuto il coraggio di sostenermi pubblicamente e di opporsi a questa legge antiquata. Una legge che è in sé una bestemmia, visto che semina oppressione e morte in nome di Dio. Per avere denunciato tanta ingiustizia questi due uomini coraggiosi sono stati assassinati in mezzo alla strada. Uno era musulmano, l'altro cristiano. [...] Un musulmano e un cristiano che versano il loro sangue per la stessa causa: forse in questo c'è un messaggio di speranza.
  • Supplico la Vergine Maria di aiutarmi a sopportare un altro minuto senza i miei figli, che si chiedono perché la loro mamma sia improvvisamente sparita di casa. Dio mi dà ogni giorno la forza di sopportare questa orribile ingiustizia. Ma per quanto ancora?

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