Atraḫasis

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Frammento di tavoletta contenente la storia di Atraḫasis

Atraḫasis, detto anche Utnapištim, re di Šuruppak e l'eroe dei poemi mesopotamici inerenti al diluvio universale.

Citazioni di Atraḫasis[modifica]

Epopea di Gilgamesh[modifica]

  • All'albeggiare del settimo giorno [dopo il diluvio] liberai una colomba e la lasciai andare. Volò via, ma non trovando dove riposarsi fece ritorno. Poi liberai una rondine ed essa volò via, ma non trovando dove riposarsi fece ritorno. Poi liberai un corvo e questo vide che le acque si erano ritirate, mangiò, volò all'intorno, gracchiò e non fece ritorno.
  • [Sul diluvio universale] Alle prime luci dell'alba venne dall'orizzonte una nube nera; tuonava da dentro, là dove viaggiava Adad, signore della tempesta. Davanti, sopra collina e pianura, venivano Šullat e Ḫališ, nunzi della tempesta. Poi sorsero gli dèi dell'abisso: Nergal divelse le dighe delle acque sotterranee, Ninurta dio della guerra abbatté gli argini e i sette giudici degli Inferi, gli Anunnakkū, innalzarono le loro torce, illuminando la terra di livida fiamma. Sgomento e disperazione si levarono fino al cielo quando il dio della tempesta trasformò la luce del giorno in tenebra, quando infranse la terra come un coccio. Per un giorno intero imperversò la bufera, infuriando sempre di più si riversava sulla gente come l'impeto di una battaglia; nessuno poteva vedere il proprio fratello, né dal cielo si potevano vedere il proprio fratello, né dal cielo si potevano vedere gli uomini. Anche gli dèi erano terrorizzati dal diluvio, fuggirono nel più alto cielo, il firmamento di Anu; si rannicchiarono contro le mura, acquattandosi come cani bastardi. Poi Ištar, Regina del Cielo dalla dolce voce, gridò come donna in travaglio: "Ahimè, gli antichi giorni sono ormai polvere, poiché io ho ordinato il male. Oh, perché ho ordinato questo male al concilio di tutti gli dèi? Guerre ho ordinato per distruggere gli uomini, ma non sono forse essi la mia gente, dal momento che io li ho generati? Ora nell'oceano galleggiano come uova di pesci".
  • Nulla permane. Costruiamo forse una casa che duri per sempre, stipuliamo forse contratti che valgano per ogni tempo a venire? Forse che i fratelli si dividono un'eredità per tenerla per sempre, forse che è duratura la stagione delle piene? Solo la ninfa della libellula si spoglia della propria larva e vede il sole nella sua gloria. Fin dai tempi antichi, nulla permane. Dormienti e morti, quanto sono simili: sono come morte dipinta. Che cosa divide padrone e servo quando entrambi hanno compiuto il proprio destino? Quando gli Anunnakkū, i giudici, si radunano e anche Mammetun madre dei destini, assieme decretano i fati degli uomini. Vita e morte assegnano, ma non rivelano il giorno della morte.

Citazioni su Atraḫasis[modifica]

  • Fra tutti gli Dei, Utnapistim, falso e bugiardo invero come loro, è il solo che si commuova e pianga sulla misera sorte dell'umanità distrutta dal Diluvio. E Utnapistim, cessato il Diluvio, non ristà dall'offrire sacrificio agli altri Dei crudeli che, pure, lo volevano ucciso. Insomma, nel racconto babilonese l'uomo è migliore della Divinità, e gli Dei vi si mostrano violenti, ghiottoni e bugiardi non meno che nell'Iliade. (Salvatore Minocchi)

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