Epopea di Gilgamesh

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L'epopea di Gilgamesh, poema epico assiro-babilonese.

  • Gilgamesh, dove ti affretti? Non troverai mai la vita che cerchi. Quando gli dèi crearono l'uomo, gli diedero in fato la morte, ma tennero la vita per sé. (cap. 4, p. 134)
  • A cagione di mio fratello ho paura della morte, a cagione di mio fratello vado ramingo per le lande. Come posso tacere, come posso riposare? Egli è polvere e anch'io morrò e sarò disteso nella terra per sempre. (cap. 4, p. 139)
  • Cosa farò, Utnapistim, dove andrò? Già il ladro nella notte ha ghermito le mie membra, la morte abita nella mia camera; ovunque si posi il mio piede, lì trovo la morte. (cap. 6, p. 148)

Bibliografia[modifica]

  • L'epopea di Gilgamesh, a cura di N. K. Sandars, traduzione di Alessandro Passi, Adelphi. ISBN 8845902110

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