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Autodromo internazionale del Mugello

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Il rettilineo principale dell'autodromo internazionale del Mugello (2011)

Citazioni sull'autodromo internazionale del Mugello.

  • La cosa bella del Mugello è la soddisfazione che ti viene quando hai imparato a raccordare tutte quelle curve. Sono quindici, alla fine, e tutte di raggio diverso (certe volte di poco, ma diverso) e quando trovi la linea tra tutti quei saliscendi è uno sballo. Perché di frenate toste ce ne sono soltanto tre: la San Donato, il Correntaio e la Bucine; per il resto è tutto un dipingere traiettorie morbide, accarezzando i freni, quasi senza variare i carichi della moto, giocando con il gas e spostandosi in sella ad alta velocità. Chi ama la bella guida non può non amare il Mugello.
  • La prima volta che girai al Mugello era la primavera del 1975 [...]. Che pista! Dico la verità, per uno come me [...] c'era da perdersi. Conoscevamo le piste italiane: Monza, Modena, Misano, Vallelunga [...] ma qui c’era la lunghezza della Stradale di Monza, quasi sei chilometri (!) con un numero di curve... spropositato per uno che non le aveva mai viste! Quelle Esse che si assomigliavano così tanto, la Casanova-Savelli che ti spingeva fuori, l'Arrabbiata 2 con l'uscita cieca, difficilissimo memorizzare i passaggi. Da rimanere disorientati.
  • Per vincere al Mugello occorre sentirsi perfettamente bene con la propria moto. È una pista tecnica, dove si può fare la differenza, ma ci sono le staccate sull'angolo, le uscite di curva che non si vedono e le contropendenze: bisogna essere a posto con il mezzo e conoscere altrettanto bene dove mettere le ruote.

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