Bisalta

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Cuneo e la Bisalta

Citazioni sulla Bisalta.

  • La montagna, che forse fu denominata Bisalta, perché forma due vertici uno sopra dell'altro, in forma bicorne, sorge in fronte, e ad ostro di questo comune [Peveragno]. Essa per riguardo all'agricoltura, si può dividere in quattro zone, di cui la prima è arabile; la seconda verdeggia di castagni fruttiferi; la terza è popolata di faggi, avellani, e castagni selvatici, costituenti le selve comunali; la quarta è in parte destinata a pascoli, ed in parte non offre che nude, ed infeconde, roccie. (Goffredo Casalis)
  • Mentre giungevano le voci delle atrocità tedesche a Boves e a Chiusa Pesio, la popolazione di Cuneo tenne un contegno ammirevole, di piena solidarietà per le popolazioni colpite, di odio per l'invasore, guardando alla Bisalta, la montagna che si erge maestosa alle spalle del capoluogo, con affetto e fiducia come al simbolo della resistenza che cresceva e che un giorno avrebbe liberato la città e l'intero paese. (Paolo Cinanni)
  • Negli anni cinquanta, quando Peveragno era ancora un paese povero, un paese di contadini, muratori, manovali, una grossa impresa mineraria diede inizio alla ricerca dell'uranio sulle pendici della Bisalta, e la gente sperò nel miracolo di avere un'industria in casa. Erano venti gli operai che lavoravano in quelle gallerie di sondaggio. Sei sono morti, sono morti male, con i polmoni pietrificati. I vivi, i superstiti, sono tutti malati di silicosi. Il tempo, come una spugna maledetta, cancella sempre le piccole storie dei poveri. Oggi la gente di Peveragno ricorda ancora la tragedia della Bisalta, la ricordano soprattutto gli anziani e i vecchi, con pietà. (Nuto Revelli)

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