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Bruce Marshall

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Bruce Marshall, 1959

Bruce Marshall (1899 – 1987), scrittore scozzese.

Ad ogni uomo un soldo

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  • È male fare il male a fin di bene.
  • Il cristianesimo è insolito, è questo il suo principale inconveniente.
  • Il più grande delitto commesso del secolarismo contro l'umanità è di averla defraudata di un degno motivo per le sue fatiche.
  • La carità è fatta di smeriglio da una parte ed ovatta dall'altra e lui si era fatto prete proprio per farsi male per amore del Signore.
  • La Chiesa di Dio, disse Gaston, era una nave sull'oceano, una lampada nel buio, un lago nel deserto, un fuoco ardente in una notte d'inverno.
  • La misericordia di Dio è una fune lunga e forte, e non è mai tardi per aggrapparvisi.
  • La realtà era realtà non perché uno la sentiva o non la sentiva, ma perché esisteva.
  • Ma soprattutto quando cadevano le bombe incendiarie trovava difficile credere che il mondo era amore e non chimica.
  • Parlava con dolcezza, attraverso la barba, perché sapeva che così avrebbe parlato il Signore, e sorrideva alla gente con gli occhi, perché sapeva che il Signore Gesù era sempre entrato nel cuore degli uomini pian piano.
  • Se si combinava qualche pasticcio, erano pasticci così grossi che ben di rado la gente se ne accorgeva.

Il coniglio bianco

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  • Il nostro Führer è superiore al vostro Churchill che è soltanto un lacchè del giudaismo internazionale. (p. 156)
  • Il Sanitäter, un nanerottolo ubriaco con un feroce sguardo da alcolizzato nei suoi occhi strabici, dimostrò subito di ignorare le più elementari regole dell'igiene sputacchiando saliva, ed emettendo un fiato puzzolente proprio in faccia al paziente, versò un po' d'alcool su un lurido batuffolo di cotone con il quale tolse il pus dalla profonda, lunga ferita sul polso di Yeo-Thomas.
    «È tempo sprecato curare malati che dovranno comunque crepare,» brontolò. (p. 169)
  • Sulle cuccette stavano distese alcune creature scarne, dagli occhi lucidi di febbre e dalla fronte bagnata di sudore. Quasi tutti quei fragili corpi erano avvolti in sudicie tende intrise di sangue e di pus. Quei poveri disgraziati, che puzzavano di orina, di feci, di vomito e di cancrena, si lamentavano, piangevano, borbottavano invocazoni a Dio o bestemmie e di tanto in tanto si levava l'angoscioso grido, destinato a restare senza risposta, di: «Eli, Eli, lama sabacthani?» (p. 249)
  • Forse, ai felici e ai ricchi non è lecito sperare di entrare nel Regno dei Cieli; forse, solo quando sono caduti nel terrore e nella disperazione, gli uomini sono in grado di apprezzare il Regno promesso da Dio. (p. 255)

Bibliografia

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  • Bruce Marshall, Il coniglio bianco, Aldo Garzanti Editore, Milano 1967.
  • Bruce Marshall, Ad ogni uomo un soldo, Editoriale Jaca Book, Milano 1997

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