Buda (folklore)

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search

Citazioni sul buda.

Citazioni[modifica]

  • Il Buda, dunque, è un fabbro il quale, bevuto un decotto di certa erba, che veramente cagiona l'ebrietà e, in forti dosi, perfino il delirio, piglia di notte le forme di iena e se ne va in giro a fare incantesimi; le eclampsie, le epilessie, le convulsioni isteriche, il ballo di San Vito, tutti malefizi del Buda. (Ferdinando Martini)
  • L'Etiopia cristiana e non-cristiana era (e certo rimane ancor oggi) la patria d'elezione dei būda, i nefandi uomini-iena: ai nostri scettici occhi di Europei creature immaginarie, ma realisticamente esistenti stando alla diffusa credenza abissina. Sono esseri che di giorno hanno normale aspetto umano, ma che per sortilegio di notte si trasformano in iene, e nell'oscurità attaccano e divorano i viandanti isolati. Sospettando la nostra incredulità al riguardo, alcuni informatori locali fornirono precisazioni. Di alcuni būda si conosce con certezza preciso nome e indirizzo. Lo rivelano, verificate da testimoni di piena fiducia, le lunghe serie di orme di iena che dalla macchia talora si osservano condurre direttamente fino alla porta di casa del tristo personaggio: perché la notte precedente questi è tornato a casa ancora in forma di bestia, ritrasformandosi in uomo solo dopo avere in segreto varcata la soglia. Ma la sinistra verità viene spesso per paura tenuta segreta anche da chi ha avuto la sorte di scoprirne e individuarne le tracce rivelatrici. Se ne parla solo in prudente bisbiglio, con persone fidate. (Bernardo Bernardi)
  • La religione degli Abissini è mescolata con una moltitudine di superstizioni che probabilmente ricevettero dai lor vicini, Musulmani o idolatri. Una di tali superstizioni, la più tra essi irradicata, è la credenza ai buda o fatucchieri. Tutti gli operai che lavorano il ferro, tutti gl'individui di quella tribù di Falassia che abitano le montagne del Samen, hanno in Abissinia il grido di possedere la singolare virtù di trasformarsi in bestie feroci, e sotto questa forma strana abbandonarsi a corse vagabonde, ciò che i contadini delle provincie di Francia, che hanno una pressochè simile credenza, chiamano correre il loup-garou, ed in alcune parti d'Italia fare il lupo mannaro. Citano gli Abissini in acconcio della loro opinione il fatto che trovansi di sovente delle iene colle orecchie forate o, il che diventa ancora più decisivo, con pendenti alle orecchie. (Amédée Tardieu)

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]