Amédée Tardieu

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Amédée Tardieu (1822 - 1893), bibliotecario e geografo francese.

Senegambia e Guinea[modifica]

  • [Sui galla] Divisi in numerose tribù che di vincolo comune non hanno che il linguaggio, in tutte sono la ferocia ed il sucidume delle più selvagge popolazioni. Non mangiano che carne cruda, bevono il sangue degli animali la cui carne li nodrisce, e le intestina dei quali vengono poi usate a collane o in acconciature del capo orribili a vedersi. Armati di lunghi bastoni induriti al fuoco, di scudi di pelle bovina, fanno contra i nemici incursioni rapide e disastrose. La sete loro di sangue, nulla risparmia: quindi, malgrado l'imperfezione delle armi delle quali fan uso, la loro ben conosciuta crudeltà, le orride grida che mandano pugnando, gettarono per gran tempo tra gli Abissini un impression di terrore che loro non permetteva di resistere. (p. 28)
  • Non solamente è la poligamia lecita ai Galla, ma, siccome una numerosa famigla è fra questo popolo primitivo il miglior mallevadore d'una grande possanza, le donne stesse sono le prime a sollecitare i mariti a prender un'altra compagna. (p. 29)
  • L'esistenza del purgatorio non è dagli Abissini ammessa; tengono che l'anima scenda all'inferno tosto che abbia cessato d'avvivare il corpo, e che di tempo in tempo l'arcangelo Michele vada a prendere, per ammetterli nel paradiso, quelli che le loro buone azioni, durante la loro vita terrestre, oppure, dopo la morte, le espiazioni dei parenti e de'sacerdoti, resero degni della clemenza celeste. (p. 42)
  • Possiamo qui notare, che, contrariamente agli usi dell'Oriente, le donne in Abissinia non sono soggette a veruna specie di costingimento, e godono anzi, pei talenti o per la beltà, di grande influenza nello stato sociale. (p. 42)
  • La religione degli Abissini è mescolata con una moltitudine di superstizioni che probabilmente ricevettero dai lor vicini, Musulmani o idolatri. Una di tali superstizioni, la più tra essi irradicata, è la credenza ai buda o fatucchieri. Tutti gli operai che lavorano il ferro, tutti gl'individui di quella tribù di Falassia che abitano le montagne del Samen, hanno in Abissinia il grido di possedere la singolare virtù di trasformarsi in bestie feroci, e sotto questa forma strana abbandonarsi a corse vagabonde, ciò che i contadini delle provincie di Francia, che hanno una pressochè simile credenza, chiamano correre il loup-garou, ed in alcune parti d'Italia fare il lupo mannaro. Citano gli Abissini in acconcio della loro opinione il fatto che trovansi di sovente delle iene colle orecchie forate o, il che diventa ancora più decisivo, con pendenti alle orecchie. (p. 43)
  • Gli Abissini sono ottimi cavalieri; la leggerezza delle loro vesti riesce perfettamente favorevole a un esercizio che richiede sopra ogni altra cosa la libera disposizione dei movimenti. Armati di leggiere scudo e d'una giavelina, colla testa coperta da una specie d'elmo, maneggiano l'armi con destrezza e sono sempre perfettamente padroni della montura. (p. 46)
  • Gli Abissini che in tempo di turbolenza e d'anarchia spogliano senza scrupolo i viaggiatori e talvolta anzi saccheggiano interi villaggi, stimano tuttavia che il furto sia tra le azioni più vergognose; e siccome d'altra parte è tra essi punito in modo severissimo, rari ne sono gli esempi. Una virtù comune fra loro e che può far loro perdonare molti difetti si è l'ospitalità: giammai un viaggiatore si dà pensiero dell'alloggio; quando la sera giunge in un villaggio, gli si schiva sino la briga di domandare ricovero; la prima persona che lo incontra, l'invita ad andarne in casa sua, e per quel giorno la famiglia dell'ospite diventa sua. (p. 47)
  • Il governo dell'Yurriba è ereditario, dispotico, ed ogni suddito è tenuto come schiavo; ma in pratica è dolce ed umano. (p. 325)
  • [Sugli yoruba] Gli uomini sono di forme bellissime e di facili modi: le donne in generale hanno minori attrattive degli uomini, certamente perché più esposte al sole ed alle fatiche. (p. 43)

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