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Carlo Cesare Malvasia

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Ritratto di Carlo Cesare Malvasia.

Carlo Cesare Malvasia (1616 – 1693), storico dell'arte italiano.

Incipit di Aelia Laelia Crispis[modifica]

ELIA LELIA CRISPI io mi chiamai.
Non fui mai uomo, donna o ermafrodito,
putta, giovane o vecchia, e non fui mai
casta, pudica o donna di partito.
Però tutto io fui: non fu a toccarmi ardito
ferro, fame o velen, che pur provai.
Nel ciel, nell'acque e non è in terra il sito
del mio riposo, e ovunque io pur posai.

La Felsina Pittrice[modifica]

Incipit[modifica]

Citazioni[modifica]

  • Non poté mai tolerare [l'Albani], che si seguitasse il Caravaggio, scorgendo essere quel modo il precipitio, e la totale ruina della nobilissima, e compitissima virtù della Pittura, poiché, se bene era da laudare in parte la semplice imitatione, era nondimeno per partorire tutto quello, che ne è seguito in progresso di 40 anni. [...] Non possono essere i Pittori egualmente eccellenti in tutte le parti. Se il Caravaggio havesse havuto questi requisiti saria stato Pittore dirò Divino, questo, non haveva cognitione nelle cose sopranaturali, mà stava troppo attaccato al naturale. (da La Felsina Pittrice, 1678; citato in Francesca Marini, 2003, pag. 184)

Bibliografia[modifica]

  • Aelia Laelia Crispis, traduzione di Carlo Cesare Malvasia, in "Il piccolo libro del Nonsense", a cura di Pier Paolo Rinaldi, A. Vallardi Editore, 1997. ISBN 8882110400

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