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Carlo Gastone Della Torre di Rezzonico

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Carlo Gastone della Torre di Rezzonico (1742 – 1796), scrittore italiano.

Citazioni di Carlo Gastone Della Torre di Rezzonico[modifica]

  • E qual nuovo mi s'apre arduo sentiero | che teme Euterpe di calcar? Da lunge | miro le balze d'altissima rupe, | cui molto intorno le profonde selve | spargono orror di sacra nebbia, e tutto | aspreggiano i dumeti ispidi il fianco. | Pur di timida luce un fioco raggio | vacilla intra le fronde, e il cammin segna; | qual se fra nubi al viator si mostri | io la bicorne de' vaghi astri regina, | allor che nel suo corso umido vince | fredda notte autunnale i di già manchi. | Cingono il monte orrende valli e lungo | fragor di vorticose onde e lamento | d'Eco in vote caverne. Ah non è questa | la vestita di fiori erta di Pindo! | Questa non è la garrula Aganippe, | che tra' lauri febei mormora e fugge! (da L'origine delle idee, in Poeti minori del Settecento, a cura di Alessandro Donati, Gius. Laterza & Figli, Bari, 1913, p. 130)
  • [A proposito dell'area di Paestum] Io non credo, che antichità più ragguardevoli incontrar si possano in tutta Europa. L'ambito intero delle mura con alcune torri e colle porte annunziano la città da lontano, e ne segnano i confini. Le tre solenni fabbriche, dette volgarmente tempj, torreggiano vittoriose di molti secoli, e non cessò di maravigliare, che sì poco note per tanto tempo restassero alla curiosità degli antiquarj e dei forestieri. [...] I monumenti Paestani a buon titolo si possono attribuire all'insegno degli Etruschi [...] Ben più malagevole parmi il dire cose fossero queste tre fabbriche. Una d'esse (dessa) fu Tempio; ma le altre due per avventura dir si debbano Pritaneo, Calcidica, Ginnasio. (da Viaggio a Napoli negli anni 1789 e 1790)

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