Carlo Malagola

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Carlo Malagola (1855 – 1910), storico italiano.

Lettere inedite di uomini illustri bolognesi[modifica]

  • [...] Padre Abbate Guido Grandi cremonese, il quale appunto allo stesso [Eustachio] Manfredi può essere paragonato, poiché fu grande veramente anch'egli nelle lettere, nelle matematiche, nella meccanica e nell'idraulica, oltre che nella filosofia e nell'antiquaria. (Libro I, Prefazione, p. XV)
  • A tutti è noto il merito del Manfredi nelle lettere e nelle matematiche e nella meccanica, ma egli fu grande anche nell'astronomia, e della sua dottrina nella scienza delle acque porgono testimonianza sopra ogni altra cosa le Annotazioni al trattato della natura dei fiumi del Guglielmini, delle quali F. M. Zanotti, uomo dottissimo in ogni maniera di scienze, ebbe a dire che «contengono assai più di quello che soglia aspettarsi dal titolo» e che «fecero un accrescimento notabile all'idrostatica.» (Libro I, Prefazione, p. XX)
  • Di un'altra celebre donna bolognese, che fu, come la Bassi[1], chiara per fama, valorosa per dottrina e lettrice nella patria Università [di Bologna], ho voluto pubblicare una lettera. È dessa Clotilde Tambroni, della quale l'illustre ellenista francese Gian Battista Villoison d'Ansse[2] affermava che tre soli erano capaci in Europa di scrivere come lei, e quindici soli capaci d'intendere i suoi scritti! Ma se pur ciò vorrà a taluno parer troppo, certo però non sarà alcuno che non vegga in quelle parole una chiara testimonianza dell'altissima estimazione che la Tambroni si acquistò appresso gli stranieri. (Libro I, Prefazione, pp. XXXV-XXXVI)
  • Ultimo per tempo di questi illustri bolognesi, autori delle lettere che ora si offrono al pubblico, è il Cardinale Giuseppe Mezzofanti poliglotta[3], al quale nessuno è, né mai sarà forse, da paragonare. I quattro più celebri conoscitori di lingue che furono prima di lui, cioé Mitridate, Pico della Mirandola, Jonadab Alhanar e Guglielmo Jones non toccarono il limite di trenta lingue, ma il Mezzofanti ebbe conoscenza di quasi cento quattordici tra lingue e dialetti. E forse un giorno, lontano da noi, nessuno vorrà credere un così straordinario prodigio, e ben è degno che il mondo faccia eternamente le maraviglie. Ma ben più è degno ch'ei maravigli, pensando quanti uomini grandi in ogni sapienza, e da onorarsene un'intera nazione, abbia generato Bologna in un tempo relativamente sì breve. E solo essa per vero può vantare un tal numero di uomini, dottissimi ciascuno in una stessa famiglia. Forse né per l'Italia, né per Bologna sorgeranno più giorni così splendidi per gloria come quelli in cui
    [...] i sacri ingegni | alzar sublime le facean la fronte | E toccar tutti del sapere i segni. (Libro I, Prefazione, p. XXXVII)

Note[modifica]

  1. Laura Bassi (1711 – 1778), fisica e accademica italiana.
  2. Jean-Baptiste-Gaspard d'Ansse de Villoison (1750 – 1805), ellenista e filologo francese.
  3. Nel testo "poliglota".

Bibliografia[modifica]

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