Caterina va in città

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search

Caterina va in città

Questa voce non contiene l'immagine di copertina. Per favore aggiungila, se puoi. :)
Titolo originale

Caterina va in città

Lingua originale italiano
Paese Italia
Anno 2003
Genere commedia
Regia Paolo Virzì
Soggetto Francesco Bruni, Paolo Virzì
Sceneggiatura Francesco Bruni, Paolo Virzì
Produttore Ricardo Tozzi
Interpreti e personaggi

Caterina va in città, film italiano del 2003 con Sergio Castellitto, Margherita Buy e Claudio Amendola, regia di Paolo Virzì.

Frasi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Questo è il programma di quest'anno, ma come forse già saprete lo porterete all'esame con un altro insegnante perché il provveditorato di Roma – bontà sua – ha finalmente dato ascolto alla mia ennesima e credo sacrosanta richiesta di trasferimento del sottoscritto. Per congedarmi da voi, però, voglio dirvi una cosa: che tutte le ore passate insieme in quest'aula, tutte le giornate trascorse qui, sono state le più inutili e deprimenti della mia vita. Mi domando perché abbiate perso tanto tempo a venire in una scuola che di per sé non serve a niente, ma in particolare per voi, voi – venti, ventuno, quanti siete – che a mio modesto parere siete assolutamente e irrimediabilmente inadatti a qualsiasi tipo d'apprendimento. Concludendo, siete una delle peggiori e più avvilenti esperienze che si possano augurare a un insegnante, e se permettete voglio dirvi un'altra cosa: [suona la campanella e gli studenti si dileguano]. (Giancarlo)

Dal diario di Caterina[modifica]

  • Venerdì 9 settembre 2002. Oggi ci siamo trasferiti nella casa dei nonni di Roma che sono morti. Ho calcolato che dal cartello arrivederci a Montalto a quello di benvenuti a Roma sono esattamente 97 chilometri e 712 metri, che abbiamo percorso in un'ora e 45 minuti, compresa una sosta-pipì alla stazione di servizio Arrone ovest.
  • Lunedì 12 settembre, primo giorno di scuola, la stessa che ha frequentato papà, che però c'è rimasto male che il forno dietro l'angolo è diventato una banca, i bidelli sono cambiati e i suoi insegnanti di trent'anni fa sono tutti in pensione.

Dialoghi[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Giancarlo: In classe mia c'erano il figlio del direttore di un quotidiano, la figlia di un giudice costituzionale, e poi tre o quattro figli de medici primari, che ne so, registi, avvocati... comunque adesso penso che il livello si è molto molto abbassato, eh.
    Caterina: [Entrando a scuola] Ah, bella però! 'Mappe!
    Giancarlo: Ecco, io per esempio ammappe non lo direi, ecco, non è necessario che te fai riconosce da'n'do vieni, va bene? Comunque, fai come te pare.
    Caterina: Ok.
    Giancarlo: E ricordati il banco, eh.
    Caterina: Né in fondo né davanti.
    Giancarlo: Brava: no da ruffiani ma neanche da imboscati, diciamo terza-quarta fila un po' laterale sinistra, se possibile. Valuta pure tu, ecco.

Altri progetti[modifica]