Chiara Lubich

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Chiara Lubich

Silvia Lubich detta Chiara (1920 – 2008), insegnante ed attivista cattolica italiana.

Citazioni di Chiara Lubich[modifica]

  • Santa Teresina e i seguaci della piccola via sembrano eternare la parola: «Se non vi convertirete e non vi farete come i piccoli, non entrerete nel Regno dei Cieli» (Mt 18, 3). (da La dottrina spirituale, Città Nuova, 2006)
  • Non c'è cristiano senza la croce. Se non portiamo la nostra croce non possiamo seguire Gesù che sale al Calvario portando la sua croce. La croce è la radice della carità. Con essa abbiamo una vita solida, ben piantata, protetta contro le tempeste. Con essa si cammina sicuri. Due grandi amori deve possedere il nostro cuore: Maria come punto d'arrivo e la croce come mezzo per essere un'altra lei nel mondo, e adempiere i disegni di Dio.[1]
  • Il dolore è un dono che Dio fa ad creatura.[1]
  • Tutto quello che ci succederà, come dolori e gioie, grazie e disgrazie, fatti notevoli (quali successi e fortune, incidenti o morti di cari), fatti insignificanti (come il lavoro quotidiano in casa, in ufficio o a scuola), tutto, tutto acquisterà un significato nuovo perché a noi offerto dalla mano di Dio che è Amore. Egli vuole, o permette, ogni cosa per il nostro bene. E prima o poi noi ci accorgeremo, guardando con gli occhi dell'anima, che un filo d'oro lega avvenimenti e cose e compone un magnifico ricamo: il disegno, appunto, di Dio su di ciascuno di noi.[2]
  • Maria non è andata da Elisabetta per cantare il Magnificat, ma per aiutarla. Così noi, non dobbiamo andare dai prossimi per svelare il tesoro cristiano che portiamo nel cuore, ma per portare con essi dolori e pesi e dividere gioia e responsabilità.[3]
  • [...] quando cominciamo a vivere il Vangelo. Dapprima siamo trasportati anche dall'entusiasmo, oltre che dalla convinzione, in questa rivoluzione che il Vangelo propone. Ma a un dato momento il Signore, attraverso un discorso o uno scritto o un colloquio, ci fa capire quale sia la condizione indispensabile perché la scelta di Dio come ideale sia autentica. Ci viene parlato allora del dolore, della croce, di Gesù crocifisso e abbandonato.

Per poter proseguire la nostra strada e per poter continuare a dare Gesù al mondo è necessario che noi diciamo allora un secondo “sì”, il “sì” alla croce, come quello che Maria deve aver pronunciato nel profondo del cuore, ascoltando il vecchio Simeone.[3]

  • Se abbiamo sperimentato che è "tutto vero" quello che Gesù dice, è facile lasciare ogni altro maestro per Lui. (in Città Nuova, 4, 1976)
  • Chi innesta la sua vita nel pensiero di Dio, realizza nella sua esistenza quanto ha sempre sognato e certamente più. (in Città Nuova, 24, 1980)
  • I focolarini vedono in Maria quella persona che, perché è stata fedele al proprio particolare compito, ha partecipato alla vita di tutta l'umanità. (in Città Nuova, 24, 1980)

L'arte di amare [modifica]

  • Chi è il prossimo? Lo sappiamo, non dobbiamo cercarlo lontano: il prossimo è il fratello che ci passa vicino.
  • La prima qualità dell'amore cristiano è amare tutti.
  • Occorre, per essere cristiani, amare questo prossimo ora. Quindi non un amore platonico, non un amore ideale: amore fattivo.
  • Per amare, il cristiano deve fare come Dio: non attendersi di essere amato, ma amare «per primo».
  • Se noi avremo il cuore di una madre o, più precisamente, se ci proporremo di avere il cuore della Madre per eccellenza: Maria, saremo sempre pronti ad amare.
  • Utilizzando un linguaggio oggi abbastanza noto, possiamo dire che l'amore non conosce «alcuna forma di discriminazione».

Scritti[modifica]

  • Amiamoci! Ci troveremo un giorno tutte lassù unite per tutta l'Eternità, se quaggiù avremo avuto il coraggio di amarci senza scuse. (senza data, 1944?)
  • Ti voglio bene | perché sei entrato nella mia vita | più dell'aria nei miei polmoni, | più del sangue nelle mie vene. (24 aprile 1960)
  • Il vergine è colui che avanza senza appoggi, solo con Dio. (31 ottobre 1968)
  • La verginità gradita a Dio non sta solo nella verginità fisica, ma in quell'atteggiamento spirituale che è "inesistenza" per sé, onde esser tutti sempre per Dio. (31 ottobre 1968)
  • Nessuno è perduto di quelli che entrano in Dio. (13 dicembre 1968)
  • Oggi nella società dei consumi solo una cosa si vuol risparmiare: il tempo. (19 ottobre 1970)
  • Gli avvenimenti veramente grandi nascono da piccole cose. (10 gennaio 1978)
  • Certo che questo tenersi Natale e bandire il Neonato è qualche cosa che addolora. (22 novembre 1980)
  • La "pace" è effetto dell'unità. (24 novembre 1985)
  • Penso che ci sono nelle nostre religioni le medicine per curare questo mondo malato e riportarlo alla salute, all'armonia, alla pace. (8 marzo 1990)
  • L'individuo isolato è incapace di resistere a lungo alle sollecitazioni del mondo, mentre nell'amore vicendevole trova l'ambiente sano, capace di proteggere la sua purezza e tutta la sua autentica esistenza cristiana. (Novembre 1999)

Note[modifica]

  1. a b Chiara Lubich. Misteri Dolorosi - Meditati da Chiara Lubich. ppsmeditazionipreghiere.org. URL consultato il 2016.
  2. Chiara Lubich. Misteri Gloriosi - Meditati da Chiara Lubich. ppsmeditazionipreghiere.org. URL consultato il 2016.
  3. a b Chiara Lubich. Misteri Gaudiosi - Meditati da Chiara Lubich. ppsmeditazionipreghiere.org. URL consultato il 2016.

Bibliografia[modifica]

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