Clarice Lispector

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Statua di Clarice Lispector a Recife, Pernambuco, Brasile

Clarice Lispector (1920 – 1977), scrittrice, giornalista e traduttrice ucraina naturalizzata brasiliana.

Incipit di L'ora della stella[modifica]

A questo mondo tutto è cominciato con un sì.[1]

Citazioni su Clarice Lispector[modifica]

  • Dotata di un enorme talento e di una personalità rara, dovrà soffrire, fatalmente, per il peso di entrambi, dal momento che gode ampiamente dei loro benefici. (Gilda de Souza e Mello)[2]
  • Era insicura e chiedeva spesso alle persone il loro parere. Con gli altri libri Clarice non aveva dimostrato questa insicurezza. Con Água Viva sì. Quella fu l'unica volta che vidi Clarice esitare prima di portare un libro all'editore. Lei disse lei stessa. (Olga Borelli)[3]
  • Lo scarafaggio è l’unico riferimento all’opera di Kafka, e se per molti brasiliani Clarice Lispector è un’icona della letteratura nazionale, per me è lo scrittore ebreo più importante dopo Kafka. Clarice si è posta domande, e ha anche trovato delle risposte, sulle più tipiche questioni ebraiche: la bellezza e l’assurdità di vivere in un mondo in cui Dio è morto e coloro che in maniera un po’ folle sono determinate a scovarLo. (Benjamin Moser)[4]
  • Per la prima volta un autore brasiliano va oltre la semplice approssimazione in questo campo quasi vergine della nostra letteratura, per la prima volta un autore penetra fino in fondo la complessità psicologica dell'anima moderna. (Sérgio Milliet)[5]

Note[modifica]

  1. Citato in Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit, Skira, 2018. ISBN 9788857238937
  2. Citato in Benjamin Moser, Why this World: A Biography of Clarice Lispector, Oxford, Oxford University Press, 2009, OCLC 456549810
  3. Citato in Arnaldo Franco Júnior, Clarice, segundo Olga Borelli, in Minas Gerais Suplemento Literário, 19 dicembre 1987.
  4. Citato in Perché bisognerebbe conoscere Clarice Lispector, in "Rivista di Cultura Brasiliana", n. 2, Roma, settembre 2013, p. 11.
  5. Citato in Diário crítico, II, São Paulo, Livraria Martins Editora, 1981, p. 32. OCLC 819722299

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