Concorrenza sleale

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Concorrenza sleale

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Titolo originale

Concorrenza sleale

Lingua originale italiano
Paese Italia, Francia
Anno 2001
Genere drammatico, storico
Regia Ettore Scola
Soggetto Furio Scarpelli
Sceneggiatura Furio Scarpelli, Giacomo Scarpelli, Ettore Scola, Silvia Scola
Produttore Franco Committeri
Interpreti e personaggi
Note
  • Festival di Mosca (Regia)
  • Globo d'oro (Musica)
  • David di Donatello (Scenografie)

Concorrenza sleale, film italiano del 2001 con Diego Abatantuono, Sergio Castellitto e Gérard Depardieu, regia di Ettore Scola.

Frasi[modifica]

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  • Occhio da intenditore, eh? Calzatura appena pervenuta: cuoio spagnolo, modello inglese, lavorazione italiana. Il massimo! (Leone a un cliente)
  • Ma era chiaro che finiva così! Da aprile, dalla visita di Hitler – vabbè a maggio – tutti a fargli le feste, alé! Ma che gli dice, che gli dice il cervello? Ma che c'ha, torsi di broccoli, cocce di patate, nella capoccia, 'sto cazzo di Mussolini? (nonno Mattia, commentando le prime restrizioni imposte agli ebrei)
  • Un pensiero tuo non ce l'hai? Non hai mai un'opinione personale, sono gli altri quelli che ti devono dire quello che tu devi dire? Allora perché non fai come al solito? Di' semplicemente quello che dicono i tuoi giornali. Dicono che tutto va bene, che tutto è opportuno, conveniente, regolare, nobile, patriottico, eroico, ardito, fatale, ineluttabile, indefettibile, immarciscibile, imperialista! (Prof. Angelo a Umberto)

Dialoghi[modifica]

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  • Umberto: Vi prego di togliere immediatamente quel cartello.
    Leone: Quale cartello?
    Umberto: Quello che dice "...anche"[per i bambini]!
    Leone: E perché?
    Umberto: Perché la parola "anche" preceduta da puntini voi non la potete scrivere!
    Leone: Devo togliere i puntini?
    Umberto: No, voi non potete scrivere "anche"! Perché sfruttate la mia scritta: "Abiti per uomo". Se io chiudo il mio portellone il vostro "anche" non significa più niente!
    Leone: Ottimo, chiudetelo, buona idea, bravo!
  • Prof. Angelo: [Correggendo alcuni temi] Senti questa, primo ginnasio: «La stirpe italica degli antichi Romani conquistò l'impero per volontà del suo duce di allora, come noi oggi che tutto il mondo ce lo invidiano». Be', cinque per come scrive, meno cinque per come pensa, uguale zero! Eh, sì, zero.
    Umberto: La scrittura non discuto ma il pensiero non mi sembrava poi così sballato...
    Prof. Angelo: Ma non vedi che questo cacchio di regime ha ucciso il senso critico di un intero paese, che ha reso la gente idiota? Persino i bambini sono pomposi. Dov'è finita l'ironia?
    Umberto: A me, lo chiedi? Non lo so.
    Prof. Angelo: Eh... "non lo sai". Tu non sai mai niente! È morta!
    Umberto: Chi?
    Prof. Angelo: L'ironia.
    Umberto: Mi sembra che dicano un sacco di barzellette sul Duce.
    Prof. Angelo: Quella non è ironia, si ride per non piangere.
  • Leone: Sartucolo. [a Umberto, ma con affetto perché Umberto è passato a trovarlo dopo che ha dovuto chiudere il negozio]
    Umberto: Grazie, grazie... [pausa, sovrapprensiero pensando alla sorte di Leone, poi controbatte all'insulto scherzoso] Bottegaio.
  • Umberto: Con Susanna come va? [la ex fidanzata ebrea di Paolo figlia di Leone] Perché... ero contento, una ragazza simpatica, intelligente...
    Paolo: E infatti ma... mi ha mandato a quel paese.
    Umberto: Perché?
    Paolo: Perché sono uno stronzo, papà.
    Umberto: Oggi come oggi siamo in parecchi.

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