Damascio

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Damascio (480 – 550 ca.), filosofo bizantino.

Citazioni di Damascio[modifica]

  • Oltre che nell'arte dell'insegnamento, [Ipazia] aveva raggiunto un tale livello di consapevolezza morale, ed era così equilibrata e austera, che si manteneva casta, e nello stesso tempo era così straordinariamente seducente e bella d'aspetto (sphodra kale te ousa kai eueides) che uno dei suoi allievi si era innamorato di lei. Il giovane non era stato capace di tenersi dentro il suo amore, ma aveva cominciato a manifestare anche a lei i segni della passione. I meno informati sostengono che lei lo liberò da quella malattia con la musica. Ma la verità originaria è che la terapia musicale fallì, e allora lei portò a lezione uno di quei panni che le donne usano per il sangue mestruale e glielo parò davanti, come simbolo dell'impurità della procreazione: «In definitiva è di questo, ragazzino, che ti sei innamorato» gli disse «di niente di sublime».[1]

Note[modifica]

  1. Dalla Vita di Isidoro; citato in Silvia Ronchey, Ipazia: La vera storia, Rizzoli, Milano, 2010, p. 28. ISBN 978-88-17-04565-0

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