Dennō Coil

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Dennō Coil

Serie TV anime

Immagine Dennou Coil logo replica.png.
Titolo originale

電脳コイル
Dennō koiru

Paese Giappone
Anno

2007

Genere fantascienza, avventura
Episodi 26
Ideatore Mitsuo Iso
Regia Mitsuo Iso
Sceneggiatura Mitsuo Iso
Rete televisiva NHK Kyōiku Television
Doppiatori italiani

Dennō Coil, serie televisiva anime di 26 episodi del 2007 di Mitsuo Iso.

Citazioni tratte dalla serie[modifica]

Episodio 2, L'agenzia di cyber investigazioni Coil[modifica]

  • Yasako: Grazie mille per aver portato in salvo Densuke, detective.
    Fumie: Chiamami pure Fumie.
    Yasako: Allora, se lo desideri, tu puoi chiamarmi Yasako.
    Fumie: Yasako?
    Yasako [mostrando la targhetta sulla cartella con il nome]: L'ideogramma di si può leggere anche yasa[1], quindi a Kanazawa venivo chiamata Yasako.
  • Yasako: Senti, quanto pensi che costerà all'incirca il farmaco?
    Fumie: Vediamo... costerà circa quattrocento Meta[2].
    Yasako: Tradotto in yen quanto fa?
    Fumie: Più o meno quattro milioni di yen.
  • Fumie [sta facendo acquisti nel negozio di Megabaa]: Allora, un acceleratore, un megabeam e... ok, facciamo dieci mattoni per favore.
    Megabaa [inserisce i prezzi nel registratore di cassa]: Sei milioni e duecentomila yen. [il registratore di cassa riporta la cifra di 620 yen].
    Yasako: Ma allora anche quando hai detto quattro milioni in realtà stavi facendo la spiritosa.
    Fumie: Ma certo, è ovvio.

Episodio 3, Yuko e Yuko[modifica]

  • Secondo gli addetti ai lavori gli occhiali hanno una funzione nascosta non molto conosciuta. Il mio nome è Yūko Okonogi, faccio la sesta elementare. Undici anni fa in tutto il mondo si sono diffusi i cyber occhiali in grado di collegarsi alla rete e di visualizzare diverse informazioni, ma il cyberspazio di questa città è anomalo rispetto agli altri. Pare ci sia uno spazio obsoleto, che sarebbe dovuto essere rimosso; ci sono cyber detective con molti cyber item in dotazione; c'è un illegal, misteriosa cyber creatura, e poi un Sacchi, un potente software antivirus per la disinfestazione. Mi sono da poco trasferita nella città di Daikoku e ho l'impressione che le mie avventure siano solo all'inizio. (Yasako)
  • Fumie: Quella [Isako] dev'essere un encoder.
    Yasako: Un encoder?
    Fumie: Esatto. Si tratta di una cosiddetta maga del cyberspazio.
    Yasako: Una maga?
    Fumie: Be', è una metafora. Pare si tratti di persone che operano al limite della legalità controllando lo spazio con codici sospetti; si dice che facciano degli scavi nel cyberspazio utilizzando metodi pericolosi per fare incetta di Meta-bug. A dirti la verità non pensavo che esistessero veramente. Quell'encoder deve custodire qualche tremendo segreto, qualcosa che riguarda la città che nemmeno noi conosciamo.
  • Yasako [è seduta al banco di scuola e pensa a voce alta]: Dunque, vediamo... cosa mai posso inventare per trovarla? Adesso che ci penso bene non è che un encoder si lasci scoprire con tanta facilità. Ho l'impressione che non sarà una passeggiata.
    Maiko[3]: Forza, tutti ai vostri posti. Anche se era programmato per ieri, per motivi di famiglia è stato spostato a oggi.
    Daichi: Di cosa sta parlando, maestra, del suo matrimonio?
    Maiko: L'altro giorno vi ho presentato una nuova compagna; oggi ve ne presento un'altra. [Iasako entra in classe] Su ragazzi, date il benvenuto alla nuova arrivata. Il suo nome è Yūko Amasawa. Però, che coincidenza: ci sono due Yūko in questa classe.
    Isako: Il mio nome è Yūko Anasawa. Piacere di conoscervi.

Episodio 4, Il Club degli Heikù di Daikoku[modifica]

  • Secondo alcune voci che circolano in rete alcuni anni fa un encoder ha cercato di distruggere uno spazio; tuttavia nessuno ha la minima idea di che fine abbia fatto questa persona. (Yasako)
  • Yasako: Non mi risulta che a Kanazawa ci fossero degli encoder.
    Fumie: Girano diverse dicerie sul conto degli encoder: la loro vera natura e gli obiettivi non sono chiari.
    Yasako: I loro obiettivi non sono quelli di raccogliere Meta-bug?
    Fumie: A quanto si racconta, in realtà, i Meta-bug non sono le uniche cose che estraggono dagli spazi.
  • Fumie [a Isako]: Buongiorno! Ieri sono successe un sacco di cose, vero? Il mio nome è Fumie, piacere di conoscerti.
    Isako: Piacere mio.
    Fumie [parlando di Yasako]: Lei invece è Yūko. Ah, già: anche tu ti chiami Yūko, dico bene? Che coincidenza. Il soprannome di Okonogi è Yasako, perché [Yū] è scritto come "gentile". Visto che il tuo nome si scrive come "coraggioso" potresti farti chiamare Isako[4]. Ciao Isako, senti come suonano bene: Yasako e Isako, fantastico, no?
  • Isako: A me non piacciono le creature come voi, che socializzano con tanta facilità.
    Yasako: Guarda che nemmeno io... nemmeno io socializzo tanto facilmente, te l'assicuro. A tutti capita di aver paura di non piacere agli altri, ma se ti comporti in modo ostile proprio per questa ragione finirai per non trovare mai degli amici. [...]
    Isako: Un momento, fammi indovinare: non è che tu hai avuto dei problemi nella scuola che frequentavi prima? Bullismo?
    Yasako [imbarazzata]: Ma... ma che cosa stai dicendo?
    Isako: Mi sa che ho indovinato. O hai maltrattato o sei stata maltrattata; hai fatto finta di niente per non farti scoprire, vero? Scommetto che hai cambiato aria e sei venuta qui per ricominciare da capo. Puoi tentare di fregare chi vuoi, ma non riuscirai mai a ingannare me. Stai tranquilla, non dirò a nessuno il tuo segreto.

Episodio 5, Sugli autobus a caccia di Meta-bug[modifica]

Immagine rapresentante lo stereotipo di un hacker in azione
  • Yasako: Fumie, perché non riesci ad andare d'accordo con Daichi?
    Fumie: Non è che non riesco ad andarci d'accordo, io e lui ci conosciamo fin dalla scuola materna però... senti, non dirlo a nessuno: ok? [...] Quando eravamo in terza elementare lui cercava in ogni momento di sollevarmi la gonna; tra l'altro lo faceva soltanto a me, ti rendi conto?
    Yasako: Caspita!
    Fumie: Cominciavo a sospettare che fosse un cretino e per vendetta una volta gli ho tirato giù le mutande. Poi quando ho cominciato a usare gli occhiali anche lui se n'è fatto comprare un paio subito dopo.
    Yasako: E poi?
    Fumie: Continuava ad hackarmi, si divertiva a farmi dei cyber scarabocchi in faccia.
    Yasako: E anche in questo caso se la prendeva solo con te, giusto?
    Fumie: Come hai fatto a indovinare? A ogni modo sì, se la prendeva soltanto con me.
    Yasako: E poi tu che cosa hai fatto?
    Fumie: Be', naturalmente io gli ho restituito l'hacking e da quella volta sono diventata molto più smanettona. [Yasako sogghigna] Ehi, che c'è? Mi spieghi cos'è quella risatina?
    Yasako: Fumie, lasciatelo dire: sei decisamente un po' ottusa.

Episodio 6, L'Automaton rosso[modifica]

  • Fumie: Certo che prima che comparissero i Sacchi si stava molto meglio.
    Yasako: Dimmi una cosa, Fumie, non pensi di essere un po' troppo dura con Haraken?
    Yasako: Vedi, il mese scorso il mio pet è stato ammazzato proprio da un colpo sparato da un Sacchi. Un maton di topo che allevavo da ben tre anni, lo ha ucciso senza alcuna spiegazione, solo perché aveva qualche bug.
    Yasako: Ora capisco il tuo astio.
    Fumie: Non terrò mai più un pet, così non sarò triste se muore anche se è solo una simulazione.
  • Fumie: Immaginavo che fossi qui. [sul luogo dell'incidente mortale di Kanna]
    Haraken: Mentre facevamo una ricerca a tema libero, Kanna e io abbiamo avuto un litigio. È successo l'anno scorso, lei se l'è presa perché non lavoravo seriamente così se n'è andata. Ha imboccato questo incrocio e non è mai più tornata.
    Fumie: Mi spiace, Haraken.
    Haraken: È possibile che Kanna sia stata uccisa da un illegal. Sapevate che l'attuale sistema di trasporti sfrutta il cyber spazio, vero?
    Fumie: Sì, si chiama cyber navi, giusto?
    Haraken: Quella che ha investito Kanna era una macchina guidata in automatico dal cyber navi.
    Fumie: Che cosa? Ma la guida automatica non dovrebbe prevenire qualunque incidente?
    Haraken: Mia zia sosteneva che alla base di un malfunzionamento del cyber navi ci potesse essere un illegal. [...]
    Yasako: Chi è veramente tua zia? Anche questo è top secret?
    Haraken: È la sorella minore di mio padre, molto semplicemente. Si occupa dell'amministrazione dello spazio del Comune di Daikoku. [...] È stata lei a voler introdurre i Sacchi. [...] L'esistenza degli illegal non è ufficialmente riconosciuta, e visto che negli incidenti in modalità guida automatica non si può dare la colpa a chi è al volante si è concluso che la causa della fatalità fosse da attribuire a una distrazione di Kanna. [...]
    Fumie: Scusami se ho detto che sei un servo delle forze del male; io ti voglio aiutare nelle tue ricerche.
    Yasako: Anch'io, visto che siamo nello stesso club.

Episodio 7, Mobilitazione! L'agenzia investigativa Coil[modifica]

  • Secondo alcune voci, se pensi sempre alla persona che desideri incontrare ti imbatterai in lei quando meno te lo aspetti. (Yasako)
  • Yasako. Lo sai Amazawa, vorrei insegnarti il segreto per vivere felici: basta non respingere le persone. Se cerchi di fare sempre tutto da sola andrà a finire che non ce la farai mai, ciascuno di noi ha bisogno degli altri.
    Isako: L'unico motivo per cui tu non respingi gli altri è che senti il bisogno di adeguarti a loro; condividi l'umore degli altri, i pareri degli altri e non dici mai quello che pensi veramente. Io non la voglio affatto una felicità come questa.
  • Yasako [parla dell'illegal]: Mi domando per quale motivo ci sia in giro un virus del genere.
    Isako: Non è un virus. [...] Sappi che quella è... è una creatura maledetta.
    Yasako: C-come una creatura ma-maledetta?
    Isako: È una creatura deforme nata nella distorsione dello spazio; inoltre prima di venire da questa parte ha completamente perso la memoria, tanto che non ricorda neppure quale fosse a sua identità passata. Sono le cosiddette anime erranti dell'altro mondo, non spariscono ma si limitano a vagare per sempre senza meta.
  • [Isako ha terrorizzato Yasako con il racconto sull'illegal che divora le anime dei bambini e ride di gusto]
    Isako: Ci hai creduto?! Che stupida, è una bugia, una storia che mi sono inventata adesso.
    Yasako: Te la sei inventata?
    Isako: Quello là è un semplice virus informatico. [...]
    Yasako: Allora mi hai presa in giro!!
    Isako: Pare che in origine siano stati diffusi da qualche hacker allo scopo di causare malfunzionamenti di vario genere [ride]
    Yasako: Sei davvero perfida!
  • Yasako: Ah, tutto considerato... sei sempre dell'idea che noi due non potremmo diventare amiche?
    Isako: Ti ho già detto che non può succedere, perché tu non hai ciò di cui io ho bisogno.
    Yasako: Davvero?
    Isako: Però... in fondo nessuno di noi sa cosa può succedere in futuro.

Episodio 8, Una festa d'estate e una sfida[modifica]

Persone in yukata che visitano il mercatino di un festival estivo giapponese
  • Fumie: [Tamako] Vuole tenerci d'occhio perfino alla cerimonia di fine quadrimestre?! Ehi, che ti succede?
    Yasako: In verità a quanto ho capito quella donna è una subordinata di mio padre. [...] Lui lavora per una società chiamata Megamass, quella degli occhiali. Ora sta svolgendo dei lavori per conto del comune.
    Fumie: Davvero? Che razza di coincidenza. Quindi, adesso che ci penso, quell'orrido nome Saccchi...
    Yasako: Esatto, pare che l'abbia ideato mio padre. E anche quella frase "Mi chiamo Sacchi!".
    Fumie [imbarazzata]: Dici davvero?
  • [Daichi ha lanciato una sfida a Yasako, Fumie e Haraken]
    Fumie: In realtà io ero già al corrente che ci avrebbero proposto una sfida.
    Yasako: Sul serio? Lo sapevi?
    Fumie: Però una persona normale non domanderebbe mai "perché non facciamo insieme una bella sfida?", è una frase così stupida.
    Yasako: Andiamo, forse era solo nervoso. Daichi è carino, vero?
    Fumie: Cosa? Quando mai?
    Yasako: Fumie, sul serio non te ne sei accorta?
    Fumie: Accorta di cosa?
    Yasako: È ovvio, siete fatti l'uno per l'altra.

Episodio 10, Il diario di Kanna[modifica]

  • Yasako: Non capisco, che cosa sta succedendo?
    Tamako: Non c'è alcun dubbio, quella ragazza [Isako] sta cercando di raccogliere dei Kira-bug[5].
    Yasako: Dei Kira-bug? Sono quelli che hanno un valore altissimo, non è vero?
    Tamako: Sì, ma non è tutto qui. Purtroppo sono degli oggetti maledetti.

Episodio 12, A Daichi crescono i peli della barba[modifica]

  • Daichi: Ormai non c'è speranza, non ci credo: finirò per essere in debito persino con Fumie! Ormai la mia vita è in caduta libera, continuerò a cadere senza fermarmi e alla fine morirò congelato al Polo Sud!!
    Denpa: Perché al Polo Sud?
    Daichi: Che domande, perché si trova in fondo al mappamondo, no?! Se devo cadere giù alla fine ci sarà il Polo Sud...
    Kyōko [indicando Daichi]: Tu, cacca!
    Daichi: Ebbene sì, io sono cacca, sono un essere inutile!!
L'ingresso del tempio Nakamura a Kanazawa
  • Daichi: Che strana situazione è questa, certo pare che [gli illegal] esistessero anche in passato. Però comincio a capire qualcosa in più su di loro: si trovano in luoghi simili, dove lo spazio è obsoleto e nascono facilmente degli errori, ma i Sacchi un po' alla volta stanno cancellando tutti i posti come questo. [...] Allora vediamo, perché c'era un illegal proprio qui? Perché è un tempio shinto.
    Denpa: Ah, ecco! Che cosa vuol dire?
    Daichi: I Sachi non possono entrare nei templi shinto: dobbiamo batterli a tappeto e cercare gli spazi obsoleti.
  • [Fumie osserva i peli della barba di Daichi]
    Fumie: Sia il colore che la lucentezza!
    Yasako: Pensi a degli illegal?
    Daichi: Ed eccomi al Polo Sud...
  • Haraken: Le guerre sono veramente inutili, ovunque siano. Alla fine si riduce tutto a una questione di orgoglio.

Episodio 13, L'ultimo pleiosauro[modifica]

  • Secondo la saggezza degli antichi, ognuno di noi conosce fin dall'inizio la strada che deve percorrere. In compenso, la strada più facile da smarrire è proprio la più importante. (Yasako)
  • Yasako: Non è che tutti gli illegal in fondo sono come dei bambini smarriti?
    Haraken: Dei bambini smarriti?
    Yasako: Sì, mi domando se non siano alla ricerca di un luogo in cui tornare: una patria, una casa dove hanno una famiglia che li aspetta.
    Haraken: Una famiglia, dici? Oramai lui è rimasto completamente solo.
  • Fumie: I cyber oggetti eccessivamente cresciuti finiscono col diventare anche molto fragili.
    Yasako: Dici sul serio?
    Fumie: Sì, perché aumenta il carico sui server, e visto che gli illegal occupano i server abusivamente è probabile che il loro corpo venga eroso con una certa frequenza.
    Yasako: Il loro corpo viene eroso?
    Fumie: Anche nel caso dei pet i dati dei loro corpi vengono suddivisi in pacchetti paralleli dislocati in diversi luoghi fisici; se un server riconosce un componente di un illegal lo elimina subito.
    Yasako: Significa che quei gemiti di sofferenza che emette ogni tanto...
    Fumie: Potrebbero essere dovuti al dolore di sentirsi disgregare il corpo un po' alla volta; cioè alla sua simulazione, visto che non prova dolore. Dopotutto si tratta di vite artificiali, affezionarsi troppo non porta a nulla di buono.

Episodio 14, Dossier di una creatura[modifica]

  • Haraken: Poco fa mi ha parlato di incidenti stradali, vero? [...] Per caso lei ha mai avuto a che fare con questi incidenti?
    Sōsuke: No, è che sto facendo delle indagini su alcune cose accadute ultimamente in questa città; indagini private.
    Haraken: E riguardo agli incidenti dei bambini on gli occhiali, che opinione si è fatto?
    Sōsuke: Be', c'è un accenno anche nella tua relazione: l'ipotesi più accreditata è quella che attribuisce ai cyber navi un grave malfunzionamento procurato da una causa esterna.
    Haraken: E quindi la causa esterna di cui parla non sarà mica...
    Sōsuke: Un illegal. [...] Nei luoghi dove sono avvenuti gli incidenti causati dai cyber navi spesso sono state avvistate delle ombre nere, ma visto che la natura degli illegal è ancora sconosciuta il collegamento con gli incidenti per ora è solo una leggenda metropolitana.
  • È ragionevole pensare che [gli illegal] siano creature lontane dalla loro abituale dimora. Si trovano a dover affrontare il pericolo dell'estinzione, alcuni si nascondono nei pet, altri all'interno di cyber apparecchiature, altri ancora cercano di convivere con gli spazi nuovi come esseri innocui e tutti loro ambiscono a un luogo a cui poter tornare: una terra dove vivere in pace. (Sōsuke)
  • Sōsuke: Secondo la mia teoria forse questi incidenti sono solo una coincidenza, ma temo che la verità sia nascosta da qualche altra parte. Non sarà che anche tu te ne stai accorgendo poco a poco? Devo dire che tu mi sei piaciuto parecchio, perciò voglio darti un avvertimento per il tuo stesso bene: non andare più a fondo di quanto non hai già fatto.
    Haraken: Ma chi è lei?
    Sōsuke: Se scaverai ulteriormente la tua volontà non basterà più a tornare indietro, proprio come è accaduto alla tua amica.
  • Sōsuke: Le ricerche a tema libero sono una finzione, no?
    Haraken: Che cosa sta cercando di...
    Sōsuke: Tu vuoi incontrarla, vero? A te non interessano gli illegal, tu vuoi trovare un modo per incontrarla con il pretesto delle ricerche scolastiche.
    Haraken: Ma di cosa stiamo parlando?
    Sōsuke: Comunque cerca di agire con moderazione; se ti immischierai troppo anche tu subirai lo stesso destino della tua amica Kanna Ashihara.
    Haraken: Come fa a sapere di Kanna?
    Sōsuke: Per caso hai mai sentito nominare il termine Dennō Coil? [...] Se non lo conosci faresti meglio ad indagare meglio su quel che è successo quattro anni fa.
    Haraken: Ma insomma, mi dice chi è lei veramente?
    Sōsuke: Sono colui che salvaguarda la vostra sicurezza, perciò ti suggerisco di prestare ascolto al mio consiglio.

Episodio 15, Il ragazzo al di là della stazione[modifica]

  • Forse sono io che non ricordo bene, perfino le formiche sanno sempre dove devono andare. Io invece non ci riesco: che brutta sensazione. (Yasako)
  • Yasako: Se questa nostra ricerca fallisce vorrà dire che non era un luogo reale; magari era un sogno.
    Takeru: O forse era un luogo che si potrebbe definire irreale. Il che però non significa che fosse un sogno.
    Yasako: Che cosa intendi dire?
    Takeru: Dimmi, in quel momento avevi addosso gli occhiali?
    Yasako: In effetti li avevo.
    Takeru: In questo caso potrebbe essere un luogo che si vede solo con gli occhiali.
    Yasako: Eh? Come solo con gli occhiali, esistono luoghi del genere?
    Takeru: Sì, gli spazi obsoleti. [...] Ci sono tante versioni di spazi obsoleti: alcuni sono molto sfasati rispetto al mondo reale e permettono di vedere cose che non esistono più da tempo.
  • Yasako: Ascolta, perché mi hai trattenuta in quel modo?
    Takeru [mostra la mappa del luogo]: Ti ho detto che ci sono diverse versioni di spazi obsoleti, no? [...] Ecco la versione di quello che abbiamo appena visto. [La mappa riporta la versione 5.19] Gli spazi obsoleti dalla 5.20 in su generano la nebbia, ma le versioni precedenti pare che siano pericolose.
    Yasako: Pericolose? In che senso pericolose?
    Takeru: Anche questa è solo una leggenda metropolitana, ma dicono che da uno spazio obsoleto troppo profondo non si torni indietro.
    Yasako: Come non si torni indietro?
    Takeru: Proprio così, il tuo corpo reale si separa dal cyber corpo e prima o poi la tua anima viene trascinata dall'altra parte per sempre.

Episodio 16, La stanza d'ospedale di Isako[modifica]

  • Yasako: Kubinaga ormai è morto e Denpa preferirebbe che non lo tirassimo più in ballo.
    Fumie: Ehi, stammi a sentire: stiamo parlando di banali virus informatici, mi dici che senso hanno tutte queste premure?
    Yasako: Puoi dire quello che vuoi, ma quando Kubinaga ci ha lasciati piangevi anche tu come una fontana.
    Fumie: Be'... mi sono adeguata all'atmosfera generale.
  • Yasako: Senti, hai chiesto al dipartimento dei trasporti?
    Fumie: Sì. Be', in realtà mi hanno risposto che la cosa era di competenza del dipartimento dei cyber affari.
    Yasako: E poi?
    Fumie: Ho chiesto anche a loro e mi hanno risposto che è materia giuridica per il dipartimento di pubblica sicurezza. Eri tu che avevi l'incarico di contattare la polizia: come è andata?
    Yasako: Mi hanno detto di rivolgermi al dipartimento dei trasporti.
    Fumie: Ci prendono in giro, tanto siamo solo dei mocciosi!

Episodio 17, L'ultima vacanza estiva[modifica]

  • Nessuno può sapere cosa accade veramente alle persone dopo la morte né dove è destinata ad andare la loro anima. (Yasako)
  • Yasako: Se mettiamo insieme le leggende metropolitane e altre informazioni, credo che Amasawa stia raccogliendo tutti quei Kira-bug perché vuole ritrovare l'anima di suo fratello. O forse è una sciocchezza, è un'idea a dir poco stramba, vero?
    Haraken: Sì, però pensa se una cosa del genere potesse funzionare davvero.
    Yasako: Eh?
    Haraken: Se è soltanto l'anima a finire nel cyber spazio e quindi viene separata dal suo corpo fisico, come dovrebbe sentirsi? Insomma, resterebbe cosciente e allora tutti i dolori e le sofferenze, in pratica i sentimenti, sopravvivrebbero per sempre con lei. Forse tutto il dolore, tutta la sofferenza, i sentimenti tristi sono destinati a restare in eterno se colui che li ha causati non riesce a rimediare ai suoi errori.
    Yasako: Haraken, mi stai nascondendo qualcosa? Per caso non avrai intenzione di fare qualcosa di pericoloso senza dire niente a nessuno?
    Haraken: No, assolutamente.

Episodio 18, Il passaggio per un altro mondo[modifica]

  • Yasako: Conosci la leggenda metropolitana del corpo che si sdoppia?
    Fumie: Quella storia del corpo che va dall'altra parte?
    Yasako: Oggi il corpo di Araken si stava per sdoppiare [...] Da una parte il cyber corpo, dall'altra quello reale.
    Fumie: Accidenti, vuoi spaventarmi: sai che queste storie non sono il mio forte...
    Yasako: Non era mia intenzione spaventarti, però...
    Fumie: Yasako, che cos'è successo a quell'incrocio?
    Yasako: Ho visto una cosa simile a una serratura nera.
    Fumie: Un momento, ma quella non è la stessa visione che hanno disegnato quei bambini?
    Yasako: Non saprei dirti, però non era una semplice immagine. Quel buco nero non è una cosa che appartiene solo al cyber spazio.
    Fumie: Se non è una semplice immagine che diavolo è allora?
    Yasako: Qualcosa che influenza le nostre coscienze [...] Araken si sta ammalando e non si tratta di una semplice malattia come tante altre: dall'interno di quel buco nero, nel profondo di quella voragine scura c'è qualcosa che lo sta chiamando in continuazione.
    Fumie: Yasako, ti ho detto di smetterla!!
    Yasako: Probabilmente quel buco nero rappresenta il collegamento con un mondo del tutto diverso; se i disegni di quei bambini sono davvero attendibili allora dall'altra parte ci sono persone che hanno perso la vita.
    Fumie: Adesso basta!! Stai dicendo delle assurdità. [...]
    Yasako: Ecco, io proprio negli ultimi tempi mi sono ricordata... voglio dire... quel buco nero per me non è una novità. Io l'ho già visto tempo fa [...] Ho sempre pensato che si trattasse solo di un sogno, però adesso sono sicura che c'è del vero: dentro a quel buco nero ci dev'essere per forza un grande segreto!!

Episodio 19, I visitatori neri[modifica]

  • Una volta qualcuno mi ha detto che nelle profondità degli spazi obsoleti ci sono degli illegal molto pericolosi. (Yasako)

Episodio 20, Kanna e Yasako[modifica]

Rappresentazione iconica di un uomo che sta per passare dal mondo reale all'aldilà
  • Tamako: A quel tempo [quattro anni prima] una ragazza encoder aveva indagato sulle leggende metropolitane e ne aveva ricavato uno specifico rituale.
    Yasako: Un rituale?
    Tamako: Per essere più precisi si tratta di un sistema codificato per evocare la signorina Michiko[6]. Nessuno sa esattamente cosa sia accaduto in quel momento, tanto meno quella ragazza, ma il rituale fu un successo e innescò un fenomeno simile a quello di oggi.
    Yasako: E cioè?
    Tamako: Il fenomeno che avvene in certe condizioni e causa la separazione del corpo virtuale; il nome di questo processò è Dennō Coil. [...] Quegli illegal producono lo stesso effetto, ma le cause precise non sono ancora chiare.
    Yasako: Non immaginavo che gli illegal potessero fare una cosa del genere.
    Tamakoː Quelli sono completamente diversi rispetto agli illegal più recenti.
    [Megabaa intanto spiega a Fumie che questi illegal erano conosciuti con il termine di null] [...]
    Tamako: Si tratta probabilmente degli illegal più obsoleti, le prime cyber creature arrivate da uno spazio ignoto chiamato Dominio C. [...] Sta per Dominio Coil, nelle leggende metropolitane è l'ingresso per il mondo dall'altra parte.
    Yasako: Ma allora la signorina Michiko sarebbe una di quelle creature?
    Tamako: Sì, è possibile visto che anche lei porta via i bambini smarriti. Non volevo che si ripetesse lo stesso errore. [...] Sono stata io. [...] Finii con l'aprire un passaggio; fu allora che alcuni bambini persero conoscenza.
  • [Kanna parla con Haraken e Yasako, ma solo Yasako riesce a sentire la sua voce e riporta ad Haraken cosa sta dicendo]
    Kanna: Io ero molto triste.
    Yasako [ad Haraken]: Sta dicendo che era molto triste.
    Kanna: Dopo il litigio di quel giorno con Ken'ichi. Ma le tue lodi nei miei confronti mi hanno sempre reso felice; era così bello stare insieme a te. [questa frase è detta da Yasako]: Perché a me piacevi Ken'ichi.
    Yasako: Haraken, hai capito cosa ha detto? Ha detto che tu le piacevi.
    Haraken: Anche a me, anche a me poiacevi tanto. Kanna...
    Kanna: Addio Ken'ichi, smetti di sentirti in colpa. Yasako, abbi cura di Ken'ichi.

Episodio 21, L'Automaton nero[modifica]

  • Yasako: Ascolta Amasawa, che cos'è successo a tuo fratello? Puoi dirmelo?
    Isako: L'esistenza di mio fratello è ufficialmente negata. Il fatto che lui avesse perso coscienza a causa dell'imago[7] è un problema per la Megamass.
    Yasako: E perché ha perso la coscienza?
    Isako: Non ho molti ricordi di quel momento, perché anch'io avevo perso coscienza con lui. L'ho saputo da una persona che mi sta aiutando a cercare Nobuhiko: pare sia stata la signorina Michiko a rapire mio fratello.
    Yasako: La signorina Michiko? Esisterebbe veramente?
    Isako: Non lo so neanche io, e comunque mi ero ripromessa che non ne averei parlato in giro. Sta' lontana dagli spazi obsoleti: i passaggi e i null reagiscono all'imago, visto che l'imago non funziona nello spazio nuovo basta non avvicinarsi agli spazi obsoleti per non essere in pericolo.

Episodio 22, L'ultimo Coil[modifica]

  • Isako: Sai, per anni ho cercato mio fratello: lui era sempre gentile con me e andavamo molto d'accordo. Eravamo felici, sì: eravamo felici quando eravamo insieme. Ma poi ho saputo che il link di mio fratello non è mai esistito. [...]
    Yasako: No, un attimo: l'altra volta non sono riuscita a spiegarmi bene ma io, tanti anni fa, avevo incontrato 4423[8] .
    Isako:Eh?!
    Yasako: Sì, un giorno che avevo perso Densuke. E poi anche in alcuni sogni.
    Isako: Sogni?
    Isako: Se dormo tenendo gli occhiali ogni tanto sento la sua voce. Dice di chiamarsi 4423 ma in fondo si tratta solo di sogni.
    Isako: Continua, che cos'altro ti dice?
    Yasako: "Non devi venire da questa parte", e poi anche "È la strada sbagliata".
    Iasako: Nei sogni, quando tieni gli occhiali, forse... È assurdo, ma è possibile che in quei momenti ci fosse sempre il cane con te?
    Iasako: Sì, c'era Densuke, ma cosa c'entra questo?
    Isako: Forse questo pet...
  • Takeru: Che cosa sono veramente i Kira-bug, Sōsuke?
    Sōsuke: Be', risalgono a un vecchio esperimento: quello che causò la nascita della creatura maledetta nel Dominio Coil. Essa continuò a risiedere nel cyber spazio rimanendo collegata al Dominio Coil ed era determinata a sopravvivere.
    Takeru: Quella creatura sarebbe...
    Sōsuke: Esatto: Michiko. Dopo il fallimento della Coils la Megamass formattò più volte il Dominio Coil, ma non riuscì mai a eliminarla. I Kira-bug sono i frammenti di uno spazio anomalo, generati in quel frangente.
    Takeru: E la signorina Michiko è tuttora viva, fratello?
    Sōsuke: Questo non lo so, credo che nessuno lo sappia. Già, è un mistero.

Episodio 23, Desiderio esaudito[modifica]

  • Secondo quel che dichiarano, i null sono creature che hanno mangiato il seme della sofferenza e per questo le loro vite sono consacrate al dolore. (Yasako)
  • Tamako: Pare che la scoperta dell'imago sia stata casuale. L'ingegnere capo della Coils si accorse che tra i circuiti quantici ce n'era uno in particolare che funzionava come un'antenna, con prestazioni eccezionali mai viste prima; ciò rese possibile la comunicazione ad alta velocità anche con segnale debole, e aprì le porte ai cyber occhiali e a questa infrastruttura rivoluzionaria. [...] Tuttavia la scoperta di quell'ingegnere non si fermò lì, sembra che il circuito captasse qualcosa di più delle semplici onde elettromagnetiche.
    Fumie: E cioè, cosa?
    Tamako: La coscienza umana. L'ingegnere chiamò il fenomeno imago, fece nuovi esperimenti estraendo la coscienza umana nel cyber spazio e manipolandola sfruttando il flusso inverso dell'imago. In seguito, proprio partendo dall'imago, costruì il sistema Coil e lo applicò alle cyber cure mediche.
  • Sōsuke: Finalmente sono riusito a contattarti.
    Isako: Sei tu, Nekome?
    Sōsuke: È da un po' di tempo che cerco di chiamarti, scusa se ci ho messo tanto tempo.
    Isako: Ma cosa stai dicendo, ormai tu mi hai tradito.
    Sōsuke: Non è vero, dubiti ancora dopo che ti ho aiutato a cercare Nobuhiko per ben cinque anni?
    Isako: Allora dimmi, Sōsuke: che cavolo è successo a mio fratello?
    Sōsuke: Stammi a sentire Yūko: qualcuno di potente sta cercando di ostacolarci. Non credere alle false informazioni; Nobuhiko è ancora vivo.
  • Isako: Ascolta, non so se tu e io possiamo essere veramente amiche perché io non so molto bene cosa sia l'amicizia; però tu sei la prima persona che sia riuscita ad avvicinarsi così tanto a me. Comunque, in fin dei conti, nel mondo dove abito io la strada da percorrere è diversa dalla tua.
    Yasako: Che vuol dire, Amasawa?
    Isako: Tra le persone c'è distanza, una grande distanza, anche fra me e mio fratello. Però se continuo a cercare con calma e pazienza forse troverò la via per accorciare questa distanza; è una via molto stretta e basta una piccola distrazione per perderla di vista. Perciò va cercata tenendo gli occhi ben anperti e con il massimo sforzo e se smetti di dubitare della sua esistenza la via potrebbe svanire veramente. Per questo bisogna credere con fermezza che quella strada ci sia. [...] Le cose che vedi con gli occhiali sono tutte false: liberati di quella diavoleria e comincia a credere solo alle cose che puoi toccare con mano, altrimenti finirai come me: uccisa dai tuoi stessi occhiali.
  • [Isako vede dei corpuscoli luminosi staccarsi dal copro di Densuke]
    Isako: Cosa sono questi? Sembrerebbero quasi... Kira-bug!
    Sōsuke: Sì, è proprio così. [...] Meno male che siamo riusciti a guarire quel cane. Yūko, abbiamo trovato la soluzione di tutto: lo sai? Il cyber corpo di quel cane... nel Dominio Coil, invece dei Kira-bug, sono i nodi Coil a fare da combustibile.
    Isako: Cosa hai detto? Aspetta, fermati!
    Sōsuke: Perché mi ostacoli? Questa è l'ultima possibilità che hai di incontrare Nobuhiko.
    Isako: Ma cosa stai cerando di dire?
    Sōsuke: Be', in fondo Nobuhiko è già morto: intendo dire fisicamente.
    Isako: Stai mentendo!
    Sōsuke: Non sto mentendo: Nobuhiko è vivo, ma solo dall'altra parte. [...] Perciò, alla fine potrai incontrare tuo fratello, Yūko. E così anche il tuo desiderio verrà esaudito. Anche lei ne sarà felice, desiderava tanto incontrarti.
    Isako: Di chi stai parlando?
    Sōsuke: La signorina Michiko.
    Isaco: Accidenti, Sōsuke: ma che cavolo hai combinato?!
    Sōsuke: Ho fatto un patto con Michiko: [...] vivrai con tuo fratello dall'altra parte e io dimostrerò l'esistenza di quel mondo, e così saremo tutti felici. Anche tu, giusto? Yūko... adesso ricordi: non è stata Michiko a separare te e tuo fratello. [...] Lei ha esaudito il tuo desiderio, ha irinchiuso Nobuhiko dall'altra parte in modo da farvi stare insieme per sempre perché era questo che volevi.

Episodio 24, I bambini che abbandonano gli occhiali[modifica]

  • Secondo Yūko Amasawa il sentiero del cuore che collega le persone è molto stretto e può essere facilmente cancellato. (Yasako)
  • Yasako: Non so perché... non so perché ma non riesco a provare nulla: è come se avessi vissuto un brutto sogno o qualcosa di simile, soltanto un sogno. (Yasako)
Due cuccioli di cane
  • Shizue: Anche io, sai, in passato ho avuto un cucciolo che purtroppo è morto dopo circa un anno. Ho pianto tanto, non riuscivo ad accettare che una creatura così piccola potesse morire così presto. Vedi Yū, la vita di un pet è più breve di quella di un umano e io dicevo: "Ma perché è così? Se i pet vivessero più a lungo degli uomini io non dovrei provare questo dolore". E a quel punto la nonna di Kanazawa mi ha detto questo: "Non pensi che se il padrone non vuole assistere alla morte del pet, forse nemmeno il pet vuole assistere alla morte del padrone?" Per questo gli umani, essendo più abituati a sopportare il dolore, si fanno carico anche della sofferenza degli animali domestici: in fondo gli umani sono più grandi e robusti. Io però sto parlando di cuccioli in carne ed ossa. [abbraccia Yasako] Yū...
    Yasako: Mamma...
    Shizue: Lo senti il corpo della mamma, che è caldo?
    Yasako: Sì.
    Shizue: Che è morbido, che fa un po' male... Capisci che voglio dire? Le cose che puoi toccare con mano, le cose che emanano calore, è di quelle che ti devi fidare: se le stringi forte possono fare un po' di solletico o anche un po' male. Hai capito Yū? [...] Ascoltami: questo significa essere vivi. Nel mondo dei cyber occhiali tutto questo manca: vero, Yū? Torna indietro nel mondo in cui viviamo, dove le cose sono calde.
  • Yasako: Chissà perché non riesco a piangere: non mi vengono le lacrime.
    Fumie: Cosa intendi dire?
    Yasako: Finora non sono riuscita a provare nulla dalla morte di Densuke e nemmeno per quel che è successo ad Amasawa; chissà, forse sono una persona fredda, senza cuore. Forse hai ragione tu Fumie, ad affezionarsi troppo non ci si guadagna nulla. [...] [porta la mano al petto] Però che assurdità, mi fa male qui: è come se Densuke fosse stato un vero cane in carne e ossa, si è sempre dato un gran daffare per rallegrare me e Kyōko. Non gli ho nermmeno detto addio, ho sempre desiderato accarezzare il pelo di Densuke; quando ero piccola non capivo perché toccare Densuke non mi desse alcuna sensazione tattile e speravo che prima o poi sarei riuscita ad accarezzarlo. Lo sapevo, Densuke non era una creatura reale perciò credo che non abbia provato alcun dolore quando è morto.
    Fumie: Yasako...
    Yasako: Quindi neppure io provo dolore: ho soltanto perso dei dati, nient'altro.

Episodio 25, L'incrocio Hazama della città di Kanazawa[modifica]

  • Tamako: Il dottor Okonogi aveva in cura Isako quando è andata in coma; lui aveva ereditato la cyber tecnologia della Coils e voleva chiarirne ogni aspetto ma non credeva che le cose si sarebbero spinte fino a questo punto. È probabile che i null in origine fossero semplici mezzi di trasporto chiamati null carrier.
    Haraken: Null carrier, ho capito bene?
    Tamako: Sarebbero dovuto essere dispositivi che raccoglievano informazioni dall'altra parte, ma dopo una serie di modifiche hanno iniziato a essere usati come cyber veicoli per spedire le coscienze umane in quel mondo sfruttando il fenomeno del Dennō Coil. La causa degli incidenti di allora erano null impazziti e passaggi fuori controllo, ma se li usiamo secondo la loro funzione originaria probabilmente proprio grazie a quei null inselvatichiti riusciremo a entrare nel passaggio.
  • Isako: La mamma delle volte fa paura: mi dà delle botte, mi fa male.
    Nobuhiko: Non devi piangere, Isako.
    Isako: Eh?, Mi hai chiamata Isako?
    Nobuhiko: Sì, è un nome in codice segreto, scritto con l'ideogramma di "coraggiosa": così diventa Isako.
    Isako: Sì!
    Nobuhiko: È un nome in codice che userò soltanto io, capito?
    Isako: E allora qual'è il tuo nome in codice segreto?
    Nobuhiko: Vediamo... io sarò 4423.
  • Michiko: Se questo spazio verrà distrutto morirà anche tuo fratello, lo sai? Yūko, tu devi fare tutto il possibile per proteggere questo mondo. Quella ragazza [Yasako] sta cercando di fare a pezzi l'unico luogo in cui tu puoi vivere felice insieme a tuo fratello.
    Isako: Perché dovrebbe farlo?
    Michiko: Guarda, Yūko. [Michiko mostra a Isako l'incontro dall'altra parte tra Yasako e Nobuhiko, quando quest'ultimo inventò il soprannome "Yasako"] Ecco il motivo per cui tu la detesti, il motivo per cui la respingi: tu non sei l'unica ad aver ricevuto un soprannome: come tu sei stata chiamata Isako, così lei è stata chiamata Yasako.
    Isako: Smettila!
    Michicko: E non è tutto: è stata quella ragazza a derubarti del tuo amato fratello. La paura di perdere Nobuhiko, l'odio nei confronti di quella ragazza: sono questi i sentimenti che mi hanno generata.
  • Tamako: Megabaa, che cosa possiamo fare?
    Megabaa: Ora io sono nella stanza di ospedale di Isako. [...] Adesso sto dando un'occhiata alla cartella clinica. Nobuhiko è il numero 4422?! E questo che significa? Tra l'altro qui dice che ha perso la vita subito dopo l'incidente stradale... Guarda questo. [invia a Tamako la copia di un'altra cartella clinica]
    Tamako: Questa è la cartella del 4423, Nobuhiko Amasawa, fratello di Isako: giusto?
    Megabaa: Niente affatto. Nemmeno io l'avevo notato, guarda il nome del paziente.
    Tamako: Il nome? [...] Yūko Amasawa?
    Megabaa: Esatto! Il 4423 apparteneva a Isako stessa.

Episodio 26, Yasako e Isako[modifica]

  • Megabaa: 4423 è il numero della cartella clinica di Isako. Lo spazio per le cure sperimentali 4423 è quel che poi ha dato origine al mondo dall'altra parte; infine Nobuhiko non è morto perché Isako ha espresso questo desiderio a Michiko.
    Tamako: Che cosa significa?
    Megabaa: In realtà Nobuhiko è morto subito dopo l'incidente stradale. Quando Isako si è risvegliata in seguito alla tragedia ha appresso della morte del fratello e per lo shock ha di nuovo perso conoscenza. È stato quindi creato uno spazio per alleviare il suo dolore, uno spazio che tramite l'imago generasse delle cyber sostanze capaci di riempire il vuoto del suo cuore. Proprio così, tra quelle sostanze c'era anche la figura del fratello morto; però per qualche motivo quello spazio si è corrotto e alla fine è scomparso, con Yūko Amasawa sotto trattamento e con tutto il mondo che il suo cuore ferito aveva generato.
  • Isako: Sei tu, Okonogi?
    Yasako: Ascoltami: prima che esprimessi il tuo desiderio alla signorina Michiko, tuo fratello era già morto! Non sei stata tu a farlo morire, quello che è lì con te... [...] Finalmente ho capito, la signorina Michiko non è stata generata solo da te, Amasawa. C'è un'altra persona che ha contribuito alla sua nascita e cioè... [...] e cioè io stessa! Proprio io, Yūko Okonogi! Il mio bacio ha ostacolato la vostra separazione; Michiko è la figlia nata dal mio bacio e dalla tua sofferenza.
  • Michiko: Non riuscirai a separarti da me. Sei stata tu a generarmi, sono l'alter ego che tu stessa hai voluto creare per divorare il tuo dolore e la tristezza. Se anche mi ucciderai infinite volte io continuerò a rinascere, perché io rappresento i tuoi veri sentimenti.
    Isako: Adesso basta!! Una volta per tutte, basta!!
    Michiko: Hai cercato di crescere, cancellando egoisticamente i sentimenti del tuo fratello, ma io non permetterò una cosa simile!
  • Sei una sciocca, Amasawa: e così tu saresti Yūko Amasawa? Una persona come te dovrebbe essere in grado di tornare indietro... tu che hai il coraggio scritto nel tuo nome! [...] Tu sei audace e non hai nessuna paura del dolore. Sei la ragazza coraggiosa, infatti sei Isako! Perciò torna indietro, avanti!! (Yasako)
  • Isako: Perciò tutto era collegato al tuo sogno, vero?
    Yasako: Sì. È un mistero che non riuscivo a spiegare, ma ora so che il mondo del mio cuore è semplicemente collegato al mondo del tuo cuore.
    Isako: Ecco, io... sai, a dire la verità ti detestavo ma ora ho capito la ragione di tanto odio. La ragione era una costante paura, paura di legarmi al cuore di qualcuno: solamente questo. Però ora è tutto passato. Anche se la smarrissi, so che ci sarà sempre una strada.
    Yasako: Le persone sono collegate da sentieri angusti, a volte si perdono di vista.
    Isako: In ogni caso continuerò a essere collegata.
    Yasako: Già: Bentornata, Isako.
    Isako: Sono di nuovo qui, mia cara Yasako.
  • Yasako: Sì, pronto: chi parla? Ah, sei tu Amasawa?! Ascolta, a essere sincera io non ho ancora capito questa cosa: pensi che tu e io, alla fine, possiamo considerarci amiche?
    Isako: Te l'ho già detto, no? Io non so bene cosa significhi essere amici.
    Yasako: Capisco...
    Isako: Però tu sei la compagna che ha smarrito la mia stessa strada e che insieme a me si è data da fare per ritrovarla; quindi tu e io siamo compagne solo quando cerchiamo la stessa strada e io sono un tipo di persona che finché sta in mezzo alla gente rischia di smarrire la via di continuo.
    Yasako: Sì, può darsi.
    Isako: Ci rincontreremo quando smarriremo la stessa strada. [...] Fino ad allora diciamoci addio. Io sono Isako, mi hai dato tu questo nome.

Note[modifica]

  1. Il nome di Yūko è scrtto con i Kanji 優 (yū) e 子 (ko); se al primo kanji si associa il significato di "gentile" può essere scritto usando i caratteri katakana ヤサ e si pronuncia "yasa".
  2. Abbreviazione di Meta-bug, una moneta virtuale costituita da una sorta di gemme.
  3. Maiko-Sensei, la maestra della classe dove studiano Yasako, Fumie, Isako e gli altri personaggi.
  4. In questo caso Yūko è scritto con i Kanji 勇 (yū) e 子 (ko); il primo ideogramma significa "coraggio" e si pronuncia isamu, per questo Fumie propone il soprannome Isako.
  5. Meta-bug contenuti all'interno degli illegal.
  6. Un'illegal protagonista di leggende metropolitane che circolano in rete, secondo le quali sarebbe una normale studentessa che si è ritrovata "dall'altra parte" e che non potendo più tornare nel mondo reale cerca di attirare altre persone nel mondo virtuale.
  7. Una funzione sperimentale dei cyber occhiali, che Yasako e Isako possiedono, che permette di individuare gli spazi obsoleti e di influenzare il mondo virtuale col pensiero.
  8. Pronunciato scandendo le cifre, è un personaggio misterioso che Yasako ricorda di aver incontrato quando era piccola. Il numero coincide a quello della stanza dell'ospedale dove era ricoverato il fratello di Isako.

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